PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

Intelligenza emotiva
di Laura Alberico

Secondo Goleman l’intelligenza emotiva è l’autoregolazione delle emozioni, la capacità di controllaregli impulsi del momento, lo strumento di intelligenza globale dell’individuo. Questa definizione ci porta necessariamente ad osservare il panorama attuale del disagio giovanile che emerge in modo spesso incontrollato con le sue manifestazioni più o meno violente come il bullismo. In ambito familiare l’intelligenza emotiva può essere insegnata ma i genitori oggi tendono a creare intorno ai loro figli una sorta di barriera contro ogni privazione pensando che la rinuncia o le sconfitte siano inutili o addirittura dannose. Proprio in questa prospettiva intorno agli anni 60- 70 ci fu un cambiamento delle strategie educative che misero in evidenza l’inutilità o addirittura il danno provocato dalle esperienze negative. Sappiamo tuttavia che le emozioni in quanto tali devono essere vissute, nel bene e nel male perché sviluppano e rafforzano il carattere e le capacità di adattamento. L’intelligenza emotiva non può essere misurata come quella cognitiva, spesso i “bravi” alunni non possiedono sufficienti strumenti che li rendono flessibili e psichicamente reattivi di fronte a situazioni diverse fuori dal contesto scolastico. Il non riconoscimento delle proprie emozioni (alessitimia) è diventata una caratteristica degli adolescenti di oggi, moltinon riescono a orientare i propri interessi né valutare il peso delle proprie azioni e comportamenti. La comunicazione nella società moderna si basa essenzialmente sulle immagini, essa non richiede elaborazione e trasformazione critica dei messaggi come la scrittura e la lettura. Laflessibilità e molteplicità di esperienze, la velocità con cui le stesse vengono immagazzinate e poi dimenticate conducono spesso l’individuo a cambiare continuamente senza operare scelte critiche e consapevoli. L’intelligenza sensoriale (guardare-toccare) è la protagonista indiscussa del panorama sociale che viviamo e soprattutto i giovani ne sono influenzati e condizionati. La teoria dei sistemi motivazionali spiega come le emozioni si esprimono in relazione agli stati d’animo più profondi rivelando tristezza, gioia, compassione, ecc. L’emozione ha un alto valore comunicativo perché rende l’esperienza soggettiva un mezzo di confronto e di riflessione, un modo per guardare oltre se stessi riconoscendosi negli altri. Educare all’intelligenza emotiva vuol dire anche cercare di superare le barriere dell’individualismo perché come affermava Vygotsky “la vera direzione dello sviluppo del pensiero non è verso l’individuale ma il sociale”.

18 marzo 2010

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