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METODOLOGIE E TECNOLOGIE

 

Educazione logico-matematica e linguistica nell’evoluzione del pensiero di  Laura Alberico                                             

Considerazioni psicopedagogiche

 

Secondo le teorie linguistiche comunicare significa “trasmettere concetti”.Il concetto è uno schema mentale che ha bisogno per essere trasmesso di un suo supporto. E’ necessario che la persona alla quale vogliamo trasmetterlo comprenda il concetto e, per fare questo, ci serviamo di segni che possano trasmetterlo. Il segno è dato da uno stretto rapporto tra significante (oggetto) e significato(concetto che si vuole esprimere). Ferdinand de Saussure,uno dei più grandi studiosi di linguistica ha così rappresentato il segno:

              significato

segno=  ¾¾¾¾¾¾

              significante  

 

Il segno è il trait d’union tra il significato e il significante ed entrambi i termini sono regolati da codici specifici di comunicazione nell’ambito dell’universo considerato.Così ad esempio la luce rossa del semaforo è il significante del significato “fermarsi”.

Il linguaggio si sviluppa assieme a due capacità fondamentali del pensiero: la simbolizzazione e l’astrazione. Nella simbolizzazione usiamo dei simboli o segni: in matematica si usano le scritture dei numeri che rappresentano l’idea corrispondente.Ad esempio il numero 10 (segno) sta a indicare 10 matite, 10 quaderni ecc.indipendentemente dalle caratteristiche fisiche degli oggetti (forma, colore). Con l’acquisizione del concetto di numero si interiorizza un concetto astratto e generalizzato,che comprende,nel pensiero logico,tutti gli oggetti aventi la corrispondente caratteristica numerica( nel caso precedente il numero 10).

Il linguaggio degli insiemi si fonda su principi di astrazione e classificazione, dove le classi rappresentano i nomi propri degli oggetti che prendiamo in considerazione nella realtà.

Il procedimento di astrazione procede attraverso tre operazioni logiche:

-passaggio ai nomi (o argomenti ) comuni

-formazione di insiemi

-passaggio dai concetti individuali ai concetti collettivi.

 

 

                                                   Concetti collettivi

 

 

                                                          

    

                                                 Concetti      individuali

         

       

                         Nomi   propri  _______________________  oggetti

                    

     

      Nomi comuni   ________________________________________    insiemi

 

 

Non c’è momento dello sviluppo intellettuale del bambino in cui non vi siano strutture logiche in formazione. Per comprendere come lo sviluppo del pensiero e del linguaggio siano strettamente correlati è necessario attingere agli studi di psicologia cognitiva di Piaget (1896-1980) che distingue in determinate fasi lo sviluppo del pensiero logico.Verso 6-7 anni le capacità mentali del bambino subiscono importanti trasformazioni: questa è la fase delle “operazioni concrete” che si evolve fino ai 12-13 anni quando subentra il periodo delle “operazioni formali”. In un periodo anteriore ai precedenti,che possiamo chiamare “fase preoperatoria” il bambino scopre la realtà che lo circonda, operando le prime classificazioni e i primi schemi mentali.In questo periodo la conoscenza procede attraverso l’uso dei sensi e sappiamo quanto siano importanti gli stimoli che il bambino riceve dall’ambiente in cui vive (famiglia, scuola), affinchè i messaggi trasmessi possano concorrere alla formazione dei concetti logici. Il bambino “impara” operando effettivamente su oggetti concreti e mentalmente si organizzano e si strutturano gli schemi logici del pensiero. Parallelamente si si sviluppa anche il linguaggio che identifica attraverso le parole il riconoscimento di oggetti e cose.

I concetti che il bambino elabora non li riceve passivamente dalla realtà ma li elabora sulla base delle proprie esperienze e dei propri bisogni, attraverso operazioni selettive e costruttive.

Nella fase successiva ( fase operatoria) il bambinon è in grado di trasportare per analogia quanto ha imparato in una situazione, in altre situazioni.

In matematica si apprendono in questo periodo le tecniche delle quattro operazioni,gli esercizi di formazione di insiemi e di rappresentazione di relazioni. Nella fase delle operazioni concrete il pensiero diventa reversibile e il bambino impara ad operare per conoscenza, secondo le idee portanti della matematica, utilizzando la lingua naturale e le esperienze che ha interiorizzato e codificato. In questo periodo il bambino impara a leggere e scrivere e sviluppa le sue capacità linguistiche di base. Nell’ambito insiemistico la “costruzione” di insiemi e di categorie mentali sono la base del procedimento di astrazione e lavorare con gli insiemi vuol dire  appoggiare concretamente l’educazione linguistica e la formazione del pensiero astratto.

Il pensiero formale si sviluppa dai 12-13 anni, quando i procedimenti logici cominciano ad orientarsi sul riconoscimento di proprietà e relazioni e il pensiero è in grado di costruire astrazioni su astrazioni basandosi sulle “strutture” proprie della matematica. Da un punto di vista psicologico i limiti di età che abbiamo considerato nelle fasi dello sviluppo logico del pensiero vanno presi con elasticità perché un buon insegnamento può affrettare l’evoluzione mentre uno cattivo può anche renderla impossibile.E’ necessario quindi stimolare il bambino ad apprendere e ad interagire con il mondo circostante affinchè egli stesso possa costruire le sue categorie mentali.

L’educazione logico-matematica riveste una notevole importanza perché promuove lo sviluppo senso-motorio e psico-motorio per un corretto orientamento nello spazio e nel tempo e per la coordinazione tra percezione e movimento, favorisce inoltre la costruzione di schemi mentali che permettono una corretta conoscenza della realtà, stimolando nel soggetto capacità critiche di fronte a situazioni  problematiche ,sviluppa contemporaneamente le capacità linguistiche attraverso la precisione del linguaggio.La concezione piagetiana che individua le fasi dell’evoluzione del pensiero logico riguarda l’apprendimento nel suo complesso ma è particolarmente significativa per la matematica.

Attualmente la matematica non è più considerata come lo studio di determinati contenuti ma piuttosto come un complesso di metodi che traggono la loro origine dalle capacità razionali del nostro pensiero. Le strutture alle quali fa riferimento lo stesso Piaget sono quelle della “matematica moderna”.L’educazione logico-matematica riveste quindi un ruolo centrale come educazione globale,in rapporto con tutti gli altri settori formativi e questo fa sì che i pre-requisiti dell’apprendimento logico-matematico siano quelli dell’apprendimento globale.

L’educazione linguistica ,secondo le moderne teorie, ha lo scopo di fornire una competenza comunicativa basata sulle abilità d’uso della lingua stessa ,in cui la comunicazione emerge come attività concreta e reale. La comunicazione deve essere appropriata e rispettare certe regole affinchè sia efficace e significativa. In questo senso l’educazione logico-matematica in chiave moderna può ,fornire strumenti razionali nell’analisi della struttura del linguaggio e della sua funzione, individuando le potenzialità che la lingua naturale ci offre.

 

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