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PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

CURIOSITA': IL PAESE DI CURIOSITÀ 
di Umberto Tenuta

La più importante motivazione per l’apprendimento

C’è, di là dai monti, il paese di Curiosità.
Nel paese di Curiosità tutto è normale, come in tutti gli altri paesi: le case, le strade, gli alberi, i campi ecc.
Ma i suoi abitanti sono tutti curiosi, come non sempre sono gli abitanti di tutti gli altri paesi, dopo i tre anni di età. Sono curiosi, non perché appaiono diversi nel modo di vestire, di muoversi, di presentarsi, ma semplicemente perché sono presi da un’inesauribile sete di sapere, di conoscere, di esplorare, di apprendere, di capire.
Sono curiosi perché, quando vedono una persona, vogliono sapere come si chiama, come si chiama la madre, come si chiama il padre, come si chiama la moglie o il marito, come si chiamano i figli; vogliono sapere che cosa fanno, che cosa mangiano, che cosa pensano… Vogliono sapere i nomi delle strade, delle montagne, dei fiumi…
Vogliono sapere i nomi delle piante, degli animali, degli attrezzi che utilizzano per lavorare… Vogliono sapere quali stelle si vedono nel mese di febbraio…
Vogliono sapere tutto!
Sono curiosi, non soli i bambini fino a tre anni, ma anche i bambini che frequentano la scuola materna ed anche i bambini che frequentano la scuola elementare.
Sono curiosi finanche i ragazzi che frequentano la scuola media, per non dire dei giovani che frequentano le scuole secondarie e le università.   Sono curiosi tutti.
Nel paese di Curiosità ci sono perfino delle famiglie che hanno per cognome CURIOSI e per nome CURIOSONE, CURIOSONA, CURIOSA, CURIOSO, CURIOSINA, CURIOSINO, CURIOSETTA, CURIOSETTO, CURIOSUCCIA, CURIOSUCCIO, CURIOSACCIA, CURIOSACCIO…
Vi abbiamo parlato degli abitanti di Curiosità, perché noi siamo convinti che tutti bambini che frequentano le scuole vivono in città ed in paesi che somigliano al paese di Curiosità.
Basta solo che ne prendano atto le Mamme ed i Papà, i Docenti tutti[1].


[1] Al riguardo, tutti dovrebbero leggere le pagine che Bruner dedica alla curiosità nel volume:  Bruner J. S., Verso una teoria dell’istruzione, Armando, Roma, 1967.

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