METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
Il discorso sulla correzione non può prescindere dalle tecnologie autocorrettive. Negli articolisulla correzione sosteniamo che la correzione del docente ha come obiettivo l'autocorrezione degli alunni, perché non avrebbe alcun significato se si fermasse alla correzione del compito. La correzione del docente è in se stessa priva di utilità, ma deve mirare a mettere l'alunno nella condizione di non commettere più errori; non si tratta di correggere il compito, ma occorre mirare a far maturare nei singoli alunni la capacità di non commettere errori e semmai occorre mirare a far maturare la capacità di autocorreggersi.
I due obiettivi della correzione sono l'autocorrezione presente e futura: prendere consapevolezza dell'errore commesso e imparare a correggersi da solo.
Questo discorso vale sul piano cognitivo, ma vale anche sul piano comportamentale. Se è importante che l'alunno impari a scrivere correttamente sul piano ortografico e sintattico, altrettanto e forse più importante è che impari a comportarsi correttamente su tutti gli altri piani, da quello emotivo-affettivo a quello sociale, civile, morale, religioso ecc.
Mentre su questo discorso ci ripromettiamo di ritornare, ora intendiamo approfondire il discorso della correzione sul piano cognitivo, prendendo in considerazione le tecnologie educative autocorrettive.
La scuola dovrebbe fare il più ampio ricorso alle tecnologie autocorrettive, a cominciare dai sussidi didattici concreti, come le macchine per insegnare dello Skinner. Si pensi peraltro agli schedari autocorrettivi ortografici e aritmetici del Freinet, diffusi (si fa per dire!) dal Movimento di cooperazione educativa.
Ogni docente potrebbe approntare strumenti didattici autocorrettivi, anche distribuendo fogli fotocopiati con le operazioni opportunamente eseguite, con i testi dei dettati stampati ecc.
Ma poi potrebbe privilegiare strumenti didattici autocorrettivi come il calcolatore lineare tenuta e la bilancia matematica. Tantie tanti altri sussidi didattici autocorrettivi potrebbero essere creati dagli stessi docenti.
Oggi però esistono le tecnologie educative virtuali che mettono a disposizione degli alunni strumenti autocorrettivi, quali, ad esempio, la bilancia matematica virtuale per l'esecuzione e la correzione delle quattro operazioni.
Seppuremessa a disposizione gratuitamente di tutte le scuole, meraviglia che essa non venga largamente utilizzata per le esercitazioni aritmetiche nelle prime classi della scuola elementare.
Negli articoli sulla correzionesi fa riferimento all'autocorrezione ortografica che oggi i Word Processor offrono.
Perché non vengono utilizzati?
E perché non viene utilizzata anche l'autocorrezione sintattica che pure può offrire un valido supporto ai docenti, alleggerendoli dell’impegno della correzione dei compiti scritti degli alunni?
Una spiegazione esiste!
Ai docenti si parla di CPU, di floppy disk, di hard disk, di Mb e di byte, forse anche di cluster, ma poco si parla di come utilizzare un WP nella didattica della lingua italiana, di come utilizzare un programma di grafica nella didattica della matematica e dell’educazione artistica, di come utilizzare un DB nello studio della Storia e della Geografia.
La Didattica è la bestia nera della scuola, alla quale si preferiscono i discorsi pedagogici, psicologici, sociologici, organizzativi, che consentono di rimanere sul piano della retorica, piano troppo agevole anche per chi nelle aule non entra e non ama entrare, anche perché lavorare dentro le aule richiede competenze didattiche che non sembrano molto diffuse.
Eppure il Regolamento dell'autonomia scolastica sembra porre un impegno che nessuno dovrebbe poter eludere: garantire ad ogni alunno il successo formativo, inteso come piena formazione della persona umana, nel rispetto delle identità personali, sociali, culturali e professionali.
La riforma della scuola la si fa, non tanto sul piano dei tempi e delle modalità organizzative, quanto sul piano delle metodologie didattiche che nelle tecnologie informatiche possono trovare il loro strumento più efficace, anche secondo la precisa indicazione del Regolamento dell'autonomia (miglioramento dei processi di insegnamento e di apprendimento e utilizzazione delle tecnologie didattiche innovative).
La rivista digitale della didattica (www.rivistadidattica.com ) pubblicherà volentieri le esperienze che anche in tale ambito i docenti avranno realizzato nelle loro attività educative e didattiche, perché tutti i colleghi se ne possano avvantaggiare.