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METODOLOGIE E TECNOLOGIE

CONTRIBUTO INNOVATIVO DELLE NUOVE TECNOLOGIE NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO E NELLA VALUTAZIONE
di Giuseppe Cianfarani

Abstract
Le T.I.C. giocano un ruolo fondamentale nella creazione di un ciclo di sviluppo della conoscenza all’interno delle comunità. Elemento essenziale è la presenza di sistemi informativi in grado di implementare i processi operativi della comunità e di facilitare la trasformazione di conoscenza tacita in esplicita e viceversa.

Le tecnologie sono diventate risorse cruciali nei nuovi ambienti di apprendimento di matrice costruttivista: veri learning partnersche, anche attraverso la semplice simulazione e la costruzione di modelli, generano “integrazione cognitiva” (knowledge integration) che favorisce processi di collegamento, connessione,distinzione, classificazione, riorganizzazione delle idee scientifiche man mano elicitate dagli stessi studenti.
Simulare e lavorare per modelli è di fondamentale importanza ad esempio nella didattica delle scienze (chimica, fisica, biologia). Attraverso la sperimentazione in laboratorio, le riflessioni scritte sulle esperienze fatte e il loro confronto, si ottiene un “insieme coerente”, che porta ad un processo didattico di supporto (scaffolding) alla knowledge integration e alla lifelong learning, connettendo la pratica scolastica a problemi complessi e ambigui, di vita reale.
Tutto questo si basa su una “pragmatica pedagogica” che rende le scienze accessibili a tutti , presenta problemi rilevanti per la real life (apprendimento “ancorato”), rende visibile il pensiero mediante una continua pratica dialogica (Domenici), sollecitando co0sì il reciproco apprendimento. Conveniamo senz’altro con Pierre Lévy nel dichiarare che «lungi dal fondere le intelligenze individuali in una sorta di magma indistinto, l’intelligenza collettiva è un processo di crescita, di differenziazione e di mutuo rilascio delle specificità».
Va ricordato che i valori delle tecnologie tradizionali (replicabilità, affidabilità, trasmissione e controllo) sono stati sostituiti da quelli delle nuove tecnologie o ambienti tecnologici (micromondi, ipermedia, ambienti telematici, ecc.), nettamente contrastanti, poiché propri del costruttivismo: collaborazione, autonomia personale, generatività, riflessibilità, coinvolgimento attivo, rilevanza personale, pluralismo.
Consapevolezza, responsabilità ed autonomia diventano finalità educative trasversali, che dovranno essere perseguite durante tutto l’arco della vita e che orientano la scuola al passaggio, da una progettazione didattica e da una valutazione interamente gestita dall’insegnante, ad una progettazione e ad una valutazione cogestite con gli studenti, a livello maggiore man mano che si avanza con l’età degli allievi e con il livello scolare.
Tali finalità possono essere favorite da nuove forme di valutazione degli apprendimenti, più consone di quelle tradizionali ai nuovi modelli dell’apprendimento-insegnamento proposto dal costruttivismo socio- culturale. Di recente si è assistito ad un confronto tra i sostenitori di una valutazione di prodotto, la quale porta ad un confronto ed una graduatoria di merito, e i sostenitori di una valutazione qualitativa, criteriale, di processo, che produce invece comprensione dei risultati prodotti attraverso l’attenta analisi dell’itinerario percorso.
Oggigiorno, invece, si tende a ritenere queste due forme valutative complementari più che reciprocamente escludentisi: esse infatti «non dicono cose in modo diverso ma conducono piuttosto a conoscenze diverse».
Le nuove forme di valutazione (new assesments) che andremo ad esporre focalizzandoci sul portfolio, stanno sostituendo, in America, il testing che ha imperato negli anni “60, ma che ha subito una battuta di arresto in crisi dopo le proposte didattiche offerte dal costruttivismo socio-culturale a partire dagli anni ’80.
Anche in scuole europee più aggiornate si praticano, da qualche decennio, queste forme di valutazione, in cui gli studenti elaborano un progetto su tema proposto dall’insegnante, per dimostrare la loro competenza a riguardo.
Le caratteristiche comuni alle varie forme di new assesment sono riassumibili nei seguenti punti:

ULTERIORE RIFLESSIONE SUL CONTRIBUTO DELLE NUOVE TECNOLOGIE NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO ATTUALI
Se è vero che non è possibile non comunicare, è però possibile non comprendere, ovvero fallire nell’interpretazione dei messaggi che ci vengono inviati.
Poniamo ora alcune riflessioni:
- gli alunni in situazione di drop-out potrebbero essere stati “scartati” perché caratterizzati da “diversi” stili di apprendimento?
- che rapporto c’è tra “stili di insegnamento” e “stili di apprendimento”?
E' utile impiegare le tecnologie informatiche come strumento per aumentare la produttività individuale degli studenti ad esempio attraverso l’analisi dei casi. Si tratta di fornire al soggetto in crescita un’altra opportunità di accedere a luoghi, processi, eventi, e documenti. Le TIC sono un potente mezzo per favorire la costruzione di conoscenze e la possibilità di utilizzarle applicando il metodo scientifico a tutte le disciplinefacendo attenzione a valutare:

Il facile accesso agli strumenti informatici consente, fin dall’infanzia, diapprendere linguaggi di programmazione (ad esempio il visual basic). Le TIC possono:

Secondo R. Maragliano “….è in gioco con la multimedialità una diversa concezione del sapere e quindi dell’apprendimento: reticolarità, connessionismo, fluidità, non sono le nuove parole d’ordine della didattica, ma gli elementi concettuali aggreganti della vita intellettuale e materiale della tarda modernità”.
Le TIC sono efficaci nei SISTEMI DI APPRENDIMENTO INDIVINDUALIZZATI di tipo adattivo, riconducibili ad una visione prevalentemente comportamentista dell’apprendimento, basata sull’idea della conoscenza come un insieme di comportamenti da trasferire allo studente tramite un processo composto da una successione programmata di stimoli e risposte, tuttavia gli sviluppi più recenti dei sistemi che studiano l’intelligenza artificiale si avvicinano al cognitivismo.
Tipiche applicazioni dei sistemi adattivi sono:
- CBT (computer based training), abbinati a mezzi interattivi e multimediali, come le conferenze via internet e la posta elettronica possono rendere lo studente partecipe della costruzione del proprio sapere, portando ad una didattica flessibile, particolarmente adatta in ambito universitario o per l’autoformazione degli adulti e/o degli insegnanti;
- ITS (sistemi tutoriali intelligenti) in grado di “capire” domande e di dare risposte pertinenti. Le domande e le risposte non dovrebbero essere definite a priori né come forma né come contenuto: definito è l’ambito disciplinare, i limiti entro i quali è lecito fare domande, costituito dalla qualità e dalla quantità di conoscenza necessaria per definire il livello di “ competenza” del sistema. I sistemi ITS sono particolarmente adatti a processi di insegnamento e apprendimento uno-a-uno (sistema-studente).
Le TIC sono applicate anche nei sistemi di apprendimento individualizzati di tipo reattivo.
I sistemi reattivi sottintendono l’idea di compiti legati alla soluzione di problemi, in un ambiente che si modifica o “reagisce” in conseguenza delle azioni dello studente, secondo un modello inglobato nel sistema.
Hanno alla base una didattica costruttivista che concepisce lo studente come il costruttore del proprio sistema di conoscenze, tramite l’interazione con un dato ambiente (Piaget, Vygotskij).
I principali sistemi reattivi sono le simulazioni, i giochi di simulazioni, imicromondi per l’apprendimento. Di recente sono stati sperimentati dei prodotti software denominati ILE cioè strumenti “intelligenti” che costituiscono un ambiente nel quale lo studente può liberamente sperimentare la propria iniziativa e sperimentare la propria conoscenza.
Anche nell’apprendimento di tipo collaborativo (o cooperativo?) trovano applicazione le TIC.
L’apprendimento cooperativo (CL) coinvolge gli studenti nel lavoro di9 gruppo per raggiungere un fine comune attraverso l’apprendimento di tutti i membri.
Secondo Vjgotskij sotto la guida di un adulto o in collaborazione con un compagno l’alunno può andare oltrerispettoal punto in cuiarriverebbe con le sue sole forze (zona di sviluppo prossimale) in cui ciascun attore può diventare tutor per gli altri in un continuo e reciproco scambio; per cui l’insegnante non è più unico regista del processo di apprendimento, ma diventa attore e facilitatore. Per lavorare in modo cooperativo bisogna essere flessibili, sapersi mettere in gioco.
Se si vogliono usare strategie collaborative è necessario più apprendimento e meno insegnamento, l’attenzione si sposta dall’insegnante al gruppo classe.
Già oggi le reti telematiche rendono possibile la creazione di ambienti virtuali di apprendimento collaborativi; numerose sono infatti le attività di formazione on line per gli adulti e le possibilità di progetti per le scuole di ogni ordine da realizzarsi insieme in rete (apprendimento collaborativo “La Chimica nella Scuola”).
In particolare l’approccio costruttivistico risulta valorizzato dalla didattica in rete realizzata attraverso forme di interazione più dinamiche e flessibili in cui la conoscenza viene considerata come un processo sociale basato su una progressiva negoziazione tra gruppi di soggetti più o meno numerosi.
Caratteristica fondamentale della comunicazione a distanza è che non è soggetta a dipendenza rispetto al luogo e al tempo di erogazione: è lo studente stesso a scegliere il luogo e il momento utili per dedicarsi alla comunicazione a scopo didattico.
La comunicazione può essere asincrona(a tempo differito) oppure sincrona(a tempo reale). Inoltre può essere del tipo uno a uno (dialogo), uno a molti (lezione), molti a molti (attività didattiche colaborative). Nella didattica in rete, a differenza di quanto accade nella didattica a distanza tradizionale (FAD), è possibile realizzare tutte le tipologie comunicative su base multimediale.
La comunicazione differita o asincrona, tipica della posta elettronica, mailing list, news, forum on line, è quella maggiormente sfruttata nella didattica on line e non implica che gli interlocutori siano simultaneamente presenti. Questa tipologia di comunicazione oltre a consentire di personalizzare il ritmo di apprendimento, valorizza la riflessione, l’aspetto cooperativo e l’elaborazione attiva attraverso la condivisione delle problematiche che via via emergono nel corso del processo.
La comunicazione in tempo reale o sincrona consente lo svolgimento a distanza di quelle attività che tradizionalmente richiedono la presenza;parliamo quindi di“remotizzazione”.
L’applicazione più diffusa, per adesso solo in ambito universitario, è la remotizzazione delle lezioni. Il docente svolge la lezione anche per studenti “remoti” i quali possono interagire come se si trattasse di una lezione tradizionale.
Una analisi superficiale e senz’altro parziale della figura del docente di scuola secondaria superiore impegnato sul versante dell’orientamento, porta a riassumere in due punti gli aspetti prioritari da potenziare nella suaformazione professionale, fatte salve le sue competenze disciplinari:

Riferimenti bibliografici
- R.Maragliano, Pedagogia dell’e-learning, Bari, Laterza 2005
- P.C. Rivoltella, Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line
- B.M. Varisco, Costruttivismo socio-culturale, Roma, Carocci 2002.
- F. Cambi, Manuale di storia della pedagogia, Laterza, 2007
- G. Domenici, Manuale della valutazione scolastica, Laterza 2003
- A. Cartelli, Rete, comunità e conoscenza,Trento, Erickson 2005
- A. Cartelli, Teaching in the knowledge Society: New Skills and Instruments for Teachers.Hershey (PA): Idea Group Inc 2006

4 marzo 2008

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