METODOLOGIE E TECNOLOGIE

SINTESI DIDATTICA: DALLE LEZIONI ALLE UNITÀ DI APPRENDIMENTO
di Umberto Tenuta

I PRINCIPIO DIDATTICO
LA MOTIVAZIONE

Afferma Tommaso d’Aquino, <<Ogni essere che agisce, agisce per un fine. Ora, per ogni essere, il fine è il bene che si desidera e si ama. Da ciò è manifesto che ogni essere che agisce, qualunque sia questo essere, compie ogni sua azione, qualunque sia questa sua azione, mosso da qualche amore>>. (1)
Ma già i Programmi didattici del 1955 affermavano che <<scopo essenziale della scuola non è tanto quello di impartire un complesso determinato di nozioni, quanto di comunicare al fanciullo la gioia e il gusto di imparare e di fare da sé, perché ne conservi l'abito oltre i confini della scuola, per tutta la vita>>.

II PRINCIPIO DIDATTICO
INVENZIONE/SCOPERTA: COSTRUZIONE DELLE CONOSCENZE

Tommaso d’Aquino scriveva:
<<Vi è un doppio modo di acquistare la scienza:

In ciò in vero che viene prodotto dalla natura e dall’arte, l’arte procede allo stesso modo e con gli stessi mezzi che la natura. Come infatti la natura guarirebbe riscaldando chi soffre di frigidezza, così fa pure il medico; per cui si dice che l’arte imita la natura.

Il simile accade anche nell’acquisto della scienza:

III PRINCIPIO DIDATTICO
AZIONI CONCRETE, (VIRTUALI), ICONICHE, SIMBOLICHE

Piaget afferma che <<L'intelligenza è un sistema di operazioni... L'operazione non è altro che azione: un'azione reale, ma interiorizzata, divenuta reversibile. Perché il bambino giunga a combinare delle opera­zioni, si tratti di operazioni numeriche o di operazioni spaziali, è ne­ces­sario che abbia manipolato, è necessario che abbia agito, sperimentato non solo su disegni ma su un materiale reale, su oggetti fisici>>. (3)

IV PRINCIPIO DIDATTICO
AZIONI CONCRETE, VIRTUALI, ICONICHE, SIMBOLICHE

Così il Bruner sintetizza questo itinerario:
A) <<All'inizio il mondo del fanciullo è noto a lui principalmente attra­ver­so le azioni abituali, che egli usa, per affrontarlo.
B)Successivamente si aggiunge una tecnica di rappresentazione attraver­so l'immagine, che è relativamente libera dall'azione.
C) Gradualmente si aggiunge un nuovo e potente metodo di tradurre azioni ed immagini nel linguaggio che favorisce un terzo sistema di rappresenta­zione>>. (4)

Manca il PRINCIPIO 1°BIS: LA RAPPRESENTAZIONE VIRTUALE (5)
V PRINCIPIO - ITINERARIO DI APPRENDIMENTO

Peraltro il Bruner precisa: <<Se è vero che l'abituale decorso dello sviluppo íntellettuale procede dallarappresentazione attiva, attraverso quella iconica, alla rappresentazione simbolica della realtà, è probabile che la migliore progressione possibile seguirà la stessa direzione>>. (6)
Eppure nei Programmi didattici del 1955 si affermava che <<scopo essenziale della scuola non è tanto quello di impartire un complesso determinato di nozioni, quanto di comunicare al fanciullo la gioia e il gusto di imparare e di fare da sé, perché ne conservi l'abito oltre i confini della scuola, per tutta la vita>>.

Piaget afferma che «L'intelligenza è un sistema di operazioni... L'operazione non è altro che azione: un'azione reale, ma interiorizzata, divenuta reversibile. Perché il bambino giunga a combinare delle operazioni, si tratti di operazioni numeriche o di operazioni spaziali, è necessario che abbia manipolato, è necessario che abbia agito, sperimentato non solo su disegni ma su un materiale reale, su oggetti fisici». (7)

CONCLISIONE
Così il Bruner sintetizza questo itinerario:

«All'inizio il mondo del fanciullo è noto a lui principalmente attraverso le azioni abituali, che egli usa, per affrontarlo. (Rappresentazione virtuale)
Successivamente si aggiunge una tecnica di rappresentazione attraverso l'immagine, che è relativamente libera dall'azione.
Gradualmente si aggiunge un nuovo e potente metodo di tradurre azioni ed immagini nel linguaggio che favorisce un terzo sistema di rappresentazione
».
(8)

(1) Bastien H., Psicologia dell’apprendimento, La Scuola, Brescia, 1954, p. 102 (Cfr. Il problema della Motivazione. Vedi: La volontà di apprendere secondo Bruner , in www-rivistadidattica.com. , nella rubrica DOCUMENTI E NORME)
(2) TOMMASO D’AQUINO (a cura di M. Casotti), De magistro, La Scuola, Brescia, 1957, p. 28.
(3) PIAGET J., Avviamento al calcolo, la Nuova Italia, Firenze, 1956, p. 31.
(4) BRUNER J.S., Studi sullo sviluppo cognitivo, Armando, Roma, 1967, p. 7.
(5) In merito cfr.: TENUTA U., Quarta rappresentazione, in www.rivista didattica.com
(6) BRUNER J.S., Verso una teoria dell'ístruzione, Annando, Roma, 1967, p. 85.
(7) PIAGET J., Avviamento al calcolo, la Nuova Italia, Firenze, 1956, p. 31.
(8) BRUNER J.S., Studi sullo sviluppo cognitivo, Armando, Roma, 1967, p. 7.

SINTESI GRAFICA

20 novembre 2008

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