PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA


POLIEDRO DELLA PERSONA UMANA
di Umberto Tenuta

La poliedricità della persona umana e la sua formazione integrale

 

Di una persona culturalmente dotata si dice che possiede una personalità poliedrica. Poliedrica, per indicare le diverse sfaccettature dei suoi atteggiamenti, delle sue competenze e delle sue conoscenze[i].

La personalità è poliedrica, sempre, anche quando le sue conoscenze, le sue competenze ed i suoi interessi sono limitati, perché poliedrici sono comunque sempre gli aspetti costitutivi di ogni essere umano, che vanno da quello motorio a quelli emotivo-affettivo e sociale, a quello morale e religioso, a quello linguistico e cognitivo, a quello estetico ecc.
Evidentemente, la personalità è costituita sempre da un insieme integrato di aspetti che ne rappresentano il suo modo di essere e di operare.
Ogni essere umano compie movimenti, ma i movimenti possono essere semplicemente quelli del camminare, del prendere gli oggetti, del manipolarli ecc. Peraltro, anche tali azioni sono spesso estremamente articolate.
La capacità di camminare può articolarsi nella capacità di correre, di saltare, di salire le scale, di arrampicarsi ecc.
Inoltre, ogni essere umano si rapporta agli altri con le sue capacità di cooperazione, di competizione, di solidarietà, di dipendenza, di prevaricazione ecc.
Ancora, ogni essere umano possiede capacità comunicative che possono essere quelle linguistiche, gestuali, mimiche, posizionali ecc. Peraltro, le capacità comunicative ed espressive possono avere diverse sfaccettature: il linguaggio può essere quello della prosa o della poesia, e questo a sua volta può essere quello  della lirica, della satira, della commedia, della tragedia ecc. Anche le capacità cognitive possono riguardare la logica, le competenze matematiche, le competenze scientifiche, le competenze storiche ecc.
A loro volta, ad esempio, le competenze scientifiche possono essere quelle fisiche, quelle chimiche, quelle elettroniche ecc.
I singoli individui si presentano con diversi sfaccettature relativamente ai loro interessi, alle loro competenze ed alle loro conoscenze. Indubbiamente, Pico della Mirandola e Leonardo da Vinci erano più poliedrici di Manzoni e di Marconi. Nello stesso tempo,  il poliedro costituisce un’ottima metafora per rappresentare anche l’integrazione delle diverse dimensioni della personalità: le diverse facce sono facce dello stesso poliedro.
Lo storico, il filosofo, il teologo ecc. si integrano nella personalità del poeta Dante. Questa  integrazione si realizza anche in Leonardo da Vinci, così come in ogni essere umano. L’uomo è sempre un intero, una unità, seppure sfaccettata, articolata in conoscenze, capacità e atteggiamenti che possono sembrare estremamente eterogenei. Non solo, ma il poliedro, nel progressivo moltiplicarsi delle sue facce sta anche a rappresentare la continuità del processo formativo. Ogni faccia si suddivide in altre facce che, attraverso le sfumature di colore della rappresentazione, ne indicano la categoria di riferimento ma anche la diversificazione. È in tal senso che possiamo usare la metafora che si arricchisce di un sempre maggior numero di facce, a cominciare dalla nascita o addirittura dal concepimento.
La metafora del poliedro serve ad indicare questo processo di diversificazione, di specializzazione, e quindi di crescita, di sviluppo delle singole dimensioni della personalità (motoria, affettiva, emotiva, sociale, morale, religiosa, cognitiva ecc.).
Ogni facoltà umana può articolarsi in capacità diversificate. Si pensi alle diverse attività sportive ed alle specializzazioni di ciascuna di esse, come ad esempio, avviene nello sci: sci di fondo, slaloom, slaloom gigante, discesa libera ecc. La personalità umana si presenta sempre con innumerevoli sfaccettature. Eppure, al momento della nascita, essa era costituita da una sola cellula indifferenziata, lo zigote, dal quale si sono originate altre cellule, via via sempre più differenziate, per dar luogo ad organi ed apparati diversi. Già al momento della nascita il bambino si presenta con alcune capacità motorie, emotivo-affettive, cognitive, almeno a livello sensoriale ecc. Dal momento della nascita le sfaccettature si moltiplicano sempre più e non finiscono di diversificarsi per tutto il corso della vita. Da una faccia se ne originano altre, sempre più. Le persone umane sono sempre poliedriche. La loro poliedricità non ha limiti. Come dice il poeta latino Terenzio, Homo sum: nihil humani a me alienum puto[ii](2) . E l’umano va riferito alle dimensioni costitutive della persona umana, ma va riferito anche alle diverse culture, alle diverse società, alle diverse personalità. Il poliedro esprime la molteplicità delle dimensioni, la loro integrazione e la loro continuità di formazione. Esso  può costituire la base per un interessante discorso pedagogico. Un grazie vivissimo dobbiamo quindi al dott. Ferrante Formato, che con grande competenza informatica lo ha realizzato e lo ha messo a disposizione di quanti sono interessati ai problemi educativi.

 


[i] In merito cfr.: CRESSON, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,  Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,  Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,  Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,  Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,  Obiettivi: come districarsi?, nel sito Http://www.edscuola.com/dida.html.

[ii] Terenzio, Heautontimoroumenos, v. 77.