PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

OSSERVAZIONE DEL COMPORTAMENTO COME RISORSA FONDAMENTALE NELL’INTERVENTO EDUCATIVO-DIDATTICO
di Filomena Iaquinandi

L’osservazione rappresenta il punto di partenza di ogni intervento educativo. L’osservazione dei comportamenti è una pratica che ognuno di noi compie quotidianamente, rappresenta il modo con cui ci rapportiamo al mondo esterno  imparando a regolare la vita di ogni giorno. Ma tale procedura osservativa è del tutto soggettiva e asistematica e non può essere sufficientemente adeguata in attività di ricerca o interventi educativi finalizzati ad uno scopo preciso.
«Osservare un fenomeno o un comportamento, infatti, non significa semplicemente vederlo o percepirlo sensorialmente, ma, più specificatamente, guardarlo e descriverlo nel modo più fedele possibile per poterlo comprendere e quindi per possederlo» .
L’osservazione, dunque, consente di avere un quadro preciso e dettagliato del comportamento sul quale si intende intervenire.
In ambito psicopedagogico l’osservazione viene messa in atto attraverso metodi differenti in relazione al tipo di problema che si intende affrontare e delle diverse opzioni teoriche di fondo che guidano l’osservatore.
Individuiamo le principali tipologie di osservazione:
• L’osservazione informale: non nasce da un progetto preciso, ovvero non è frutto di un’attività programmata e non usa strumenti di rilevazione specifici. Rappresenta quella che Folgheraiter definisce «il livello dell’osservazione non strutturata che l’educatore o lo psicologo compiono sul problema nel suo complesso, così come esso si manifesta in situazioni naturali» . Per molti psicologi e pedagogisti questa tipologia di osservazione non sarebbe un metodo attendibile e per questo andrebbe evitata. In realtà tali rigide posizioni appaiono alquanto arbitrarie dal momento che  tale modalità osservativa non è un metodo bensì un processo inevitabile, dal momento che l’osservazione è un’azione che compiamo con naturalezza nella nostra vita quotidiana. Possiamo inoltre affermare che l’osservazione informale è fondamentale per avere il quadro iniziale di una situazione che ci si accinge a valutare. L’unico rischio di tale tipologia osservativa è quello di pensare di potersi fermare a questo livello senza indagare ulteriormente attraverso tecniche oggettive e strutturate.
• L’osservazione sistematica: rappresenta un tipo di osservazione che cerca di dare un ordine e delle regole precise al processo di osservazione. Essa «è guidata da uno specifico obiettivo conoscitivo, implica procedure particolari e necessita dell’utilizzo di alcune tecniche per registrare ciò che è stato osservato» . Tale tipologia osservativa è oggetto di particolare attenzione in ambito educativo e si distingue dall’osservazione informale per alcune  caratteristiche:

Oggettività e sistematicità sono pertanto le caratteristiche fondamentali di una rigorosa procedura osservativa che possa permettere di rilevare dati e informazioni che consentano di attribuire senso al comportamento intendendolo come comunicazioni spontanee o come risposta a stimoli particolari.
Per essere attendibile l’osservazione deve occupare un arco di tempo adeguato, per questo motivo di solito tale metodologia è attivata da chi è in stretto contatto con il bambino (genitori, educatori, insegnanti…) che necessita dunque di una formazione adeguata alla raccolta dei dati.
È bene essere consapevoli del fatto che l’osservazione in ambito educativo è molto complessa perché si corre sempre il rischio di contaminare i fenomeni oggetto di valutazione con le nostre conoscenze, supposizioni e aspettative. Per ridurre al minimo tale rischio è opportuno progettare minuziosamente la procedura osservativa in modo da ridurre al minimo l’incidenza di variabili soggettive.

 

BIBLIOGRAFIA
Chiappetta Cajola Lucia, Handicap e valutazione, Anicia, Roma, 1997.
D’Odorico Laura, L’osservazione del comportamento infantile, Cortina, Milano, 1990
Folgheraiter Fabio, Problemi di comportamento e relazione di aiuto nella scuola, Erickson, Trento, 2002.
NOTTI Achille M., Strumenti per la ricerca educativa, Edisud, Salerno, 2002.

Tammaro Rosanna, L’osservazione, in NOTTI Achille M., Strumenti per la ricerca educativa, Edisud, Salerno, 2002, p. 105.

Folgheraiter Fabio, Problemi di comportamento e relazione di aiuto nella scuola, Erickson, Trento, 2002, p. 35.

D’Odorico Laura, L’osservazione del comportamento infantile, Cortina, Milano, 1990, p. 10.

Chiappetta Cajola Lucia, Handicap e valutazione, Anicia, Roma, 1997, p. 114.

15 aprile 2010

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