METODOLOGIE E TECNOLOGIE

GUIDA ALL’ANALISI DEL TESTO NARRATIVO
di Vincenzo Campisi

PRESUPPOSTI PEDAGOGICO-DIDATTICI

Conoscere la struttura di un testo narrativo e le principali categorie narratologiche è uno degli obiettivi del curricolo di italiano.
Nelle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, fra gli obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di I grado relativi al Leggere, troviamo infatti: «Comprendere testi letterari di vario tipo e forma (racconti, romanzi, novelle, poesie) individuando personaggi, loro caratteristiche, ruoli, relazioni e motivazioni delle loro azioni; ambientazione spaziale e temporale; relazioni causali tema principale e temi di sfondo; il genere di appartenenza e le tecniche narrative usate dall’autore».
L’analisi del testo letterario, tuttavia, è alquanto difficile da trattare in modo esaustivo nella scuola secondaria di I grado.
Le problematiche che si presentano al docente sono di duplice natura: da una parte è oggettivamente difficile che gli alunni possano cogliere i risvolti semantici connessi a ogni categoria narratologica, dall’altra parte non si può pretendere che essi siano in grado di inserire in un testo discorsivo tutte le informazioni che sapranno ricavare dal testo.
Non voglio di certo sostenere che gli alunni della scuola secondaria di I grado non siano in grado di scrivere un testo discorsivo di analisi testuale; voglio piuttosto far osservare come la mia esperienza di docente mi abbia convinto che per avviare gli alunni all’analisi del testo narrativo è più opportuno proporre loro di lavorare sulla base di uno schema (simile, ad esempio, a quello che illustrerò in seguito), che consenta loro di produrre un testo tecnico, ossia un testo in cui ci si limita ad analizzare in modo quanto più oggettivo possibile i tratti testuali propri dell’opera letteraria letta. Abituare gli alunni ad utilizzare predetto schema, li aiuterà inoltre a memorizzare le principali categorie narratologiche, non sempre opportunamente conosciute, poiché nella pratica didattica difficilmente vengono trattate in modo sistematico.

Ecco lo schema fornito agli alunni.

LO SCHEMA
Struttura del racconto

Nel testo “…” (inserire titolo; il titolo si scrive in corsivo se si scrive al computer) di X Y(1), possiamo individuare… (indicare il numero) la seguente struttura(2):
situazione iniziale (rr. 1-5)(3): sintesi(4).
esordio (rr. 6-10): sintesi.
primo mutamento (rr. 11-20): sintesi.
secondo mutamento (rr. 21-35): sintesi.
conclusione (rr. 36-40): sintesi.

Analisi delle sequenze
Situazione iniziale:

Le sequenze risultano collegate attraverso i seguenti legami: prima e seconda sequenza (rapporto di causa-effetto; temporale; di significato)(6).
Esordio:

Primo mutamento:

Fabula e intreccio (scegliere tra le due possibilità quella adatta al testo letto)
- Gli eventi vengono raccontati rispettando la loro successione logica/cronologica(7).
- Gli eventi narrati non rispecchiano la successione logica/cronologica; nel testo sono infatti presenti delle anacronie: si riscontrano infatti un’analessi (rr. 1-10) e una prolessi (rr. 30-40).

Tempo narrativo
Nella prima sequenza abbiamo

Spazio narrativo
Le vicende narrate si svolgono nei seguenti luoghi: prima sequenza…(11).

Il sistema dei personaggi
I personaggi presenti nel racconto sono: X (protagonista), Y (antagonista), Z (aiutante), J (comparsa).
X viene presentato dal narratore/si presenta da sé/da un altro personaggio(12).
X presenta le seguenti qualità fisiche (…), psicologiche (…), culturali (…).
Il suo modo di essere ha le seguenti caratteristiche:…
X adotta un linguaggio…

Il personaggio parla attraverso:

Narratore

Punto di vista
- Il narratore esterno è onnisciente perché sa tutto ciò che avviene, infatti

Si ha pertanto una focalizzazione zero.
- Il narratore esterno sa meno dei personaggi, infatti osserva, ma non capisce la ragione dei fatti.
Si ha pertanto una focalizzazione esterna.

- Il narratore è interno, infatti ne sa quanto i personaggi.

UN ESEMPIO DI ANALISI TESTUALE

Sfruttando lo schema, gli alunni sono stati in grado di produrre testi mediamente riconducibili al seguente svolgimento. Il testo analizzato è riportato in Appendice.

Analisi del brano antologico La chitarra magica di Stefano Benni

Il brano antologico La chitarra magica è tratto dal romanzo di Stefano Benni, intitolato Il bar sotto il mare, pubblicato nel 1989 per i tipi della Feltrinelli.

Struttura del racconto
Situazione iniziale (rr. 1-4): un giovane musicista, Some Peter, si guadagna da vivere suonando per strada. Il suo sogno è diventare una famosa rock star.
Esordio (rr. 5-11): un vecchio chiede a Peter dei favori e lui, di animo buono, li esaudisce. Primo mutamento (rr.12-19): Il vecchio si rivela un mago e dona a Peter una chitarra magica che suona da sola, ma che deve essere usata solo dai puri di cuore.
Secondo mutamento (rr. 20-22): grazie alla chitarra, Peter guadagna molti soldi, offerti dai passanti.
Terzo mutamento (rr. 23-27): Peter diventa una rock star.
Quarto mutamento (rr. 28-33): entra in scena il cattivo Black Martin che, invidioso del successo di Peter, lo uccide e si impossessa del suo strumento.
Conclusione (rr. 34-39): al concerto in memoria di Peter, la chitarra suona benissimo, sebbene a usarla sia il malvagio Black Martin.

Analisi delle sequenze
Situazione iniziale: è composta da un’unica sequenza narrativa.
Esordio: è composto da un’unica sequenza in cui si alternano parti narrative e parti dialogiche.
La prima e la seconda sequenza risultano collegate attraverso un legame temporale (Un giorno).
Primo mutamento: è composto da un’unica sequenza in cui si alternano parti narrative e parti dialogiche.
La seconda e la terza sequenza risultano collegate attraverso un legame temporale (Allora).
Secondo mutamento: è composto da un’unica sequenza narrativa.
La terza e la quarta sequenza risultano collegate attraverso un legame temporale (A terra restò una chitarra […] Peter la imbracciò).
Terzo mutamento: è composto da un’unica sequenza narrativa.
La quarta e la quinta sequenza risultano collegate attraverso un legame temporale (Quando).
Quarto mutamento: è composto da un’unica sequenza narrativa.
La quinta e la sesta sequenza risultano collegate attraverso un legame temporale (Una notte).
Conclusione: è composta da un’unica sequenza narrativa.
La sesta e la settima sequenza risultano collegate attraverso un legame temporale (La sera dopo).

Fabula e intreccio
Gli eventi vengono raccontati rispettando la successione cronologica. Non sono infatti presenti né analessi né prolessi.

Tempo narrativo
Nella prima sequenza abbiamo un sommario, poiché il TS è > del TR; il TS è infatti pari a alcuni anni, ossia al periodo che in cui Peter matura la sua decisione di diventare una rock star, mentre il TR è pari ad appena quattro righe.
Nella seconda sequenza abbiamo una scena, poiché il TS è = al TR; il TS è infatti pari al tempo del dialogo, che nel racconto occupa sei righe.
Nella terza sequenza abbiamo un sommario, poiché il TS è > del TR; il TS è infatti pari a ad alcuni minuti, quello del racconto a otto righe.
Nella quarta sequenza abbiamo un sommario, poiché il TS è > del TR; il TS è infatti pari a ad alcuni minuti, quello del racconto a cinque righe.
Nella quinta sequenza abbiamo un sommario, poiché il TS è > del TR; il TS è infatti pari a ad almeno tre mesi, quello del racconto a otto righe.
Nella sesta sequenza abbiamo un sommario, poiché il TS è > del TR; il TS è infatti pari a ad alcune ore, quello del racconto a cinque righe.
Nella settima sequenza abbiamo un sommario, poiché il TS è > del TR; il TS è infatti pari a ad alcune ore, quello del racconto a sei righe.

Spazio narrativo
Le vicende narrate si svolgono nei seguenti luoghi: dalla prima alla quinta sequenza: l’angolo di una strada; dalla sesta e alla settima sequenza nei pressi di un palco da concerti.

Il sistema dei personaggi

I personaggi presenti nel racconto sono: Some Peter (protagonista), Black Martin (antagonista), Lucifumandro (aiutante), manager discografico (comparsa).
Tutti i personaggi vengono presentati dal narratore.
I personaggi parlano, prevalentemente, attraverso il discorso diretto legato e libero.

Narratore
Nel testo troviamo un narratore di I grado che racconta la storia.
Il narratore è esterno: non è infatti un personaggio della storia.

Punto di vista
Il narratore esterno è onnisciente perché sa tutto ciò che avviene, infatti descrive dall’esterno i personaggi. Si ha pertanto una focalizzazione zero.

EFFICACIA DIDATTICA DELLO SCHEMA
Nell’anno scolastico 2007-2008 ho fatto esercitare i miei alunni nell’analisi di testi narrativi di vario genere, invitandoli ad utilizzare lo schema illustrato. Nella tabella sottostanteriporto i miglioramenti riscontrati nel corso dell’anno:

Valutazione

Numero alunni
(Risultatiprova iniziale)

Numero alunni
(Risultati prova intermedia)

Numero alunni
(Risultati prova finale)

Totale alunni

Insufficiente

3

2

1

20

Sufficiente

10

7

4

20

Buono

7

8

6

20

Distinto

0

2

4

20

Ottimo

0

1

5

20

Leggendo i dati forniti dalla tabella, possiamo cogliere la validità dell’approccio metodologico proposto: gli alunni, attraverso le esercitazioni proposte, hanno gradualmente migliorato le loro capacità; solamente un alunno non ha fatto registrare progressi, ma occorre precisare che si trova in una situazione di forte svantaggio culturale.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Chines L., C. Varotti, Che cos’è un testo letterario, Carocci, Roma 2001.
Lavinio C., Teoria e didattica dei testi, La Nuova Italia, Firenze, 1990.
Mortara Garavelli B., Strutture testuali e retoriche, in A. A. Sombrero, Introduzione all’italiano contemporaneo, Laterza, Roma-Bari, 1993.
Segre C., Avviamento all’analisi del testo letterario, Einaudi, Torino 1985.

APPENDICE
La chitarra magica

C'era un giovane musicista di nome Some Peter che suonava la chitarra agli angoli delle strade. Racimolava così i soldi per proseguire gli studi al Conservatorio: voleva diventare una grande rock star. Ma i soldi non ba­stavano, perché faceva molto freddo e in strada c'erano pochi passanti.
Un giorno, mentre Peter stava suonando «Crossroads» gli si avvicinò un vecchio con un mandolino. - Potresti cedermi il tuo posto? È sopra un tom­bino e ci fa più caldo. - Certo - disse Peter che era di animo buono. - Po­tresti per favore prestarmi la tua sciarpa? Ho tanto freddo. - Certo - dis­se Peter che era di animo buono. - Potresti darmi un po' di soldi? Oggi non c'è gente, ho raggranellalo pochi spiccioli e ho fame. - Certo - disse Peter che era di animo buono. Aveva solo dieci monete nel cappello e le diede tutte al vecchio.
Allora avvenne un miracolo: il vecchio si trasformò in un omone truccato con rimmel e rossetto, una lunga criniera arancione,
una palandrana di lamé e zeppe alte dieci centimetri. L’omone disse: - Io sono Lucifumándro, il mago degli effetti speciali. Dato che sei stato buono con me ti regalerò una chitarra fatata. Suona da sola qualsiasi pezzo, basta che tu glielo or­dini. Ma ricordati: essa può essere usata solo dai puri di cuore. Guai al malvagio che la suonerà! Succederebbero cose orribili! Ciò detto si udì nell'aria un tremendo accordo di mi settima e il mago sparì. A terra restò una chitarra elettrica a forma di freccia, con la cassa di madreperla e le corde d'oro zecchino.
Peter la imbracciò e disse: - Suonami «Ehi Joe». La chitarra si mise a ese­guire il pezzo come neanche Jimi Hendrix, e Peter non dovette far altro che fingere di suonarla. Si fermò moltissima gente e cominciarono a piovere soldini nel cappello di Peter.
Quando Peter smise di suonare, gli si avvicinò un uomo con un cappotto di caimano. Disse che era un manager discografico e avrebbe fatto di Peter una rock star. Infatti tre mesi dopo Peter era primo in tutte le classifiche americane italiane francesi e malgasce. La sua chitarra a freccia era di­ventata un simbolo per milioni di giovani e la sua tecnica era invidiata da tutti i chitarristi.
Una notte, dopo uno spettacolo trionfale, Peter credendo di essere solo sul palco, disse alla chitarra di suonargli qualcosa per rilassarsi. La chitarra gli suonò una ninnananna. Ma nascosto tra le quinte del teatro c'era il malvagio Black Martin, un chitarrista invidioso del suo successo. Egli sco­prì così che la chitarra era magica. Scivolò alle spalle di Peter e gli infilò giù per il collo uno spinotto a tremila volt, uccidendolo. Poi rubò la chi­tarra e la dipinse di rosso.
La sera dopo, gli artisti erano riuniti in concerto per ricordare Peter pre­maturamente scomparso. Suonarono Prince, Ponce e Parmentier, Sting, Stingsteen e Stronhaim. Poi salì sul palco il malvagio Black Martin. Sotto­voce ordinò alla chitarra: - Suonami «Satisfaction». Sapete cosa accadde? La chitarra suonò meglio di tutti i Rolling Stones insieme. Così il malvagio Black Martin diventò una rock star e in breve nessuno ricordò più il buon Peter. Era una chitarra magica con un difetto di fabbricazione.

(da Benni, Il bar sotto il mare, Milano, Feltrinelli, 1989, pp. 153-155)

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(1) Alternativa possibile, a seconda dei casi: Nel testo “…”, tratto dal romanzo “…” di X Y.
(2) È bene non usare espressione perentorie, come: “presenta le seguente struttura”, visto il carattere di arbitrarietà cui è soggetta la divisione di un testo in sequenze.
(3) Tra parentesi occorre riportate il numero delle righe che ogni sequenza comprende – quello da me indicato è chiaramente puramente ipotetico.
(4) Riportare una sintesi di poche righe.
(5) Scartare la tipologia di sequenza che non occorre nel testo.
(6) Scegliere la tipologia di rapporto presente nel testo e continuare specificando attraverso quali rapporti si legano le sequenze delle altre parti della struttura del racconto.
(7) Optare per la voce che interessa.
(8) Tempo della Storia.
(9) Tempo del Racconto.
(10) Descriverlo.
(11) Inserire il luogo, eventualmente specificando informazioni di varia natura: reale/simbolico, aperto/chiuso, presente/passato, funzione ideologica del luogo.
(12) Selezionare la voce che interessa.
(13) Continuare, fornendo tutte le informazioni, ove possibile, per ogni personaggio.

1 aprile 2009

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