METODOLOGIE E TECNOLOGIE

Le metodologie educative e didattiche di  Umberto Tenuta  

La grandissima importanza dei metodi di insegnamento nell’attività educativa e didattica

 
 

Se occorre assicurare il successo formativo,  e se occorre assicurarlo a tutti gli alunni, come pure prescrive il Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999, si impone una necessità, la necessità di trovare il metodo, la strategia, la strada[1],che assicuri a tutti gli alunni di apprendere e di formarsi.

C’è  una meta che tutti debbono raggiungere ed è il successo formativo.

Occorre ricercare e trovare la strada che porti tutti alla meta.

La strategia è il metodo, è il percorso didattico, è l’itinerario educativo e didattico.

La meta è fissata, e non può essere cambiata: non si può negare a nessuno il successo formativo.

Anche il punto di partenza è dato, ed è costituito da tanti punti di partenza quanti sono gli alunni, ciascuno con i suoi livelli di sviluppo e di apprendimento, ciascuno con i suoi ritmi ed i suoi stili apprenditivi.

Già al momento della nascita, alcuni giochi sono avvenuti nel cervello del bambino, nel suo cuore, nel suo corpo. Sono avvenuti nei cromosomi paterni e materni che si sono ricombinati nello zigote, sono avvenuti nella cariocinesi e sono avvenuti nel grembo materno; sono avvenuti ed avvengono nei primi mesi di vita, nei primi anni.

Quando cominciano gli interventi educativi e didattici alcuni giochi sono stati già fatti, ma se alcune battaglie sono state perdute, la guerra ancora non è decisa. Ancora è tutta davanti ai docenti ed agli operatori scolastici tutti l’impresa educativa.

Si conoscono le mete formative, che attengono alla piena formazione della persona umana, alla formazione integrale, originale e massimale della personalità. Si conoscono, seppure vagamente, i punti di partenza.

Ma è tutto da decidere  il percorso formativo, la strategia che porta alla meta, al perseguimento ed al conseguimento degli obiettivi formativi.

È tutto da decidere il metodo.

Qualcosa di analogo avviene in altri campi.

Avviene nel campo metallurgico ove le tecnologie sono avanzatissime

Avviene nei campi, ove gli agricoltori affinano le strategie agricole, i metodi di coltivazione e le tecnologie agrarie.

Avviene nel campo medico, ove i metodi e le tecniche di intervento chirurgico sembrano poter espugnare le fortezze delle malattie più ribelli.

Che cosa avviene nel campo delle metodologie e delle tecnologie educative e didattiche?

Una visita ad un’azienda agricola, una visita ad una fabbrica di automobili, una visita ad un ospedale forse potrebbero risultare più formativi per gli operatori scolastici di tante esercitazioni retoriche alle quali sono costretti ad assistere sulla programmazione, sulla interdisciplinarità, sulla modularità, sulla valutazione, sulle stesse tecnologie educative.

Ecco, si impone un discorso serio sulle metodologie e sulle tecnologie educative.

Ma un discorso serio che aiuti veramente i docenti a ricercare  i percorsi e gli strumenti didattici che consentano a tutti gli alunni di apprendere e di formarsi.

D’altra parte, che cosa hanno fatto i grandi pedagogisti, quali il Rousseau, il Pestalozzi, l’Herbart, la Montessori, il Dewey, il Claparède se non impegnarsi sul piano delle metodologie e delle tecnologie educative e didattiche?

Per il momento ci fermiamo qui, non senza però esserci chiesti se non è proprio il caso di coinvolgere  gli stessi docenti in questo processo di ricerca di metodologie e di tecnologie educative e didattiche che possano portare al loro miglioramento, unica strategia per poter davvero garantire ad ogni alunno il successo formativo.



[1] Il metodo (méthodos ¾dal greco meta (lungo) e hodós (strada)¾  <<la strada che si percor­re>>) è il cammino da percorrere per raggiungere una meta. Scrive il Vergnano che il metodo <<è l'insieme di principi, regole, operazioni, pratiche che si adottano e seguono consapevolmente in vista del consegui­mento di un fine>>(VERGNANO I., Il problema della società educativa, Paravia, 1975, 92.1)

 

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