METODOLOGIE E TECNOLOGIE

DISEGNARE A SCUOLA… NON E’ SOLO UN PIACEVOLE PASSATEMPO
di Loredana Lupo

Il disegno è una tra le modalità espressive più gradite dai bambini e forse proprio per questo è un’attività che molto spesso gli insegnanti della scuola primaria propongono al gruppo-classe come momento ricreativo, il cui compito principale diventa quello di scaricare le tensioni accumulate dagli alunni nel corso delle lezioni “più pesanti”. Tuttavia, se è vero che l’attività grafica è più piacevole rispetto ad altre attività scolastiche e possa essere proposta anche come momento liberatorio, è opportuno non farla rifluire nello spontaneismo e nell’occasionalità e occorre non perdere mai di vista l’importanza che essa assume nei processi di apprendimento.

Partiamo subito con lo sfatare un luogo comune: disegnare è una capacità posseduta solamente da alcuni bambini dotati di un raro talento naturale. Questo errato modo di pensare ha portato gli insegnanti a ritenere che non sia necessario approfondire dei metodi d’insegnamento per il disegno: essi molto spesso non guidano in alcun modo l’attività grafica dei propri alunni, perché ritengono che essa debba essere il risultato di una manifestazione spontanea. Niente di più sbagliato!

Per disegnare non occorre possedere una “dote magica”; al contrario, è una capacità che può essere appresa: per acquisire maggiore dimestichezza nell’attività grafica, il bambino dovrà semplicemente imparare a vedere il mondo più in profondità e ciò sarà possibile solo se saranno incrementate le sue capacità percettive. È la percezione che consente di entrare in contatto con la realtà esterna e che, coinvolgendo tutti gli organi sensoriali, permette di ricavare informazioni dall’ambiente. In altre parole, per fare in modo che i nostri alunni imparino a disegnare, sarà necessario garantire a ciascuno di loro un preciso addestramento percettivo, basato sull’esplorazione della realtà circostante.

Da quanto detto si evince come il disegno, anche se scaturisce da un desiderio naturale e primordiale nel bambino, non rappresenta solamente un mezzo d’espressione, ma come attività scolastica che sviluppa realmente esperienze sensoriali, è anche uno strumento valido per fare acquisire ai propri alunni degli apprendimenti significativi. Senza contare che, sempre attraverso l’attività grafica il bambino manifesta le sue conquiste intellettive; essa, quindi, ci fa rendere conto immediatamente delle immagini mentali possedute dal bambino, che nei suoi disegni rappresenta tutto ciò che fa parte della sua conoscenza. Ecco che il disegno diventa allora un indicatore utile all’insegnante per valutare lo sviluppo cognitivo, percettivo, creativo, raggiunto dagli alunni.

Non credo serva scrivere altro per prendere consapevolezza dell’importanza del disegno nella scuola primaria. Semmai bisogna da subito attivarsi per ridare spazio e valore a un’attività che troppo spesso è considerata di serie B. Naturalmente, nel riuscire nell’intento un ruolo determinante è assunto dall’insegnante. A lui spetta il compito di motivare i bambini a dedicarsi alle attività grafiche, consentendo a ciascuno lo sviluppo di uno stile personale.

28 settembre 2009

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