METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
MICROMONDI: CRITERI ED IMPIEGHI DIDATTICI
di Umberto Tenuta
Un programmazione estremamente semplice che può essere utilizzato nella didattica delle diverse discipline
L’uomo risolveva, anche bene, i suoi problemi, già all’età della selce levigata, non dico poi con l’invenzione dei metalli.
Micromondi non è né Tool Book né Flash né Director , ma può servire per realizzare un efficace e consistente miglioramento della prassi didattica, ad alcune condizioni:
a) che il fare scuola torni a incentrarsi sul perseguimento di precisi obiettivi formativi, secondo le indicazioni del Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999 (“obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni”);
b) che per il perseguimento degli obiettivi formativi si superi definitivamente l’apprendimento meccanicistico, spesso collegato alla lezione collettiva, espositiva, dimostrativa;
c) che pertanto si faccia largo spazio alla scuola dell’apprendimento inteso come riscoperta, reinvenzione, ricostruzione (problem solving) (1) dei concetti da parte degli alunni, soprattutto attraverso il lavoro di gruppo degli alunni (cooperative learning) (2). Occorre sempre creare delle situazioni problematiche concrete, che debbono nascere da motivazioni, interessi, curiosità degli alunni. Al riguardo, si fa riferimento alle motivazioni di cui parla Bruner (3).
Esperienze relative a tutte le discipline, nessuna esclusa!
Per spiegarmi meglio, vorrei fare alcuni esempi.
Il primo riguarda la MUSICA.
Uno o più docenti, con l’ausilio di idonei testi, dovrebbero approfondire la didattica della Musica, per farne capire agli alunni i singoli concetti: il significato delle note (DO-RE-MI-FA-SO-LA-SI-DO), la forma delle note (CROMA, BISCROMA, MINIMA…), la melodia ecc.
Poi dovrebbe predisporre degli itinerari didattici per consentire a tutti i docenti di realizzare l’educazione musicale con i bambini della scuola dell’infanzia, della prima, seconda, terza… classe della scuola elementare.
Altri docenti dovrebbero pensare alla didattica della Matematica con Micromondi. Mi incarico di fare alcuni esempi al più presto possibile.
Ora invece vorrei accennare ad alcune discipline che potrebbero sembrare le più inaccessibili ad una utilizzazione di Micromondi.
Ad esempio:
LINGUA ITALIANA
Faccio alcuni esempi:
LE LETTERE DELLA TARTARUGA NELL’APPRENDIMENTO DEL LEGGERE

Trasformare la consolle delle Forme in consolle delle lettere dell’alfabeto: lettere grandi, in formato script oppure maiuscolo (A B C D E F G …).
Si creano delle immagini sull’Area di lavoro e sotto gli alunni sono invitati a scrivere i nomi utilizzando le lettere che trovano nella Consolle delle Forme.
Al riguardo, si possono creare delle brevi scene, come quella di Cappuccetto Rosso che va dalla Nonna ed i bambini scrivono Cappuccetto Rosso va dalla nonna o altre cose del genere.
GLI AGGETTIVI
Colori delle figure disegnate : rossa, verde, giallo…
Grandezza delle figure disegnate: piccola, grande…
Forma delle figure disegnate: rotonda, quadrata, rettangolare…
AZIONI DA SVOLGERE (VERBI)
Si disegna un cavallo che cammina, corre, galoppa..
Si disegna un bambino che cammina, salta, nuota…
Si disegnano degli uccelli e delle farfalle che volano, dei serpenti che strisciano ecc.
SUPERLATIVI E COMPARATIVI
Si disegnano delle azioni da paragonare tra di loro.
STORIA
Si offrono bambini di diversa età da ordinare in senso temporale.
Si può fare la stessa cosa con la storia dell’umanità: caverne, palafitte, castelli medioevali…
GEOGRAFIA
Si presentano viaggi che percorrono gli Oceani oppure i Mari.
Si rappresenta il ciclo delle acque (acqua che evapora, che si condensa, che cade sotto forma di pioggia, che penetra nel terreno, che esce dalle sorgenti…
BOTANICA
La semina, la germinazione, la piantina che cresce…
Si può anche qui richiedere la costruzione della sequenza temporale.
ORIENTAMENTI METODOLOGICI DI MASSIMA
In linea di massima ritengo che ancora possa risultare estremamente utile l’uso del linguaggio LOGO (4) per costruire oggetti e Procedure utilizzando le primitive.
Il sottoscritto resta a disposizione di coloro che gli vogliano fare visionare preventivamente lo schema del Progetto.
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1) In merito al Problem solving cfr.: MOSCONI G., D'URSO V. (a cura di), La soluzione di problemi. Problem-solving, Giunti-Barbèra, Firenze, 1973; KLEINMUNTZ B.(a cura di), Problem solving Ricerche, metodi, teorie, Armando, Roma, 1976; DUNCKER K., La psicologia del pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1969; WERTEIMER M., Il pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1965; DORNER D., La soluzione dei problemi come elaborazione dell’informazione, Città Nuova, Roma, 1988. Pe la problematica dell’ermeneutica, cfr: GENNARI M., Interpretare l’educazione. Pedagogia, semiotica, ermeneutica, La Scuola, Brescia, 1992; MALAVASI P., Tra ermeneutica e pedagogia, La Nuova Italia, Firenze, 1992.
2) In merito cfr.: Johnson, D.W. et al., Apprendimento Cooperativo in Classe, Edizioni Erickson, Trento, 1997; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., Discutendo si impara. Interazione sociale e conoscenza a scuola, NIS, Roma, 1991; PONTECORVO C. (a cura di), La condivisione della conoscenza, La Nuova Italia, Firenze, 1993; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., (a cura di), I contesti sociali dell’apprendimento. Acquisire conoscenze a scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana, LED, Milano, 1995
3) In merito cfr.: BRUNER J.S., Motivazioni, la volontà di apprendere , nella Rubrica DOCUMENTI E NORME della RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com).
4) Può essere liberamente scaricato da:
- AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO
www.disced.unisa.it/ava/index.htm oppure www.ava-ut.it
-RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
-METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica/