PSICOLOGIA, PEDAGOGIA E DIDATTICA

ARTE: L’ESPLORAZIONE PSICOANALITICA DI ABRAHAM E FREUD
di Maria Rosaria Tenuta

Secondo Abraham (Abraham, 1975, pp. 226-228), in base alla teoria freudiana, è possibile affermare che l’attività artistica e l’attività scientifica si basano sui processi di sublimazione.
Egli (Abraham, 1975, p. 639) afferma anche che le reazioni psichiche di paura, orrore e compassione si sviluppano un po’ alla volta durante l’infanzia mediante la sublimazione di impulsi crudeli ed aggressivi. Nel caso in cui tali impulsi aggressivi sono fortemente intensi, si verifica un capovolgimento di essi in una esagerata compassione per il dolore degli altri ed in un terrore pieno di angoscia per la morte; altrimenti, la componente intensa di crudeltà prende il sopravvento sulla sublimazione.
Ad esempio, nel rilevare la notevole capacità di sublimazione dell’artista Segantini, che gli permetteva di riappropriarsi delle pulsioni rimosse, Abraham (Abraham, 1975, p. 667), sempre in un’ottica freudiana, nota che tuttavia l’artista non riuscì a tenerle a bada per molto tempo, per cui esse irruppero nuovamente con violenza creandogli una lotta interiore che gli causava frequenti cambiamenti di umore. Quando raggiunse il culmine della sua attività creativa, era vittima di oscillazioni nevrotiche dell’umore il cui significato intrinseco era la negazione della vita. Il Segantini riusciva a superarle, ma ciò gli costava un enorme dispendio di energia psichica; inoltre, doveva spesso ricorrere a metodi violenti per combattere la melanconia che lo minacciava continuamente. Fu così costretto a rifugiarsi nella fantasia, tanto più che egli considerava la vita onirica molto positiva per lui. Nelle sue opere artistiche di quel periodo vi erano affetti così violenti ed intensi nella loro crudeltà, da far pensare che fossero espressione di una voce proveniente dal profondo del suo inconscio. Egli avrà provato, secondo Abraham, anche se non direttamente, nella sua prima infanzia, dinanzi al dolore della madre per il suo bambino morto -un suo fratello nato prima di lui- sentimenti crudeli, soddisfacendo così le proprie pulsioni sadiche ed ha poi rimosso tale reminiscenza.
Secondo Abraham (Abraham, 1975, pp. 38-40), le attività artistiche e scientifiche si basano anche molto sulla sublimazione di energie sessuali, come sostiene anche Freud (Freud, 1905); la vita sociale e la civiltà si basano proprio sui prodotti della sublimazione.
Inoltre, Abraham (Abraham, 1975, p. 652) sottolinea che, se nello sviluppo dell’individuo viene limitata fortemente la pulsione sessuale, nel maschio la componente pulsionale maschile attiva viene fortemente repressa e si rafforza conseguentemente la componente pulsionale femminile passiva. Pertanto, egli afferma che in tutta la vita psichica del maschio entra un elemento di passività che ricorda molto il comportamento psicosessuale della donna. All’aggressione energica viene preferito l’abbandonarsi alla sofferenza e nasce uno stato di umore depressivo tipico del nevrotico, il quale nasconde in sé - anche se non sempre in modo consapevole- un piacere vicino al tormento.
L’artista Segantini parla di questa <<dolce malinconia>>, ritenendola, non un male, ma anzi una ricca parte di ispirazione artistica.
Nelle opere artistiche in genere ed anche nei quadri del Segantini, si ritrova il tratto della passività e la melanconia espressa simbolicamente. Attraverso tali opere vengono sublimate, ad esempio, nell’artista Segantini, le fantasie di morte un tempo rivolte verso la madre. Abraham ricorda che l’amore “simpatetico” per la natura e la “com-passione” con gli altri esseri viventi nascono dalla rimozione di moti pulsionali aggressivi; così come la propria sofferenza ed il compatirsi rappresentano la meta delle pulsioni sublimate.
A volte si riesce a trasformare positivamente i moti pulsionali aggressivi in forte slancio a lavorare, anziché paralizzarli per reazione nel loro contrario, e prevale così l’attività maschile.
Egli (Abraham, 1975, p. 657) evidenzia anche come Freud ritenga il piacere di guardare la manifestazione di un’ampia sublimazione della componente pulsionale sessuale. La sublimazione della pulsione di guardare è fondamentale nella formazione dell’inibizione sessuale definita sentimento di pudore e può essere sublimata anche attraverso l’arte.
A tale proposito, Abraham riferisce che nell’artista Segantini la pulsione di guardare, pur se molto intensa, era superata sorprendentemente dalla sessualità vera e propria.
Il piacere sublimato di guardare può essere rivolto verso la natura: nel Segantini, ad esempio, guardare la luce ed il colore creavano un senso di felicità estatica.
Non sempre, secondo Abraham, l’artista Segantini fu consapevole del vivere il suo erotismo nell’attività di contemplazione e di creazione artistica, anche perché le forme ed i colori che il suo occhio coglievano venivano poi modellati dalla sua fantasia artistica in un tutt’uno.
Nel riferirsi ancora all’artista Segantini, Abraham, (Abraham, 1975, pp. 678-680), nota che, soltanto grazie ad una grandissima sublimazione di tutte le forze pulsionali da lui posseduta, l’impulso di vita riusciva a tenere testa ai desideri di morte.
L’intimo travaglio del Segantini non era intuito da coloro che lo circondavano, e ciò si spiega, secondo Abraham, perché quella contro le forze pulsionali rimosse è proprio una lotta tacita, nascosta di per sé, ma poi, per quanto riguarda il Segantini essa era ancora meno evidente esternamente, almeno fino a quando in lui non prese il sopravvento il desiderio di morte. Infatti, egli si ammalò, anche se non diede molto peso alla propria sofferenza, proprio perché la coscienza, a volte, rivendica come propria un’azione da attribuire invece a moti pulsionali inconsci estranei e completamente opposti ad essa. Egli, quindi, si arrese alla malattia, ma non solo ad essa, in quanto le forze oscure del suo inconscio aiutarono la malattia¸ facilitandone l’operazione distruttiva e causando infine esse stesse la morte. Nella coscienza, nel frattempo, egli si attaccava a ciò che per lui era vita, mentre gli si avvicinava la morte; mentre nella coscienza vi era amore per sé vivente -come ricorda nei suoi versi anche Gabriele D’Annunzio-, nei suoi intimi meandri vi era la volontà di distruggere la propria vita.
La Psicoanalisi consente di prefigurarsi tale lotta tra forze consce e forze inconsce e di comprendere e sperimentare in modo empatico questo conflitto interiore.
Il Segantini, instancabile creatore, fu tragicamente accompagnato, durante tutta la sua vita, dall’ombra della morte.
Inoltre, Abraham (Abraham, 1975, p. 661), nel rilevare che nell’artista Segantini era presente l’intenzione di <<punire le cattive madri>> con il suo dipinto Il castigo delle lussuriose, sottolinea come l’autore non fosse consapevole delle ragioni ben più profonde alla base di questa sua creazione. Peraltro, egli riconosce quanto sia stato importante l’aiuto fornito dalla Psicoanalisi nel rivelare le origini nascoste di ciò che è creato dalla fantasia, con l’intuizione di Freud dell’esistenza di moti pulsionali rimossi, che possono diventare coscienti solo nel momento in cui vengono alterati in un’espressione simbolica, così da non poter essere facilmente identificati. Quindi, la comprensione completa, secondo Abraham, avviene solo quando viene rivolta attenzione sia al contenuto manifesto che a quello latente. Ciò è stato affermato anche da Freud, il quale ha dimostrato come tutti i prodotti della fantasia umana, normale o patologica, racchiudono un contenuto manifesto ed un contenuto latente.
Alla coscienza accede solo il contenuto manifesto, anche se è proprio il contenuto latente il più autentico e significativo di una creazione della fantasia; infatti, senza di esso il contenuto manifesto non è comprensibile, non ha significato. La Psicoanalisi ha permesso di raggiungere le fonti nascoste della creazione fantastica, attraverso la scoperta della rimozione delle pulsioni e del processo per cui le pulsione rimossepossono affiorare in coscienza solo se vengono deformate tanto da non essere riconoscibili. Se si guarda solo il contenuto manifesto di un’opera artistica -come quella del Segantini, ad esempio-, non la si comprende completamente. La Psicoanalisi, attraverso l’indagine dei desideri rimossi, espressi in simboli non facilmente interpretabili, consente quindi di accedere al contenuto latente.
Si tratta di pulsioni di desideri talmente inaccettabili per la coscienza da essere profondamente rimossi e da non poter quindi essere espressi in modo chiaro ed aperto, ma solo simbolicamente-come, ad esempio, nel caso della creazione artistica- tanto da essere inaccessibili sul piano della coscienza.

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