PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

EMOTIVITA' IN CLASSE
di Giuseppe Falco

E’ solo una questione di scelta

Di fronte a situazioni conflittuali e stressanti in classe l’atteggiamento più facile è quello di gridare, iper-reagire, o, sul versante opposto, divenire passivi, rassegnati e scoraggiati.
E’ però importante notare che in tutti questi casi si tratta comunque di scelte che stiamo compiendo, sia pure in modo inconsapevole o per abitudini radicate: non è la realtà in sé a produrre certi effetti su di noi, ma il modo in cui vi reagiamo.
Non possiamo assolutamente avere la pretesa di controllare le persone e le circostanze che ci accadono. Anzi, proprio da questa pretesa irrealistica possono nascere molte inutili frustrazioni.
Le cose non vanno sempre nel modo sperato, i nostri studenti non apprendono quanto avremmo sperato, il collega o il preside o i genitorinon riconoscono sempre il nostro valore ed i nostri sforzi.
Questo non giustifica però assumere gli atteggiamenti di cui abbiamo parlato sopra. Non è corretto usare frasi come “Mi fai arrabbiare”, “Mi fai sempre innervosire” “Mi metto a gridare perché mi hai veramente infastidito”.
In questo caso è come se, più o meno esplicitamente, stessimo colpevolizzando gli altri (o la vita) perché le cose non procedono secondo i nostri piani.
Questo modo di comunicare, tuttavia, non fa altro che porre gli altri sulla difensiva e contribuisce solo a creare delle relazioni tese e difficili.
La maturità emotiva implica invece che ci assumiamo la responsabilità dei nostri sentimenti e pensieri - per quanto ciò possa risultare difficile. Essere maturi significa divenire consapevoli che le reazioni che abbiamo di fronte alle diverse situazioni di vita quotidiana sia a scuola sia in famiglia o con gli amici sono sempre frutto di una nostra scelta.
Io ad ogni momento posso scegliere di essere triste o felice, arrabbiato o sereno. In ogni situazione scelgo continuamente il mio stato d’animo, un po’ come quando scelgo un vestito da indossare.
Il problema è che queste “scelte” avvengono nella nostra mente un po’ come in pilota automatico, o per default, senza che noi ne siamo minimamente coscienti.
Essere coscienti dei propri sentimenti è la pietra miliare della cosiddetta intelligenza emotiva.
Come insegnanti responsabili ed amanti del proprio lavoro non possiamo trascurare l’importanza che ha la consapevolezza emotiva in classe.

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23 novembre 2007