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PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA


DIRIGENTI, A VOI IL NOSTRO APPELLO
di Umberto Tenuta

Appello degli alunni ai Dirigenti scolastici per il miglioramento dell’organizzazione e dell’azione educativa e  didattica

Noi siamo gli alunni della vostra scuola: se noi ce ne andiamo, la vostra scuola  chiude!  Ma noi non ce ne andiamo, perché noi abbiamo la forza della nostra innocenza e con la forza dell’innocenza noi facciamo appello alla deontologia professionale che siamo convinti sia viva in voi e prevalga su ogni altra voce.
Ecco quello che vi chiediamo.
Vi chiediamo di dedicare, in ogni ora, in ogni giorno, in ogni settimana, in ogni mese, in ogni anno, tutte le vostre energie, quelle della vostra cultura, quelle della vostra intelligenza e quelle del vostro cuore, alla nostra educazione, alla nostra autorealizzazione, al nostro successo formativo: a far sì che ognuno di noi realizzi la sua integrale, originale e massimale formazione della propria personalità, quello che la Carta costituzionale, nostra e vostra, chiama "pieno  sviluppo della persona umana" e che il Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999 indica con la suggestiva espressione successo formativo.
Ecco, noi vi chiediamo di aiutarci a realizzare il nostro successo formativo, quello che ciascuno di noi nel profondo del proprio cuore desidera, quello che i nostri genitori si aspettano, quello che voi vi siete impegnati a garantirci. 
Noi siamo sicuri che ogni mattina, entrando nella scuola, voi dimentichiate tutte le vostre preoccupazioni personali e dedichiate tutte le vostre cure a noi, vostri alunni: giovani che a voi si affidano con fiducia.
Sì, perché noi abbiamo fiducia in voi, abbiamo fiducia innanzitutto nell’onestà dei vostri intenti e siamo convinti che vi impegniate con tutte le vostre energie a predisporre le condizioni perché la vostra scuola offra a noi le migliori possibilità formative. Riteniamo perciò che voi siate sinceramente preoccupati di ciascuno di noi, di ciascuno dei vostri 867 alunni: di Marco, di Filippo, di Giovanni, di Angela, di Maria, di Adriana, di Filomena, di Salvatore, di Ennio, di Michele, di Andrea, di Stefania, di Mirella...
Ciascuno di noi sta nel vostro cuore e nella vostra mente, con le caratteristiche che manifesta, con i problemi che presenta, con le esigenze che esprime.Ecco, a voi dirigenti scolastici noi non siamo sconosciuti: noi non siamo la classe, la scolaresca, gli "alunni", ma noi siamo Marco, Filippo, Giovanni, Salvatore, Angela, Maria, Stefania, Adriana, Filomena... Voi, Dirigenti scolastici, ci conoscete, uno per uno, per il tramite dei docenti e vi prendete sinceramente, effettivamente, fattivamente cura di ciascuno di noi.
Noi ci sentiamo garantiti da voi, Dirigenti scolastici, noi ci sentiamo oggetto della vostra personale attenzione, del vostro quotidiano lavoro, prima delle pratiche, prima delle carte, prima degli adempimenti amministrativi e contabili.
Noi abbiamo fiducia che voi ci anteponete ad ogni altro vostro pensiero, ad ogni altra vostra preoccupazione, ad ogni altro vostro interesse.  E questo crediamo che voi facciate, non retoricamente, non formalmente, ma concretamente, in ogni momento.
Crediamo che lo facciate:
a) valorizzando al massimo le competenze già possedute dai docenti e promuovendo le migliori occasioni perché esse possano accrescersi sul piano estremamente concreto della loro formazione disciplinare, didattica, relazionale ed organizzativa.
A noi interessa che i docenti, i nostri docenti, siano, non  solo padroni delle competenze disciplinari, ma anche capaci di promuovere i nostri processi di apprendimento, attraverso l'utilizzo delle metodologie della riscoperta (Problem solving), auspicabilmente nella forma del lavoro di gruppo (cooperative learning);
b) valorizzando le risorse e le tecnologie della scuola che dovrebbe privilegiare le attività laboratoriali in tutte le discipline, dalla Lingua italiana alla Storia, alla Matematica, alla Musica ecc.
Evidentemente, ciò comporta che i diversi laboratori siano forniti di adeguati materiali concreti, comuni e strutturati, oltre che delle nuove tecnologie informatiche. Al riguardo, pensiamo a laboratori informatici mobili, che possano essere spostati di aula in aula, offrendo ai gruppi di due/tre alunni la possibilità di poter lavorare con un notebook  per riscoprire/ricostruire i concetti delle più diverse discipline;
c) valorizzando anche le risorse costituite dal personale ATA, superando l'attuale anacronistica distinzione tra attività didattiche e attività amministrative, non solo perché si dovrebbero liberare i docenti di tutto il carico del loro lavoro amministrativo attraverso la sua informatizzazione affidata al personale ATA, ma anche attraverso il ricorso a tale personale da parte dei docenti per la gestione del lavoro propriamente didattico, una volta che questo sia svolto anche attraverso l'utilizzazione delle tecnologie informatiche (si pensi alla gestione informatizzata dei documenti scolastici, come i registri, le programmazioni ed Portfoli, ma anche alla predisposizione di floppy disk, di CD-ROM, di DVD eccetera).
d) realizzando un’organizzazione flessibile della vita della scuola, all'insegna della personalizzazione educativa e didattica, che trova nei piani di studio personalizzati il suo strumento essenziale. Il discorso della personalizzazione educativa e didattico viene da lontano ma trova nella riforma Moratti una particolare sottolineatura, nel momento in cui lo stesso Piano dell'offerta formativa si configura come integrazione dei piani di studio personalizzati dei singoli alunni.
La nostra centralità (centralità dell’alunno  più che centralità degli alunni) si realizza solo se nella scuola si lavora sulla base delle esigenze formative che sono proprie dei singoli alunni, nel rispetto dei livelli di sviluppo e di apprendimento, oltre che dei ritmi e degli stili apprenditivi  e delle motivazioni di cui è portatore ciascuno di noi.  Dirigenti scolastici, di questo noi siamo convinti, perché abbiamo fiducia in voi e nella vostra dignità umana e professionale.

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