METODOLOGIE E TECNOLOGIE

IPERTESTI NELLA DIDATTICA di M. Maddalena Bovetti

Come utilizzare gli ipertesti nella didattica


Negli ultimi quindici anni la scuola italiana ha visto lo svilupparsi di numerosi progetti ed iniziative volte all' introduzione delle tecnologie informatiche nei curricula scolastici. La maggior parte di noi insegnanti ha accolto con interesse questa innovazione, perché ha capito che il mezzo informatico è uno strumento utile per educare e per introdurre nuovi metodi di apprendimento nella scuola. Non solo, i nostri alunni, a volte, sanno utilizzare il computer meglio degli insegnanti, ma spesso ne fanno un uso non appropriato (solo per i giochi o per "navigare" in siti di poco valore educativo), ed è, quindi, necessaria una guida opportunamente preparata che ne sviluppi le capacità di valutazione e di scelta.
Un'altra importante considerazione è che, ormai, i ragazzi non possono fare a meno di imparare ad usare il computer; per rendersi conto di questo basta pensare al mercato del lavoro in cui entreranno a far parte i nostri giovani, una volta terminati gli studi: molte occasioni di lavoro deriveranno proprio dalla loro capacità di saper padroneggiare le nuove tecnologie.

Così, dopo un necessario periodo di studio per acquisire competenze ed abilità tecnologiche necessarie per poter usare efficacemente il mezzo, gli insegnanti hanno cominciato a riflettere su come utilizzare il computer in classe e su quali cambiamenti avrebbe portato nella loro metodologia di lavoro, in quanto è importante che le tecnologie informatiche non siano viste come marginali, ma costituiscano un metodo integrato alla normale attività didattica.
Si sono così sviluppati numerosissimi progetti la cui realizzazione ha gratificato non solo i docenti, ma soprattutto gli allievi che hanno mostrato un interesse ed un entusiasmo, che molte volte le attività tradizionali non suscitano. A questo proposito ricordiamo che il mezzo informatico attira particolarmente i giovani, e, come si sa, la motivazione e l'interesse sono il cardine per favorire lo studio e l'apprendimento.
Quanto segue non si riferisce tanto a quei percorsi scolastici (Istituti superiori) nei quali l'informatica è diventata una materia a se stante e, quindi, con finalità diverse da quelle in cui gli insegnanti utilizzano il computer per ottimizzare il proprio lavoro (perciò scuola dell'obbligo e non).

Un primo approccio è stato, spesso, quello di usare ipertesti multimediali già predisposti per introdurre argomenti nuovi o per il recupero: l'ipertesto(1) (usiamo questo termine, invece del più corretto ipermedia, anche se sono presenti immagini, video, ecc, ma il testo ha la prevalenza) è un prodotto non lineare e non sequenziale come un libro, ma reticolare ed è costituito da un insieme di documenti testuali, immagini, video, in forma elettronica, collegati tra loro da "links" che vengono attivati dai cosiddetti "bottoni" cioè parole, frasi, parti di immagini che sono facilmente individuabili perché il puntatore del mouse, passando su di esse, cambia forma, in genere da "freccia" prende la forma di una "manina".
La struttura ipertestuale non è non certo una novità legata alle nuove tecnologie; pensiamo, per esempio alle note, alle citazioni che troviamo in un qualsiasi documento cartaceo, questo stesso articolo rimanda ad altri testi a cui si fa riferimento: ma chi volesse leggerli per intero dovrebbe almeno procurarsi la rivista o il libro, magari recarsi in una biblioteca con notevole dispendio di tempo e di denaro. La tecnologia informatica evita tutto ciò, perché il documento collegato è a portata di mano, anzi di mouse: un semplice "click" ci permette la sua visualizzazione immediata.

Non ci occuperemo tanto delle importanti implicazioni didattiche che l''uso di Cd multimediali comportano, ma del fatto che molti docenti hanno capito che la costruzione da parte degli allievi stessi, di prodotti ipertestuali avrebbe avuto un notevole valore didattico.
A tale proposito gli esempi sono moltissimi e gli argomenti trattati spaziano dalle materie umanistiche a quelle scientifiche, dalla descrizione di una gita ad una caratteristica della propria città, da un problema ambientale ad un racconto con più finali possibili, e così via.
E' chiaro che una trattazione completa sullo specifico argomento "ipertesti" non è possibile e sarebbe eccessiva, anche perché esistono molte pubblicazioni in merito. Si prenderanno in considerazione quegli aspetti che permettono di mettere in evidenza le finalità educativo-didattiche che la realizzazione di un ipertesto permette di raggiungere e la ricaduta che un tale lavoro ha sulle classi.

Le valenze didattiche, senza voler esagerare, sono molteplici. (ricordiamoci che le nuove tecnologie non devono essere né mitizzate né demonizzate, ma valutate con equità per potersene avvalere in maniera corretta). Analizziamone alcune.

La prima considerazione riguarda la preparazione dei contenuti e la loro organizzazione secondo uno schema che mostri le idee chiave dell'argomento con l'individuazione delle parole calde, dei vari collegamenti e dei corrispondenti "link", in altre parole la costruzione della struttura reticolare di cui si è già parlato.
Tale costruzione comporta l'adozione di una serie di strategie, la principale delle quali è l'utilizzo di "mappe concettuali"; esse incorporano, proprio come l'ipertesto, il concetto di rete e permettono di rendere visibile la sistemazione di nuovi contenuti mettendoli in relazione con altri già posseduti attraverso nodi e collegamenti.
In questo modo si mette in pratica quello che Ausubel definisce l'apprendimento significativo, che consiste nel poter collegare la nuova informazione a concetti rilevanti, già acquisiti.
L'uso delle mappe concettuali(2) "mette in grado insegnanti e studenti di riconoscere nuove relazioni e, dunque, nuovi significati (o per lo meno di cui prima non erano consapevoli). Così intesa, questa attività può essere creativa e stimolare la creatività".

In genere, la preparazione dello schema avviene “su carta” e, a volte, risulta un po’ pesante per gli allievi che sono ansiosi di mettersi subito al computer, senz’altro più divertente e gratificante; l’insegnante deve, quindi, adottare sistemi per fare in modo che i ragazzi affrontino volentieri anche questa importante fase del lavoro: può stimolare, per esempio, la discussione fornendo spunti e sollecitandoli a proporre, in un primo tempo, a ruota libera, le loro idee per poi riordinarle, collegando e sistemando le conoscenze acquisite.
Per sviluppare lo spirito di ricerca l'insegnante può mettere a disposizione testi, collegamento ad Internet per il reperimento di informazioni, di immagini, ecc.
Anche se il prodotto è un racconto di fantasia, la mappa è utile per visualizzare i vari personaggi, le loro caratteristiche, il ruolo che ognuno ha nella vicenda, per ipotizzare diversi finali.
E' consigliabile visualizzare la mappa su di un grande foglio (o un cartellone indicando i vari "nodi" con cartoncini colorati, se si tratta di alunni della scuola dell'obbligo) ed esporlo in classe per averlo sempre a portata di mano.

Ultimato lo schema si passa alla costruzione dell'ipertesto utilizzando il linguaggio ipertestuale che riteniamo più adatto alla classe, in base all'età ed alle conoscenze informatiche che gli alunni già possiedono. Questa fase del lavoro implica una serie di osservazioni importanti relativamente al processo insegnamento-apprendimento, perciò la loro trattazione merita un capitolo a parte.

Diremo solo che a questo punto del progetto, è importante la suddivisione dei compiti (magari a rotazione) secondo le capacità e le attitudini degli allievi, in modo che tutti si sentano partecipi e importanti per la buona riuscita del prodotto.
Inoltre, è chiaro che un'attività del genere è basata sulla collaborazione tra studenti e anche tra docenti di materie diverse essendo l'interdisciplinarietà una caratteristica base di questo modo di lavorare.
Concludiamo (ma le considerazioni sull'argomento non sono certamente esaurite) accennando ad alcuni degli obiettivi che si possono raggiungere con questo nuovo modo di procedere:
• sviluppare la capacità creativa di alunni ed insegnanti;
• favorire l'apprendimento collaborativo, dove gli insegnanti e gli studenti si collocano sullo stesso piano operativo;
• sviluppare la capacità di comunicazione scritta con linguaggio sintetico;
• acquisire nuove abilità e conoscenze legate agli strumenti informatici utilizzati.

NOTE
1) P.Fezzi: Gli ipertesti: un nuovo media? Tratto da Oltre il testo: gli ipertesti, a cura di M.Ricciardi. Ed. FrancoA
2) Novak, Gowin Imparare ad imparare, SEI

 

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