PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA |
PASSIONE PER LA FORMAZIONE DEI GIOVANI
di Virginia Mariani
Una riforma della scuola che veda i docenti impegnati nella formazione prima che nell’istruzione dei giovani
Qualche sera fa, parlando con un amico, mi sono sorpresa ad affermare che non ci vuole la riforma ma soltanto una ritrovata passione. Sempre di ‘riforma’ potrebbe trattarsi poiché quello a cui alludevo era appunto la volontà, più che la capacità, di rimettersi in gioco, dubitando almeno un po’ di quanto si è rappresentato anche a se stessi fino ad allora per lasciare spazio all’ascolto di sé e dell’altro.
Amo il mio lavoro perché sto comprendendo l’importante e prezioso ruolo di chi in quella privilegiata posizione può dare una lezione, ma di vita, e che sempre più spesso però “di ruolo” non è e quindi poco ne ha, anche nei propri confronti. Punto esclamativo.
In verità, io preferisco “interesse vivo per qualcuno/a” proprio per un ulteriore esperienza vissuta qualche giorno fa.
Molte delle ragazze hanno scelto questo indirizzo perché piacciono i bambini, ma non manca chi vuole lavorare con disabili, anziani e tossicodipendenti.
Sapevo che avremmo toccato il tasto dell’Amicizia e dell’Amore adolescenziale… non sapevo che, fra una battuta e l’altra e qualche mio reiterato richiamo al silenzio, le ragazze (questa gioventù di oggi…) soffrissero, e molto, per la perdita del loro nonno o del loro papà, per un fratello più grande o più piccolo che non avranno mai risentendo, quindi, del loro essere figlie uniche, per i loro cugini, per la loro famiglia. E chi non soffre è felice, e tanto, per i propri genitori e per la classe nella quale trascorrerà i prossimi cinque anni.
Qualcuna, poi, non è riuscita a dire tutto, ma al mio invito a scrivere (seppur in italiano corretto, mi raccomando!) dell’esperienza custodendo il testo magari nel segreto del proprio diario, ha risposto consegnandomi lo scritto con fiducia e desiderio di comunicare assolutamente le proprie emozioni.
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