METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
LINGUA STRANIERA
di Susanna Iacona Salafia
Strategie di apprendimento dellaLingua Straniera: dagli “Ideational Framework alla “WebQuest”
Una strategia senz’altro utile per l’ottimizzazione dell’apprendimento di qualsiasi disciplina, sia umanistica che scientifica, è l’uso dei cosiddetti “ideational framework”, teorizzati nel 1994 da John Burgess aprendo cosi nuove prospettive alla didattica tradizionale.Sto parlando dell’uso di mappe cognitive, griglie,diagrammi circolari,piramidi gerarchiche, schemi, ecc sia nella prassi didattica, cioè nella lezione in classe che nel lavoro domestico di riflessione,maturazione e apprendimento dei contenuti da parte degli alunni.
Qui un modello di mappa cognitiva, uno degli ideational framework piu usati, applicabile alla didatticadei contenuti(Letteratura, Storia, Civiltà, Scienze ecc) in lingua inglese: www.promisecomenius.org/p_modules/IT/dox_it/ schema_concettuale.doc
E’ il tentativo di una trasposizione grafica dei contenuti scritti ed orali che i diversi studi in teoria dell’apprendimento dimostrano avere notevole efficacia proprio nella fissazione di nozioni e contenuti.Nel contesto dialogico e di una lezione ovviamente anche questa fase riveste un ruolo importante nell’azione di didattico-disciplinare.
In particolare sono utiliper un approccio di “integrated learning”, cioè in una possibile ricerca azione Clil che vede coinvolte diverse discipline, in unambiente“integrato” tra diversi saperi.
In questo campo sono strumenti utilissimi le nuove tecnologie e in particolare il software power point che offre già dei modelli di mappe cognitive e griglie chesia il docente che gli alunni possono proporre nell’esposizione dei contenuti.
Non è peregrina infatti l’idea di svolgere lezioni in stile “presentazione”, con la proiezione delle slides in power point del docente che possono anche essere scaricate dalla posta elettronica dello studente, alla quale il docente le ha anche inviate.
I contenuti proposti in questa metodologia possono quindi successivamente essere approfonditi in aula informaticacon diverse “webquest” guidate,cioè la metodologia, in sperimentazione in molte scuole, che indica internet come valido strumento didattico proprio nel corso dell’esposizione dei contenuti da parte del docente.
Un utilissimo tool potrebbe essere il “cloze test”, cioè la proposizione di una parte di testo informativo, possibilmente interdisciplinare, con degli spazi bianchi da riempire.La web questin aula informatica sarà cosi indirizzata a risolvere l’esercitazione, cercando sulla rete internetrisposte a contenuti molto specifici.
Il “cloze test” potrà essere sia una porzione di testosucontenuti gia noti o un testo interdisciplinare, che coinvolga ad esempio la letteratura inglese e italiana, con contenuti anche nuovi ma che possono essere facilmente desumibile con una veloce ricerca sui “search engines” della Rete,gia sperimentata in precedenza dai docenti.
Ecco un esempio di Cloze test da completare attraverso la “web quest” guidata. Attraverso cioè una ricerca guidata sul web,gli alunni troveranno le risorse necessarie per completare i “gap”del breve testo.Si tratta di un testo Esp(English for specific puroposes) sulla struttura della cellula semplice, in lingua inglese, nell’ambito di un modulo didattico in Clil, in compresenzadei docenti di Inglese e Biologia.
Cloze test
Plant and Animal Cells
All living things ----- cells. Some living things have one cell e.g. Amoeba, others like humans, -----. To see a cell you need a microscope.
Animal cells
Animal cells have a ----- called a -----. Its job is to let chemicals pass in and out of the cell. The cell membrane also -----. Most of the cell is a jelly-like substance called cytoplasm which does all the work of the cell. There is also a ----- which -----.
Plant cells
Plant cells are like animal cells because they also have a cell membrane, cytoplasm and a nucleus. In addition to these they have, -----, ----- and -----. The cell wall surrounds the cell membrane and gives the cell its shape. The ----- is a space in the middle of the cell. It contains a liquid called -----. In the cytoplasm are many green dots. These dots are called ----- and their job is -----.
(from Maria Georgieva 1999: 44 Biology, Lettera Bulgaria)
Le strategie proposte sono senz’altro utili se ci riferiamo a un contesto di giovani studenti già avvezzi da tempo all’uso dellenuove tecnologie e la multimedialità. Essa infatti cerca di indirizzare strumenti che sono per loro di uso quotidiano, come il computer e internet,verso la prassi didattica e la fase di apprendimento.
La costruzione di mappe concettuali e griglie, opportunamente guidata dal docente, dove inserire ed organizzare, come in un puzzle, tutti i contenuti interdisciplinari proposti.Essa viene infatti eseguita in aula informatica a scuola e sul loro computer a casa.
Diventa cosi un lavoro divertente tenendo fede al “learning by playing” che ormai tutti i pedagoghi auspicano.Lo stesso dicasi per il metodo webquest.Gli studenti , una volta tanto, non utilizzerrano internet a casa o a scuola solo per chat, skype e simili, ma anche per uno studio e una ricerca approfonditi che senz’altro contribuiranno all’apprendimento e la fissazione dei contenuti sia nella fase cosciente che subliminale, cioè in maniera del tutto naturale e senza eccessivi sforzi.
Per sviluppare l’autonomia degli studenti nell’affrontare i contenuti proposti,sia nell’azione didattica in classe che nel lavoro domestico a casa, è necessaria un opportuna strategia.L’autonomia di elaborazione e rielaborazione di contenuti originali e personali dello studente è sicuramente l’obiettivo principale di ciascuna disciplina e non sempre raggiungibile con facilità.Le strategie da adottare possono essere molteplici e quindi “spalmate” nell’ambito di tutta una azione didattica di un intero anno scolastico secondo una precisa programmazione e scansione di interventi.
Un notevole tool iniziale per lo sviluppo dell’autonomia dal docente è senz’altro la ricerca di gruppo.Il gruppo deve essere opportunamente formato dal docente a seconda delle individualità di ciascun studente che devono cosi risultare complementari fra loro. Il lavoro di ricerca in gruppo deve essere predisposto dal docente in modo tale che l’alunno possa sviluppare principalmente un’ autonomia di pensiero dal docente stesso. Oggetto della ricerca assegnata dunque sarà un approfondimento in webquest di alcuni aspetti del contenuto proposto, non trattati in classe.
Cioè andare alla ricerca di informazioni nuove, personali e originali , a prescindere dalla lezione,che diano cosi un valido contributo all’azione didattica complessiva.
Ciò servirà anche a supportare il bisogno di autodeterminazione che c’è in ogni studente, di non essere soltanto un recettore passivo di conoscenze ma di elaborarle e trasformarle con contenuti assolutamentenuovi e propi.La lezione diventa quindi, apparentemente, per gli studenti un “work in progress” anche se il docente ben sa quali sono gli obiettivi disciplinari da raggiungere.
In una fase successiva al lavoro di gruppo, gli studenti vengono cosi gradualmente guidati all’autonomia individuale che li aiuta a concretizzare il loro bisogno di protagonismo proponendo lavori assolutamente personali e unici(cosa molto difficile in generale per gli studenti che tendono invece all’omologazione anche nella diffusa pratica di “copiare” e “passare” lavori e appunti ad altri).
Se si riesce tuttavia a coniugare questo loro bisogno di uscire dal coro( che è comunque presente nonostante la voglia di omologazione) con lo studio e la prassi didattica, in un contesto dove l’originalità e l’individualità vengono al contrario premiati, i risultati raggiungibili,dal punto di vista didattico, sono senz’altro interessanti.