METODOLOGIE E TECNOLOGIE

LINGUA STRANIERA
di Selina Lešek
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Apprendimento precoce della lingua straniera
Insegnare una lingua straniera con successo nella scuola elementare esige delle abilità e dell’intuizione, che sono differenti dall’insegnamento dei giovani e degli adulti (Čok et al. 1999). Per questa ragione l’insegnante deve conoscere bene il mondo del bambino e il suo quotidiano; anche i contenuti linguistici devono essere connessi con il bambino stesso, soprattutto perché non s’interessa alle cose dove non è al cento dell’attenzione.
Le caratteristiche degli alunni alla fase precoce sono:

Il concetto umanistico – costruttivo dell’apprendimento rileva che sulla quantità e la profondità del sapere che il bambino riceve, non influisce soltanto il contenuto e le abilità. Accanto all’abilità intellettuale sono importanti anche le attese del bambino, i suoi sentimenti e il contesto del fuori scuola.
Il processo dell’apprendimento, dove sono presenti tutte queste attività, è la forza permanente dello sviluppo e della maturazione ed anche dei cambiamenti della personalità del bambino.
Tra le mete principali dell’insegnamento e dell’apprendimento della lingua straniera è insegnare all’alunno la comunicazione e la ricezione del messaggio.
Così il messaggio è accompagnato dai sentimenti, dai valori e dall’esperienza passata nel momento della formazione.
Quando il bambino incomincia a frequentare la scuola elementare, non ha ancora l’esperienza con il processo dell’apprendimento. Ricorda facilmente, ma anche dimentica presto. La ripetizione continua ha un effetto breve; dopo un periodo più lungo il bambino dimentica la maggior parte di quello che ha imparato. Anche se ricorda alcune parole, succede che non sa usarle nei contenuti diversi.
L’apprendimento della lingua straniera è facilitato dal bisogno di identificarsi con l’insegnante e di imitarlo. Perciò l’insegnante deve corregger gli errori con gentilezza e deve incoraggiare l’alunno: in questo modo si risveglia la naturale curiosità del bambino.
Gli alunni fino all’undicesimo anno d’età sono nella fase concreta dello sviluppo intellettuale, ciò significa che l’insegnante deve evitare le regole astratte sulla lingua. Ai bambini interessa soltanto quello che è qui e adesso ma anche l’uso funzionale della lingua. Per questa ragione l’insegnante deve essere collocato in un contesto chiaro e completo.. Se la lingua e’ spezzata in troppe unità, che sono anche troppo brevi, il bambino perde l’insieme dell’unità.
La differenza maggiore che distingue il bambino dall’adulto è anche la lunghezza della concentrazione.Se agli alunni la lezione è presentata in modo troppo difficile, la loro concentrazione si accorcia ancora di più. Per questi motivi l’insegnante deve rendere l’insegnamento vivace, interessante e divertente usando diverse attività, che velocemente seguono una dietro l’altra e così i bambini non hanno tempo di stancarsi. L’insegnante dovrebbe usare il metodo del “total phisical reponse”, significa che devono essere stimolati tutti i cinque sensi.

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Selina Lešek, Capodistria, Slovenia, ha conseguito il Master in scienze alla Facoltà di pedagogia a Lubiana (Slovenia). Da venti anni insegna alla scuola elementare l’italiano come lingua straniera.

BIBLIOGRAFIA:
BRUMEN M., Odprta vprašanja in možni odgovori v zgodnjem učenju tujega jezika. Didakta, anno 9, n. 52/53, pag. 8-10.
CAON F., RUTKA S., La lingua in gioco. Guerra Edizioni, Perugia, 2004.
ČOK L. (et al), Učenje in poučevanje tujega jezika. Univerza v Ljubljani, Pedagoška fakulteta, Koper, 1999.
MARJANOVIČ – UMEK L., Psihologija otroške igre. Znanstveni inštitut Filozofske fakultete. Ljubljana, 2001.

20 marzo 2009

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