METODOLOGIE E TECNOLOGIE

TERREMOTO A SCUOLA
Poesie degli alunni di Virginia Mariani

TERREMOTO VISSUTO IN CLASSE
Il giorno dopo la prima forte scossa di terremoto in Abruzzo, come avrei potuto fare tranquillamente lezione con l’unico pensiero di “andare avanti con il programma”? Non che questo sia il mio principale assillo, dato che ogni giorno almeno 20 minuti sono dedicati ai fatti del giorno e alle curiosità scientifiche o culturali in genere, ma è pur vero che si vive con la costante tensione di finire i programmi disciplinari. Comunque sia, il 7 aprile la notizia del giorno era quella: il tremendo e devastante terremoto.
Dunque, dopo un confronto sulle testimonianze ascoltate, sui volti delle persone colpite negli averi e negli affetti, dopo aver considerato il rilievo che, in ciò che accade, hanno le responsabilità umane, dopo un rapido percorso affettivo di empatia e, quindi, di immedesimazione, ho chiesto a tutta la classe se avrebbe voluto scrivere qualcosa su questo avvenimento: una poesia, un articolo, una lettera, un disegno…
Ecco cosa ha prodotto la mia IIG in poco più di un’ora.

Il terremoto in Abruzzo

Il 6 aprile notte le case sono crollate
e le persone adesso sono disperate:
sembra quasi una guerra,
ma è il movimento della terra!

Case crollate, palazzi inclinati,
monumenti rovinati….
200 morti e più di 1000 feriti
e speriamo che qui siano finiti.

La protezione civile si dà da fare
per aiutare le persone da salvare.

Un momentaccio stanno vivendo
e molte perdite stanno subendo:
questo è il disastro della natura
che fa davvero molta paura
e che da prevedere difficile è
anche se qualcuno che dice sia possibile c’è.

Speriamo, comunque, che sia finita qua…
Tutta quella gente dove alloggerà?
per il momento è in auto e nelle tende
e chissà quale futuro l’attende.

Se, però, insieme ci uniremo
e tutti una mano daremo
le città presto saranno ricostruite:
speriamo proprio che tutte le abitazioni siano restituite!

Casella di testo:

Francesco Aloisio, Vito De Marinis, Carmine De Vincenzo,
Francesco Francavilla, Giuseppe Lentini

Il terremoto come un intruso

Nelle nostre case è arrivato
e tutto velocemente ha devastato.

Scappare in fretta abbiamo dovuto
con una paura che mai abbiamo avuto.

Di questo giorno ce ne ricorderemo
e per tutta la vita soffriremo.

I nostri cari speriamo di ritrovare
sani e salvi per ritornare
a una vita un po’ più normale…
non vogliamo ricordare alcun male!

Casella di testo:

Mara D’Erchia, Roselita Putino,
Luigi Cardetta, Vita Putignano

Tragedia in Abruzzo

Il terremoto è arrivato
e tutto ha devastato:
case e palazzi sono crollati
e morti e feriti ci sono stati.

I propri beni sono stati distrutti
e tanti ora sono i lutti.

Famiglie come nomadi sono diventati
perché dalle loro case se ne sono andati:
quasi tutta la città è crollata
come una bomba che è scoppiata.

Tanti aiuti sono arrivati
per cercare feriti e malati
che nelle tende si sono rifugiati
come profughi appena arrivati.

Le famiglie sopravvissute alle macerie
festeggeranno Pasqua senza libertà di ferie…
ci auguriamo che una vita nuova possano riacquistare
e che con i loro cari in una casa vera possano abitare!

Casella di testo:

Graziana Notaristefano, Porzia Carucci

Il sismo

 

Palazzi crollati
a orari sballati…
sembra una guerra appena iniziata
in una inaspettata eppur prevista data.

Gente che urla e che va
in cerca qua e là
di amici e parenti
sperando che siano ancora viventi.

Si parla di sicurezza
senza averne la certezza:
zone sismiche e costruzioni
belle ma fragili come cartoni.

Nelle tendopoli c’è molta gente
che attende l’aiuto di qualche ente:
già, comunque, stanno aiutando gli sfollati
dei palazzi purtroppo crollati.

Noi speriamo che non accada più
e auguriamo il meglio alla gioventù
e a tutta la popolazione
che è parte della nazione.

Casella di testo:

Melania Todaro, Alessia Monaco, Vanessa Chiulli

07.04.09

Cara gente dell’Abruzzo,

siamo molto dispiaciuti per il terremoto e anche per la morte dei vostri cari. Stiamo seguendo ogni giorno i telegiornali che ne parlano dandoci tutti i dettagli e le vostre tristi testimonianze: siete una popolazione forte e stiamo molto apprezzando la vostra calma e dignità, nonostante quello che state vivendo. Noi vi aiuteremo mandando almeno qualche SMS per fornire i fondi necessari a soccorrervi al meglio.
Speriamo che non ci saranno più scosse così forti come quelle che vi hanno sconvolto la vita. Vi auguriamo ogni bene da parte di tutta la classe II G della scuola media “De Sangro” di Mottola (TA).

Sara Mascarello, Pierfrancesco Lavarra, Marina Guagnano

14 aprile 2009

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