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METODOLOGIE E TECNOLOGIE

OBIETTIVI, METODI, CONTENUTI E VALUTAZIONE
di Laura Alberico

Con le varie riformesono cambiati i termini di riferimento per l’insegnante che deve “adottare” nuove parole per programmare le attività didattiche. Spesso queste parole non hanno un diverso significato e rappresentano soltanto un diverso punto di osservazione. Consideriamo ad esempio quelle che erano definite “unità didattiche” e riguardavano gli argomenti che venivano di volta in volta proposti agli alunni; esse si riferivano alla lezione fatta dall’insegnante ex-cattedra. Le unità didattiche sono diventate “unità di apprendimento” quando l’insegnamento si è personalizzato ed adattato alle esigenze dei singoli alunni privilegiando l’aspetto più rilevante dell’azione educativa cioè il processo di acquisizione dei contenuti disciplinari e la loro effettiva validità ai fini formativi. Quelli che erano chiamati semplicemente “obiettivi” sono diventatiobiettivi specifici di apprendimento ( O.S.A) eobiettivi formativi (O.F.), gli uni complementari agli altri nel progetto didattico di riferimento. Le conoscenze disciplinari tuttavia non sono rimaste tali perché il “sapere” ha trovato unampliamento di competenze nel “saper fare” ( abilità). Il PECUP ( profilo educativo culturale e professionale) si evidenzia come una “carta” di competenze che proietta i contenuti educativi nel tessuto sociale e professionale del futuro di ogni alunno. Ciò che mi sembra debba essere comunque una base di riferimento, indipendentemente dai termini nuovi della riforma, è la stretta connessione e interdipendenza tra gli OBIETTIVI – METODI- CONTENUTI e VALUTAZIONE. Gli obiettivi o le finalità programmate devono necessariamente essere veicolati da un metodo efficace che presenta i contenuti in forma chiara e facilmente assimilabile dagli alunni. La valutazione è il momento più importante di ogni azione educativa e proprio con gli strumenti della valutazione si riescono ad apprezzare i risultati e l’efficacia dell’insegnamento adottato. Quando la valutazione ha un esito negativo vuol direspesso che gli obiettivi formulati devono essere rimodellati in base al contesto e di conseguenza anche le strategie e i contenuti curriculari specifici. La programmazione educativa e didattica ogni anno viene formulata in base alle singole classi e al contesto sociale in cui la scuola opera. Programmare obiettivi che rimangono tali solo sulla carta non ha senso se le parole, spesso altisonanti, hanno un significato avulso dalle necessità di ogni alunno. Personalizzare allora diventa una scelta necessaria tenendo conto delle singole potenzialità e attitudini perché, anche se nelle indicazioni per il curricolo ci troviamo di fronte a parole nuove, il termine di riferimento rimane sempre l’individuo, l’alunno che deve essere guidato e indirizzato a scoprire il suo potenziale cognitivo. Un giudizio di valutazione contiene :

  • elementi relativi all’apprendimento ( che cosa è stato appreso, come è stato esposto, quali applicazioni sono state osservate, ecc.)
  • elementi che si riferiscono ad aspetti affettivi e di relazione ( se l’alunno si è mostrato disponibile, se si è impegnato ed ha corrisposto alle attese dell’insegnante)
  • elementi riguardanti caratteristiche degli alunni di origine non scolastica ( nel comportamento scolastico degli alunni si riescono a cogliere, esplicitamente o implicitamente aspetti di tipo affettivo e sociale collegabili all’esperienza non scolastica).

E’ chiaro come lo sviluppo della ricerca educativa ha consentito la messa a punto di nuove procedure di valutazione che tengono conto degli studi sull’età evolutiva, sulle dinamiche in atto durante l’apprendimento, sugli aspetti relativi all’affettività e alla socializzazione. Da un tipo di valutazione “descrittiva” che mette in evidenza i risultati oggettivi del profitto si è passati a una valutazione che individua le cause del mancato rendimento scolastico e i necessari interventi educativi atti a rimuovere le difficoltà rilevate. Un insegnamento personalizzato deve anche sviluppare nell’alunno una riflessione sull’apprendimento e una autovalutazione che diventi un metro di giudizio personale più direttamente comprensibile. La valutazione, in questo senso, diventa una opportunitàper sviluppare criteri di giudizio che possono essere confrontati e analizzati insieme, alunno e insegnante. Essa acquista una funzione formativa e non solo sommativa perché le occasioni di dialogo educativo riescono a coinvolgere l’alunno e a renderlo partecipe del lavoro scolastico e della sua importanza.

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Bibliografia
Vertecchi B., Manuale della valutazione, Editori riuniti

29 ottobre 2007

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