METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
IMPARARE AD IMPARARE: COME?
di Anna Marra Barone
Un metodo “ interattivo docente/discenti”
Con il Decreto DPR n. 139 del 22Agosto 2007che ha elevato l’istruzione obbligatoria fino al sedicesimo anno di età, il Ministro della Pubblica Istruzione non ha inteso apportare cambiamenti ai programmi scolastici del biennio della scuola secondaria di II grado ma piuttosto fornire indicazioni importanti per i Piani dell’Offerta formativa delle scuole superiori, per la programmazione didattica dei singoli insegnanti e dei consigli di classe e soprattutto per avviare unaintensa e meditata sperimentazione riguardante la programmazione degli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze di base fissate nei singoli Assi Culturali.
L’elevamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni intende innanzitutto favorire il pieno sviluppo della persona nella costruzione del sé, di corrette e significative relazioni con gli altri e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale.
La chiave di volta è data dalle 8 competenze-chiave di cittadinanza, definite dall’Unione Europea, che indicano il complesso di conoscenze e dicapacità/abilità che tutti gli alunni devono dimostrare di avere acquisitoal termine dell’obbligo scolastico che è stato elevato a 16 anni di età.
Imparare ad imparare
La prima competenza , “Imparare ad imparare”, sta a significare che ogni studente, al termine dell’istruzione obbligatoria, deve essere capace di organizzare il proprio apprendimento servendosi di fonti varie e di tutte le informazioni e le opportunità che si presentano e che deve saper raccogliere e incanalare nel proprio progetto, tenendo presente i tempi a disposizione e l’obiettivo da raggiungere che è quello di sapersi organizzare e di acquisire un proprio metodo di studio e di lavoro. Oggi, purtroppo,si registra che molti studenti, al momento dell’ingresso alle facoltà universitarie prescelte, si disperdono e non riescono ad orientarsi proprio perchè nel periodo scolastico pregresso non sono riusciti ad acquisire un proprio metodo di studio e di lavoro.
Unalezione basata sulla discussione: riflessioni pedagogiche
Una lezione-tipo a carattere teorico- sperimentalecentrata sulla discussione vuole porsi come un modello di lezione “interattiva docente/discenti” che intende promuovere l’acquisizione di un metodo e di una mentalità scientifica (aspetto cognitivo) e stimolare il sorgere della motivazione (aspetto affettivo). L’obiettivo primario che il docente dovrebbe porsi sempreè quello di stimolare il comportamento creativo degli alunni e di promuovere in essi la maturazione del pensiero logico e la sistemazione graduale delle conoscenze acquisite.
La discussione che precede il momento informativo consente di stimolare interesse e motivazione, mentre la discussione che si effettua dopo il momento informativo consente di controllare il passaggio dell’informazione e di predisporre interventi correttivi e/o integrativi.
L’insegnante che sa predisporre il suo lavoro con metodosi pone come modello all’alunno:non più del docente/trasmettitore, ma del docente/ricercatore che soprattuttosa trasmettere ai propri alunni entusiasmo, curiosità e passione per la ricerca di sempre nuove conoscenze.
L’apprendimento graduale (raggiungimento di un certo grado di padronanza) procura successo e la constatazione del successo da parte del soggetto che apprende, mediante la verifica, da’ fiducia nella forza dell’apprendimento. Si risveglia così e si mantiene viva la motivazione ad apprendere.
(il docente, per verificare e quantificare il reale incremento di apprendimento da parte dell’alunno, può predisporre un confronto prima e dopo lo svolgimento della lezione).
I linguaggi con i quali si presentano i contenuti devono essere quanto più vari possibile (attività laboratoriali, sussidi audiovisivi, testi integrativi di vario genere ecc.)
L’aumento di informazioni incrementa sia il pensiero convergente, sia il pensiero divergente. Non ci può essere creatività se non c’e conoscenza..
Come organizzare una lezione centrata sulla discussione
La realizzazione di un percorso didattico, teorico o sperimentale, relativo ad un particolare tema di studio,che il docente ha avuto cura di comunicare precedentemente agli alunni e che viene condotto secondo il modello interattivo basato sulla discussione, prevede alcuni momenti operativi strettamente interrelati (il tema può interessare un ambito letterario o scientifico ouna tematica interdisciplinare):
1) Un momento orientativo che mira alla consapevolezza del processo di insegnamento/apprendimento da parte degli alunni.
2) Un momento espositivo che comprende l’informazione, la spiegazione, l’illustrazione da partedell’insegnante:
3) Un momento valutativo che mira alla verifica“insieme” (docenti e alunni) del processo globale di insegnamento/apprendimento.
Fasi operative
Uso di griglie di verifica intermedia e finale, comprensive delle eventuali esercitazioni di laboratorio (questionari, test, saggi brevi, relazioni scritte, lettura e ascolto di brani specifici, visione di diapositive e di DVD inerenti alle tematichesviluppate, ecc.).
Esempi di percorsi didattici trasversali
Premessa
Le Indicazioni Nazionali per il curricolo, nel rispetto delle norme dettate dal Regolamento dell’autonomia scolastica, rappresentano il quadro di riferimento perla progettazione dei Piani dell’Offerta formativa da parte delle singole scuole dell’infanzia e del I Ciclo di Istruzione.
La progettazione del curricolo rappresenta il processo attraverso il quale si dovrebbe realizzare sia la verticalità,che garantisca la continuità del percorso educativo tra scuola dell’infanzia e I ciclo di istruzione ed il raccordo con il biennio obbligatorio della scuola secondaria di secondo grado, sia la trasversalità che assicuri non solo il pieno dominio dei saperi dei singoli ambiti disciplinari, ma anche la consapevolezza delle molteplici connessioni. esistenti tra scienze, tecnologia, storia, discipline umanistiche, artistiche e motorie. In tale prospettiva, la scuola potrà perseguire alcuni obiettivi che risultano, allo stato attuale, decisamente prioritari:
Il curricolo, secondo le Indicazioni Nazionali, si articola attraverso i “campi di esperienza” nella scuola dell’infanzia e attraverso le “discipline” nella scuola del primo ciclo. Le discipline del primo ciclo, però,. sono raggruppate in aree disciplinari e il raggruppamentoin tre aree disciplinari ( area linguistico-artistico-espressiva, area storico-geografica e area matematico-scientifico-tecnologica) intende mettere appunto in evidenza la possibilità di interazione e collaborazione che i docenti, nella loro autonomiae secondo modalità organizzative collegialmente condivise, potranno realizzare. tra i saperi disciplinari non solodella stessa area ma anche di aree diverse.
Si riportano qui di seguito alcune ipotesi di percorsi trasversaliche si possono realizzare nell’ambito dell’area linguistico.artistico-espressiva, tenendo presente che, nel delineare un curricolo di area, devono essere tenute presenti sia la dimensione disciplinare che la dimensione trasversale
Esame comparato delle diverse potenzialità comunicative ed espressive che le diverse discipline offrono ( linguaggi verbali diversi sul pianomorfologico, grammaticale e sintattico, linguaggi iconici, sonori, corporei.).. Traduzione da e in italiano con particolare riguardo alle frasi idiomatiche. Campo semantico dei vocaboli.
Il linguaggio verbale e il linguaggio grafico. Il disegno come linguaggio universale. .Trasposizione di un contenuto letterario (in lingua italiana o straniera)in immagini e viceversa . Lettura dell’immagine e lettura di un testo.
Confronto tra la cultura artistica del proprio paese e quella del paese in cui si parla la lingua studiata, Le opere d’arte italiane all’estero. .Costruzione di fumetti in lingua italiana e straniera,
Il ritmo nella poesia. Variazione di significati in relazione al variare del tono di voce. L’abbinamento parole-musica nelle canzoni, nelle opere liriche, ecc: Le canzoni come veicolo di apprendimento delle lingue e della civiltà di un popolo.
Il linguaggio del corpo quale elemento che collabora non solo alla comunicazione artistica (nella mimica, nelle gestualità teatrali, nel balletto) ma anche alla comunicazione quotidiana con le diverse modalità attraverso le quali il corpo occupa lo spazio.
Confronto tra espressione del corpo ed espressione musicale. Pratica di attività motorio-artistiche, quali la danza, la ginnastica artistica, l’aerobica, ecc.
19 gennaio 2009