PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

DIDATTICA INTERCULTURALE di Filomena Iaquinandi
L’insegnante come mediatore interculturale

Nel momento in cui si mette piede nelle classi della nostra scuola, al solo impatto visivo ci si rende conto dei cambiamenti che si sono verificati negli ultimi anni. Comunicano i volti, le parole pronunciate in lingue incomprensibili, i tratti somatici, il colore della pelle. Un insegnante che si trova ad operare in un contesto multietnico e multiculturale qual è diventata la scuola italiana, si inserisce inconsapevolmente all’interno del pensiero pedagogico e didattico interculturale. Questo accade perché, ovviamente, si rende conto dell’impossibilità di limitare la propria azione didattica all’alfabetizzazione e all’istruzione. I bambini stranieri esistono nella loro diversità e unicità. Sono soggetti portatori di una propria storia, una propria cultura, che vanno salvaguardate e tutelate, ma allo stesso tempo hanno la necessità di acquisire strumenti linguistici e comunicativi che gli permettano di interagire e di inserirsi nel tessuto sociale.
L’insegnante, dunque, assume l’arduo compito di fornire gli strumenti linguistici e culturali, nonché di attuare una mediazione tra la cultura di origine e quella nella quale il bambino è inserito, stimolando e inducendo negli alunni la percezione e la valorizzazione delle differenze individuali.
Demetrio e Favaro definiscono tale ruolo con il termine di mediatore interculturale con il quale intendono quell’insegnante che «con consapevolezza si interroga e attrezza per favorire non tanto la transizione da una cultura all’altra, quanto la sintesi – dove possibile – tra culture, allo scopo di creare momenti pedagogici capaci di andare oltre le reciproche differenze» .
Il mediatore culturale, invece, è un soggetto membro delle comunità di appartenenza dei bambini ed ha il compito importante di far sì che le radici non vadano disperse e di farle conoscere ai bambini italiani.
Dunque il concetto di mediazione sottende ed è correlato a quello di comunicazione, unico mezzo per stimolare l’incontro e il dialogo costruttivo tra culture. L’insegnante, allora, in quanto esperto di comunicazione rappresenta il mediatore per eccellenza. Innegabile che la questione del dialogo e della mediazione interculturale stimola l’insegnante a reinventare il proprio ruolo,  a calarlo ancor di più nel complesso di relazioni che caratterizzano le strutture territoriali. Solo attraverso un lavoro sinergico dei vari soggetti educativo – formativi e dell’approccio teorico della pedagogia interculturale, sarà possibile intravedere nuovi orizzonti comunitari, all’interno dei quali individuare una reale società globale.

BIBLIOGRAFIA

Demetrio Duccio, Favaro Graziella, Bambini stranieri a scuola: accoglienza e didattica interculturale nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare, La Nuova Italia, Firenze, 1997.
Nanni Antonio, Decostruzione e intercultura, EMI, Bologna, 2001.
Nigris Elisabetta (a cura di), Educazione interculturale, Mondadori, Milano, 1996.
Sirna Terranova Concetta, Pedagogia interculturale: concetti, problemi, proposte, Guerini Studio, Milano, 1997.

 

Duccio Demetrio, Graziella Favaro, Bambini stranieri a scuola: accoglienza e didattica interculturale nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare, La Nuova Italia, Firenze, 1997, p.5.