PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

EDUCAZIONE INTERCULTURALE: RIFLESSIONI
di C.Cutolo Fortunata

Non abbiamo una definizione esaustiva e ampiamente condivisa di educazione interculturale. Analizzando il termine intercultura, “il prefisso «inter» sta per scambio,interazione, apertura, reciprocità, solidarietà; cultura sta per il riconoscimento dei valori, dei modi di vita, delle rappresentazioni simboliche a cui si riferiscono gli individui”.(1) Il concetto di cultura rimanda ad un significato più ampio, non limitato alleforme di pensiero, ma esteso al modo di vivere, di pensare e di esprimersi di un gruppo sociale.

Stando alla definizione di Duccio Demetrio: "l’interculturalità non si palesa se non laddove ‘qualcuno’ (persona o ente) si ripromette di stabilire un contatto diretto tra i diversi mondi, i punti di vista, le concezioni religiose. Per tale ragione l’interculturalismo non può che essere un movimento ideale e d’opinione, e interculturale non può che dirsi ogni incontro, contatto o occasione che suscitino forme e manifestazioni comunicative fondate, ancora una volta, su tre direttrici salienti:

Riprendendo i dati del centro ICO dell’Università di Gand nel selezionare centocinquanta strumenti di educazione interculturale, possiamo individuare i quattro obiettivi che si pone l’educazione interculturale:

combattere razzismo, xenofobia, discriminazione e pregiudizi...;

Auernheimer, a proposito del concetto di educazione interculturale inteso come educazione delle minoranze, suggerisce delle priorità per l’educazione interculturale: “lo sviluppo di abilità sociali quali l’empatia, la tolleranza, la solidarietà e la mediazione dei conflitti; un miglioramento della consapevolezza e della comprensione della sfera politica attraverso l’abitudine a considerare gli avvenimenti da diversi punti di vista; un impegno costruttivo nella ricerca di identità da parte di figli di minoranze etniche”.(4)

Fino ad ora, abbiamo cercato di definire concetti, obiettivi e caratteristiche proprie dell’educazione interculturale, ma bisogna considerare un aspetto importante che è quello dell’accoglienza dell’altro. Accogliere significa «agire» con l’altro,costruire insieme e ricostruirsi continuamente, in un percorso di conoscenza e di consapevolezza”.(5) È importante auspicare che la riflessione sull’accoglienza non rimanga ferma agli aspetti intimistici e di interazione, ma che l’accoglienza venga intesa come trasformazione di un bisogno in un diritto.

BIBLIOGRAFIA
1. ALUISI TOSOLINI, SIMONE GIUSTI, GABRIELLAPAPPONI MORELLI (a cura di), A scuola di intercultura.Cittadinanza, partecipazione, interazione: le risorse della società multiculturale, Erickson, Trento, 2007.
2. DUCCIO DEMETRIO, G. FAVARO, I bambini stranieri a scuola, La Nuova Italia, Firenze, 1997.
3. Centro studi per l'Infanzia e l'Adolescenza ParmaInfanzia, SUSANNA MANTOVANI, PAOLO CALIDONI (a cura di), Accogliere per educare. Pratiche e saperi nei servizi educativi per l’infanzia, Erickson, Trento, 2008.

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(1) Aluisi TOSOLINI, Simone GIUSTI, Gabriella PAPPONI MORELLI (a cura di), A scuola di intercultura.
Cittadinanza, partecipazione, interazione: le risorse della società multiculturale, Erickson, Trento, 2007, p.216.
(2) Duccio DEMETRIO, Pedagogia interculturale e lavoro sul campo, in D. DEMETRIO- G: FAVARO, I bambini stranieri a scuola, La Nuova Italia, Firenze, 1997 pp 25-26.
(3) Cfr., Alessio SURIAN, L’educazione interculturale in Europa, Ed. Missionaria Italiana, Bologna, 1998, pp.23-24.
(4) Ivi, p.46.
(5) Centro studi per l'Infanzia e l'Adolescenza ParmaInfanzia, Susanna Mantovani e Paolo Calidoni (a cura di), Accogliere per educare. Pratiche e saperi nei servizi educativi per l’infanzia, Erickson, Trento, 2008, p. 52.

12 marzo 2010

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