PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA |
ORIENTAMENTO, NON COME SCOPERTA MA COME PROMOZIONE DI UNA FORMAZIONE MASSIMALE, INTEGRALE ED ORIGINALE
di Maria Rosaria Tenuta
SCUOLA DELL’AUTONOMIA ED ORIENTAMENTO
Orientamento: riconoscere il punto cardinale Oriente/EST, in modo da poter trovare la strada che porta dove andare…
Orientamento di vita, prima che orientamento professionale: la propria identità personale, che è poi - si fa poi - anche orientamento professionale e quindi orientamento scolastico…
Orientamento come costruzione, più che scoperta della propria identità personale: non si nasce chiamati, vocati, orientati, ma ci si orienta…
Nel patrimonio genetico esistono possibilità, aperture, disponibilità… che possono realizzarsi o non… a diversi livelli… alcune sì, altre no… ma che comunque per realizzarsi hanno bisogno di essere sollecitate, stimolate, favorite, alimentate, coltivate,.. attraverso le stimolazioni socioculturali …
Si ritiene ormai superata la concezione dell’educazione come educere(1), trarre fuori, diventare quello che si è (Pindaro).
Orientarsi significa realizzare, attraverso l’educazione, le proprie propensioni, e non le proprie potenzialità(2).
Come afferma il DOLL, le potenzialità si sviluppano (per <<capacità potenziali dei singoli noi intendiamo quelle potenzialità di grandezza imprevedibile, che possono scaturire dall’interno della personalità: potenzialità che possono venire sviluppate o ridotte col processo educativo… le capacità potenziali non sono considerate come delle qualità congenite nell’individuo, che divengono attuali attraverso un processo di maturazione su cui non influisce in alcun modo l’ambiente. Anzi, queste capacità si sviluppano e si “manifestano nello scambio dinamico di influssi fra l’individuo e il suo ambiente”. Vengono definite capacità “potenziali” perché sono un modo di essere dell’individuo, sono una capacità individuale di reagire positivamente e in modo praticamente imprevedibile: “senza alcun preconcetto quanto ai …limiti” delle capacità potenziali… porre l’accento sulla personalità umana dotata di capacità potenziali illimitate, …considerare positivo il fatto che gli sviluppi della personalità umana sono imprevedibili…>>(3).
Alla nascita, ovvero al momento del concepimento, non vi sono potenzialità, che poi la scuola deve incaricarsi di scoprire.
Al momento della nascita, il bambino è solo un candidato alla condizione umana(4), che poi diventa uomo solo attraverso l’educazione(5).
E quindi l’orientamento comincia sin dalla prima educazione…, sin dalla nascita…, sin dalla scuola materna …, sin dalla Scuola secondaria di primo grado e si continua nella scuola di secondaria di secondo grado…
Non si realizza l’orientamento con il curricolo uniforme…
Non si nasce formati, educati e quindi orientati.
Come scrive Kant, <<La bestia è già resa perfetta dall'istinto... L'uomo invece... non possiede un istinto e deve quindi formulare da sé il piano del proprio modo di agire... La specie umana deve esprimere con le sue forze e da se stessa le doti proprie dell'umanità. Una generazione educa l'altra... L'uomo può diventare tale solo con l'educazione>>(6).
Premesso che l’educazione non si attua solo nella scuola, ma nel sistema formativo integrato, a cominciare dalla scuola del grembo materno, possiamo precisare che la scuola non scopre gliorientamenti, ma ne promuove la formazione.
In tal senso non orientava la scuola di ieri, in quanto si presentava uniforme in tutti i suoi aspetti: nei contenuti, nei tempi, nell’organizzazione, nelle attività, nelle metodologie, nei criteri di valutazione ecc.
Una scuola uniforme, qual era quella di ieri e molto spesso ancora quella di oggi, può limitarsi a scoprire le vocazioni che spontaneamente, come risultato del caso, si sono formate.
Al riguardo, è appena il caso di precisare che l’educazione non si realizza solo nella scuola ma nel sistema formativo integrato, che comprende primariamente la famiglia, ma poi anche tutte le altre agenzie formative.
Peraltro non poteva orientare la scuola di ieri nella sua uniformità, ma solo una scuola che si pone all’insegna della personalizzazione educativa(7).
In effetti, la scuola di ieri, figlia dell’Illuminismo cartesiano, si proponeva solo il compito di fornire conoscenze e si fondava sulla lezione, di necessità uniforme nei tempi, negli strumenti e nei metodi: da una parte il docente che fa lezione, espone,dimostra, presenta; dall’altra, la classe, la scolaresca, senza volti, fatta di sagome tutte eguali.
Giustamente la Professoressa di Don Milani proclama di far le parti eguali, ma Don Milani le obietta che non v’è cosa più ingiusta che far le parti eguali tra diseguali(8).
Il compito della scuola non è quello di omologare,ma di promuoveree valorizzare l’identità personale, sociale, culturale ed anche professionale dei singoli alunni.
Come si afferma nel D.P.R. 275/1999, <<Le istituzioni scolastiche... riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo>>(9), cioè, quando è personalizzata (individualizzata).
Attraverso l’educazione che si realizza sin dalla nascita, ed anche prima, nelle molteplici agenzie formative, si acquisiscono:
Come sta scritto nella Carta costituzionale del 1948, la scuola promuove il <<pieno sviluppo della persona umana>>(11).
L’orientamento non va perciò inteso come scoperta delle attitudini, delle identità, delle vocazioni anche professionali, ma come promozione della formazione degli atteggiamenti, della capacità e delle conoscenze che attengono alle diverse dimensioni della personalità.
La scuola orienta quando non omologa ma promuove l’identità personale, sociale, culturale ed anche professionale, cioè, quando è personalizzata.
La personalizzazione formativa riguarda:
Infatti, la scuola dell’autonomia prevede le seguenti quote degli obiettivi formativi:
comuni(quota nazionale) |
integrativi(quota riservata alle scuole) |
regionali (quota riservata alle regioni) |
Aggiuntivi o facoltativi(quota facoltativa) |
Mentre la quota nazionale assicura la formazione del cittadino, le altre quote promuovono la formazione dell’uomo nella sua originalità, singolarita, personalità.
Personalizzazione dei percorsi formativi
Se l’attività di orientamento consiste nel promuovere il formarsi di capacità e di atteggiamenti che rispondano alla propensioni, predilezioni, disponibilità dei singoli alunni, essa non può essere attuata attraverso un’organizzazione educativa e didattica uniforme, uguale per tutti gli alunni negli obiettivi formativi e nei percorsi didattici, ma si richiede un’organizzazione educativa e didattica personalizzata per tutti gli alunni, non solo per gli alunni svantaggiati e per gli alunni portatori di handicap, anche negli obiettivi formativi …
Se si vogliono promuovere, stimolare, sviluppare, incrementare le propensioni, le predilezioni personali, occorre dare agli alunni la possibilità di coltivarle attraverso specifiche attività.
In tale prospettiva, la scuola dell’autonomiaprevede che, ad integrazione degli obiettivi formativi standard o generali, le singole istituzioni scolastiche utilizzino. Sia la quota regionale che le quote riservate ed opzionali per promuovere la personalizzazione educativa, e quindi l’orientamento, scegliendoaltri obiettivi formativi (obiettivi regionali, riservati ed opzionali), per soddisfare le esigenze, non solo del contesto socioculturale, ma anche dei singoli alunni.
Peraltro, nel D.lvo 59/2004 si prevedeva che tutti gli obiettivi specifici di apprendimento fossero personalizzati, trasformandosi così in obiettivi formativi.
Inoltre, sostituendo alla lezione collettiva, di necessità eguale per tutti gli alunni, e sostituendola con le unità di apprendimento, che ormai costituiscono una esigenza convalidata dalla ricerca sociopsicopedagogica più aggiornata, si supera l’uniformità della lezione collettiva e si rende possibile la personalizzazione educativa.
In questo modo risulta possibile soddisfare le esigenze formative, oltre che i ritmi e gli stili di apprendimento dei singoli alunni, che evidentemente occorre conoscere e documentare nel portfolio.
Peraltro, sia gli obiettivi standard o generali, sia gli obiettivi integrativi possono essere arricchiti attraverso gli eventuali obiettivi aggiuntivi che le singole scuole possono attivare, anche d’intesa con gli enti locali, a norma dell’art. 9 del D.P.R. 275/1999.
Intale prospettiva la promozione dell’orientamentoha inizio sin dalla scuola dell’infanzia e si continua nella scuola di base, non con apposite iniziative, ma nell’ambito della complessiva personalizzazione dei percorsi formativi di tutti gli alunni.
In questo modo l’orientamento acquista consistente significato, superando la concezione più o meno esplicitata dell’orientamento come scoperta delle vocazioni, delle predisposizioni, delle attitudini, al termine delle ex Scuole medie. Le naturali propensioni vanno incrementate e coltivate, diversamente non si sviluppano, anzi si atrofizzano.
Le attitudini si costruiscono muovendo dalle predisposizioni, dalle propensioni… Non si nasce atti a svolgere determinate attività, ma semmai con delle propensioni, che vanno coltivate, sviluppate, alimentate, promosse.
In tale prospettiva, la scuola deve offrire agli alunni la possibilità di coltivare le proprie propensioni, offrendo un ampio ventaglio di opportunità formative …
L’orientamento come promozione più che come rispetto delle identità, anche professionali
Oggi, l’orientamento non viene più inteso, né come scoperta della “vocazione”, né come modellamento, ma come promozione della formazione degli atteggiamenti, della capacità e delle conoscenze che attengono alle diverse dimensioni della personalità, nel rispetto dell’identità personale, sociale, culturale ed anche professionale, attraverso la personalizzazione degli obiettivi formativi e dei percorsi formativi.
La personalizzazione è resa possibile da un’organizzazione educativa e didattica fondata, non più sulla lezione collettiva, di necessità uniforme, ma sui processi di apprendimento (unità di apprendimento) personalizzati che, mentre rendono più efficace l’azione della scuola, consentono la personalizzazione educativa e didattica e, quindi, non solo l’efficacia dei processi apprenditivi e formativi, ma anche l’orientamento, non più inteso come vocazione, scoperta di potenzialità ed attitudini, ma come rispetto del protagonismo dei singoli alunni che progettano il loro futuro e si preparano a viverlo con gioia, e non come condanna predeterminata sin dalla nascita.
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(1) TENUTA U., Educare: ex-ducere? di Umberto Tenuta, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(2) TENUTA U., Potenzialita' o possibilita' formative?, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(3) DOLL R. C., L’istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze, 1969, pp. XI, pagg. 19, 21.
(4) <<Come è stato ben espresso da Pieron, il bambino è solo un “candidato alla condizione umana”>> (OSTERRIETH P.A., Introduzione alla Psicologia del bambino, Giunti-Barbèra, Firenze, 1980, p. 25).
(5) Scrive Kant che <<La bestia è già resa perfetta dall'istinto... L'uomo invece... non possiede un istinto e deve quindi formulare da sé il piano del proprio modo di agire... La specie umana deve esprimere con le sue forze e da se stessa le doti proprie dell'umanità. Una generazione educa l'altra... L'uomo può diventare tale solo con l'educazione>> (KANT E., Pedagogia, O.D.C.U., Rimini, 1953, pp.25-27).
(6) KANT E., Pedagogia, O.D.C.U., Rimini, 1953, pp.25-27.
(7) In merito cfr.: CATALFAMO G., Pedagogia contemporanea e personalismo, Armando, Roma 1964; CATALFAMO G., Personalismo senza dogmi : saggio sulla motivazione educativa, Armando, Roma 1964; FLORESE D’ARCAIS G., Le ragioni di una teoria personalistica dell’educazione, La Scuola, Brescia, 1987; Garcia Hoz V., Educazione personalizzata, Firenze, Le Monnier, 1981; GArcia Hoz V. et alii, Dal fine agli obiettivi dell’educazione personalizzata, Palumbo, Palermo, 1997; MANNO M., Nuove ricerche sul personalismo, La Scuola, Brescia, 1984; MARITAIN J., L’educazione della persona, La Scuola, Brescia, 1972; Montedoro C. (a cura di), La personalizzazione dei percorsi di apprendimento e di insegnamento, Angeli, Milano, 2001; MOUNIER E., Il personalismo, AVE, Roma, 1964; MOUNIER E., Che cos’è il personalismo?, Einaudi, Torino 1975; RIGOBELLO A., MURA G., IVALDO M., Il personalismo, Città Nuova, Roma 1975; STEFANINI L., Personalismo educativo, Roma:Bocca. 1955.
(8) DON MILANI, Lettera a una professoressa, Firenze, Libreria editrice Fiorentina, 1988.
(9) D.P.R. 275/1999, art. 4.
(10) In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995; CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U., Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U., Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U., Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U., Obiettivi: come districarsi?; TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
(11) (Art. 3, Cost.)
25 febbraio 2008
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