METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
CorrezionE di Umberto Tenuta
La correzione nell'attività didattica: operazioni aritmetiche ed ortografia
In questo scritto intendiamo prendere in considerazione la problematica della correzione sul piano didattico, e non invece sul piano educativo, non perché quest'ultima problematica non meriti attenzione, ma perché forse la trattazione della problematica della correzione sul piano didattico aiuta poi a inquadrare meglio quella sul piano propriamente educativo.
Quando facciamo riferimento alla problematica della correzione sul piano didattico intendiamo riferirci, all'acquisizione, non solo delle conoscenze, ma anche delle capacità e degli atteggiamenti[i].
Stante la particolare complessità del discorso sugli atteggiamenti, in questa sede ci limitiamo a prendere in considerazione la problematica della correzione solo sul piano dell'acquisizione delle conoscenze e delle capacità.
Partiamo da una descrizione dell'attività didattica che ci sembra la più diffusa, anche se non mancano certamente altre impostazioni.
Sembra che comunemente l'attività didattica nella forma della lezione collettiva si articoli, nelle attività di esposizione da parte del docente, di consolidamento da parte degli alunni attraverso adeguate esercitazioni e di correzione delle esercitazione da parte del docente per verificare se gli alunni hanno acquisito correttamente le conoscenze e le capacità.
Questi, dunque, i tre momenti della Lezione collettiva:
1) Esposizione;
2) Consolidamento(Esercitazioni);
3) Correzione.
Lezione collettiva
La lezione collettiva consiste di solito nella presentazione delle conoscenze, che può essere effettuata sia attraverso l'esposizione verbale, magari accompagnata dalla presentazione di illustrazioni o immagini, sia attraverso la presentazione di esperienze (il docente fa vedere come si attua una determinata operazione, quale che ne sia la natura). In quest'ultimo caso il docente può ricorrere, sia alla presentazione mediante l’effettuazione di esperienze concrete (ad esempio: la soluzione nell’acqua dello zucchero, del sale ecc. ; l'emulsione dell'olio in un recipiente ripieno di acqua, il miscuglio di sostanze diverse, quale lo zucchero e la limatura di ferro ecc.), e sia alla descrizione di operazioni mediante il ricorso a strumenti iconici o simbolici.
Effettuata la lezione, nella forma ritenuta più opportuna, gli alunni vengono impegnati nel consolidamento delle conoscenze o dei processi presentati attraverso le esercitazioni, che di solito consistono nella ripetizione delle attività o nella lettura e rilettura delle esposizioni scritte di quanto il docente ha esposto, descritto, o dimostrato.
Nel caso dell’apprendimento dell’ortografia, il docente esegue dettati di passi che contengono le difficoltà ortografiche trattate (Ad esempio, nel caso delle doppie consonanti propone brani che contengono le parole con le doppie consonanti).
Le quattro operazioni aritmetiche e l'ortografia costituiscono gli esempi più significativi delle esercitazioni e delle correzioni dei docenti e possono essere assunti come emblematiche dell’attività più ordinaria e meccanica di correzione, che però assorbe tempi consistenti e che non risulta certamente fra le attività più piacevoli, né per i docenti, né per gli alunni.
Al riguardo, perciò, vogliamo proporre delle soluzioni alternative che già nel passato sono state sperimentate e che oggi possono essere realizzate anche con le tecnologie informatiche.
Il Movimento di cooperazione educativa (M.C.E.), sulla scia del Feinet[ii], aveva predisposto degli schedari autocorrettivi di ortografia ed anche di aritmetica, relativi alle quattro operazioni, opportunamente graduati per i livelli di età e per difficoltà. Si tratta di uno strumento che conserva la sua validità laddove non si dispone delle nuove tecnologie, che possono essere le normali calcolatrici elettroniche o il PC.
Evidentemente è meglio utilizzare i fogli elettronici (ad esempio Excel).
Una volta eseguite le correzioni, gli alunni le mostrano ai docenti.
Al riguardo, Freinet evidenziava che in questo modo si ottengono due risultati, uno sul piano educativo ed uno sul piano didattico.
Innanzitutto il risultato educativo della correzione effettuata dagli alunni (autocorrezione)
Gli alunni, dopo aver corretto i compiti con gli strumenti messi a loro disposizione, vanno a riferire ai docenti gli errori commessi e in tal modo imparano ad essere onesti, non nascondendo gli errori, ma evidenziandoli tutti.
L'educazione morale non si impara con le prediche ma nelle concrete situazioni che richiedano comportamenti moralmente ineccepibili.
Sul piano didattico, gli alunni imparano a correggersi.
Quello che importa evidenziare è che la correzione non ha la funzione di avere compiti corretti, ma quella di far acquisire agli alunni gli strumenti per correggersi.
Le correzioni effettuate dai docenti possono servire solo per verificare se gli alunni hanno acquisito le competenze perseguite (abilità e correttezza del calcolo, correttezza ortografica e sintattica ecc.) ma non contribuiscono affatto a far maturare negli alunni la capacità di correggersi da soli.
Se è vero, come è vero, che l'obiettivo da perseguire consiste, non tanto nel far acquisire determinate conoscenze, quanto nel fare acquisire la capacità di imparare (imparare ad imparare), allora ciò che importa non sono le operazioni corrette ma l'acquisizione da parte degli alunni della capacità di calcolo e della capacità di correggersi da soli.
In tale prospettiva, la correzione effettuata dei docenti potrebbe assumere addirittura un significato negativo, in quanto colloca gli alunni in una posizione passiva: la correzione la fanno gli altri!
Imparare a correggersi da soli è invece l'obiettivo che attraverso la correzione occorre perseguire.
A tal fine può servire l’acquisizione della conoscenza degli strumenti di correzione.
Oggi più che mai risulta importante l'acquisizione di tale capacità, soprattutto in riferimento alla diffusione degli strumenti di calcolo automatizzati.
Evidentemente, assieme agli strumenti tecnologici di calcolo, occorre anche fare acquisire abilità mentali di calcolo anche approssimativo: in tale prospettiva occorre coltivare le abilità di calcolo orale più che quelle di calcolo scritto.
Al riguardo, è opportuno prendere consapevolezza che serve, non solo la tavola della moltiplicazione (Tavola Pitagorica) che vale anche per la divisione (operazioni inversa), ma anche la tavola dell’addizione che vale anche per l'operazione inversa della sottrazione.
In merito, è appena il caso di prendere atto che la Tavola dell’addizione è molto più semplice della tavola della moltiplicazione, perché consiste nelle somme dei numeri da 0 a 9:
0 + 1 = 0 ; 0 + 2 = 2 ; 0 + 3 = 3 … 1 + 1 = 2 ; 1 + 2 = 3 ; 1 + 3 = 4 ... … 9 + 9 = 18.
Considerando la proprietà commutativa, la Tavola dell’addizione si riduce alla metà:
2 + 3 = 5 (3 + 2 = 5); 8 + 9 = 17 ( 9 + 8 = 17)…
Per la sottrazione si utilizza la Tavola dell’addizione:
7 – 4 -> 4 + 1 + 1 + 1 ( 4 + 3) e cioè 7 – 4 = 3
Anche questa consapevolezza e queste abilità debbono essere acquisite dagli alunni in forma spedita, perché in tutti i processi di apprendimento così come in tutte le attività si richiede il possesso degli automatismi: automatismi di calcolo, automatismi relativi al camminare, saltare, correre…
La correzione ortografica
Una delle attività più consolidate nella scuola è quella della dettatura: i dettati.
I dettati hanno come obiettivo l'acquisizione delle capacità ortografiche: saper scrivere le parole, dalle più semplici alle più complesse.
Ma la dettatura è il compito più noioso della scuola, sia per i docenti che per gli alunni.
Possono essere evitati i compiti di dettatura?
Forse non completamente.
Comunque possono essere senz'altro ridotti ricorrendo ad altre strategie, ad altri compiti più motivanti.
Innanzitutto, la dettatura può essere utilizzata in situazioni significative, quali, ad esempio, l'assegno dei compiti da eseguire nella scuola e a casa. Il Diario può diventare il quaderno dei dettati! Evidentemente, il docente modula la dettatura delle indicazioni dei compiti da eseguire a seconda dei livelli di apprendimento degli alunni e delle difficoltà ortografiche, impiegando le parole più adatte (con le doppie, con i digrammi, con gli accenti ecc.).
Poi, la dettatura può essere sostituita dalle composizioni nelle loro varie forme[iii]: descrizioni, relazioni, resoconti, vere e proprie composizioni nelle quali siano presenti le competenze ortografiche da acquisire.
Resta il problema della correzione sia dei dettati che delle altre forme di scrittura sostitutiva.
Al riguardo riteniamo che uno strumento molto utile sia il correttore ortografico così come il correttore grammaticale del WORD.
Ormai gli alunni dovrebbero utilizzare i PC in forma ordinaria: non solo le relazioni, le descrizioni, gli appunti, ma anche le composizioni dovrebbero essere scritti col PC.
Attivando il correttore ortografico e l'eventuale correttore grammaticale che evidenzia gli errori, dà agli alunni uno strumento molto significativo ai fini dell'acquisizione della capacità di correggersi da soli.
D'altra parte, occorre anche mettere a disposizione degli alunni, sin dalle prime classi, anche dizionari cartacei da consultare per le correzioni e per le incertezze che dovessero nascere nel corso della scrittura: oggi si possono costruire dizionari personalizzati relativi ai termini conosciuti e utilizzati dalle classi e dai singoli alunni, da aggiornare continuamente stampandoli nel numero di copie corrispondente al numero degli alunni.
Evidentemente, per quanto attiene alle composizioni, la correzione riguarda, non solo l'ortografia e la grammatica (sintassi), ma anche non la struttura stessa delle composizioni, la loro ricchezza, la loro articolazione, la loro adeguatezza.
Ma questo è altro discorso che non mancheremo di affrontare.
Tuttavia, il problema della correzione merita ulteriori approfondimenti e può essere affrontato anche in forma cooperativa se i docenti si decideranno a collaborare, anche a distanza, mettendo a disposizione le loro esperienze per un confronto ed un arricchimento reciproco.
A riguardo, apriamo una apposito forum dal titolo Come correggere: ci auguriamo che moltissimi docenti descrivano le esperienze fatte per avviare e guidare i propri alunni alla correzione.
Abbiamo aperto un discorso. Speriamo che venga ripreso, ampliato, arricchito, approfondito.
gennaio 2004
[i] Facciamo riferimento alla nostra ripartizione degli obiettivi formativi
in atteggiamenti, capacità e conoscenze essenziali. In merito cfr.: Cresson, E., Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995; CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U., Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U., Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U., Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U., Obiettivi: come districarsi?; TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
[ii] In merito cfr.: FREINET C., Le mie tecniche, La Nuova Italia, Firenze, 1969; PETTINI A., Célestin Freinet e le sue tecniche, La Nuova Italia, Firenze, 1968; EYNARD R., C. Freinet e le tecniche cooperative, Armando, Roma, 1968.
[iii] In merito cfr. le indicazioni contenute nei Programmi didattici del 1985.
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