METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
DIDATTICA LABORATORIALE
di Paola Faorlin e Maria Puccio
Utile per una riflessione sulla scelta della didattica del laboratorio, è lo sguardo riservato e alla crescita del bambino e al contesto sociale, che vede appunto l'alunno prevalentemente“spettatore passivo dei propri apprendimenti” che risultano così meno pregnanti. Ciò che manca è l'esperienza concreta con oggetti e ambiente, che lo vedano provare e misurarsi così da trattenere il contenuto integrandoquanto già conosce.
I docenti sia della scuola dell'Infanzia che di scuola Primaria in questi anni hanno sperimentato differenti strategie didattiche al fine di sollecitare nuove modalità di apprendimento, dato che nella sua globalità la scuola rispecchia la complessità sociale e un contesto classe, spesso, vede integrate non solo differenti etnie ma anche bambini con potenzialità diverse e talvolta con disagi sociali. La complessità di questa società è decisamente la parola chiave cherichiede una didattica capace di fornire un approccio integrato.
La formazione costante dell'insegnantefatta di letture pedagogiche e di corsi di aggiornamenti opportunamente frequentati, ha sollecitato nuove riflessioni facendo nascere l'esigenza di sperimentare didattiche altre.
A seconda delle discipline trattate, la didattica laboratoriale viene organizzata in modo differente,i soggetti coinvolti devono poter fare delle riflessioni in merito al progetto considerando tutte le variabili:la scelta della spazio in cui operare, la modalità di gestione dell'attività da parte del docente o di eventuale figura esterna, la scelta del tempo scuola da utilizzare,il come reperire i materiali utili e ilpercorrere l'iter amministrativo qualora ci sia necessità di un budget particolare, la verifica della validità della proposta fatta.
Nello specifico ci siamo occupati di DIDATTICA DELLA STORIA notoriamente un argomento piuttosto ostico e pertanto risulta più difficile sollecitare la passione in questo genere di apprendimento. L’approccio al senso della Storia per un bambino di scuola primaria assume carattere più pregnante se viene presentato attraverso un contatto corporeo e una fisicità che restituisca all’alunno un senso concreto del tempo, dell’uomo che vive e si misura con gli eventi del suo periodo e leghi la Storia alla vita vissuta dall’uomo. Una sperimentazione nel “qui e ora” attivata attraverso pluristimolazioni capaci di sollecitare tutti i canali sensoriali così da favorire le differenti intelligenze (come raccontaE. Gardner in “Formae mentis”). E’ importante poter “essere” in un tempo particolare: scrutarne gli odori, sentirne i suoni,provarne le sensazioni, le paure, le gioie, le conquiste. Obiettivo fondamentale è garantire una buona occasione di apprendimento ed integrazione ad ogni soggetto della classe, portatore ciascuno di una specificità arricchente: dall’alunno con difficoltà di apprendimento, al soggetto affetto da handicap psicofisico, dal bambino intellettivamente vivace a quello manualmente abile, fino alla risorsa della multiculturalità. Questa complessitàci ha stimolato ulteriormente a cercare strategie alternative all’insegnamento tradizionale: un luogo dove integrare tutto e tutti… la storia degli uomini del nostro pianeta. Il laboratorio diventa quindi occasione per mettere la storia al centro: l'insegnamento della storia come centralità degli apprendimenti e perno di interdisciplinarità.
All'interno del laboratorio si effettua una vera e propria “ri-creazione storica”attraverso “rappresentazioni”che vedono docenti e alunni parte attiva e interattiva all'interno di ciascun periodo storico trattato. In tal modo gli alunni si sentono veramente protagonisti e riescono a impadronirsi anche degli strumenti operativi propri della ricerca storica. Questo risulta per noi tappa indispensabile all’apprendimento del senso della storia: l’uomo è soggetto attivo nel tempo storico che vive e scoprire che la vita degli uomini del passatoha lasciato in questo contesto delle tracce visibili, ridona alla storia vicinanza e affinità con l’oggi che la rende interessante agli occhi del bambino.All'interno del testo “Didattica della storia. La storia in scena”si ritrova tutta la procedura necessaria per mettere in atto un laboratorioe arricchirlo con un importante pacchetto di attività interdisciplinari capaci di rinforzare l'apprendimento storico, così che il bambino sia in grado di leggere gli eventi del passato, consapevoli che chi non ha la capacità di leggere il proprio passato non ha la capacità diriprogettare il prorpio futuro.
23 gennaio 2009