METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
INFORMATICA E DIDATTICA NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO E NELL’AMBIENTE SCOLASTICO di Gioconda Bottiglieri
Innovazione nella scuola primaria: l’introduzione delle nuove tecnologie multimediali nella scuola primaria
La situazione in cui opera la scuola in questi anni è radicalmente cambiata rispetto al passato, per la massiccia richiesta di formazione, per l’affermarsi del diritto allo studio, per l’estendersi delle conoscenze e per la conseguente necessità di accrescere continuamente le competenze professionali, la cultura, il sapere. Per effetto della nuova civiltà tecnologica, oggi è quanto mai sentita l’esigenza di una scuola nuova, rinnovata nella didattica, nei metodi, nei contenuti e nell’organizzazione. L’innovazione è favorita dalla collaborazione tra informatica e didattica nei processi di apprendimento e nell’ambiente scolastico, motivo per cui la classe, l’insegnante, la scuola oggi non possono assolutamente ignorare una comunicazione ricca di informazioni medializzate. Pertanto gli alunni necessitano di una nuova “alfabetizzazione culturale”[1]
Testi, suoni, immagini multimediali, lavagne luminose, CD, computer e apparecchiature varie sono validi strumenti di mediazione didattica che integrano il lavoro scolastico del docente e facilitano l’acquisizione dei saperi da parte degli alunni. Utilizzati per costruire percorsi di apprendimento aperti e flessibili, consentono agli alunni di procedere, da soli o in gruppo, in opportuni contesti formativi, all’acquisizione dei concetti. Attraverso le tecnologie multimediali è in corso l’attuazione della “Rivoluzione didattica”: l’alunno diventa protagonista e autore dei suoi processi di apprendimento e formazione perché è coinvolto nella progettazione e motivato nell’attività di ricerca.[2]
In questo modo è possibile che ogni alunno segua, con successo, l’itinerario formativo più rispondente alla proprie reali esigenze, ai propri tempi e modi di apprendere. Gli insegnanti, con l’uso appropriato di diversi programmi, possono approntare e promuovere monitorandolo, il percorso di apprendimento degli alunni, che deve facilitare il più possibile la comprensione. I percorsi di apprendimento gestiti dal computer propongono anche quelle attività che l’alunno è in grado di effettuare attraverso l’osservazione diretta, l’esplorazione ambientale, l’azione, la manipolazione di materiale concreto. In particolare la scuola primaria è il luogo elettivo per la multimedialità, c’è un’attenzione al suono, alle immagini, alla condivisione delle immagini, ma sopratutto una curiosità molto sviluppata. Non bisogna cancellare l’insegnamento tradizionale ma integrarlo con l’attività di ricerca (problem solving). L’insegnante del futuro dovrà quindi preparare gli alunni a gestire e organizzare l’enorme massa di informazioni, offerta dalle nuove tecnologie, e aiutare il bambino a formarsi pienamente.[3]
Vi è la possibilità di stimolare la funzione cognitiva, spaziale, esplorativa, manipolativa prevista dal curricolo didattico come obiettivi educativi e didattici generali. Ma attenzione anche all’interazione con gli altri bambini e alla comunicazione attraverso il linguaggio. L’insegnante deve essere in grado di mettere il computer al servizio della didattica delle singole discipline: l’uso della video scrittura offre la possibilità di controllare su video quanto viene scritto e di confrontare la corrispondenza con quanto si intendeva scrivere; nella vera e propria attività didattica della lingua italiana, delle scienze, della storia etc, il computer offre l’importante risorsa di documentazione e di consultazione di atlanti, dizionari multimediali, enciclopedie, riviste etc.[4] E ancora si pensi alle potenzialità educative offerte dalle vie telematiche, con la possibilità di consultare tutto il patrimonio culturale dell’umanità attraverso Internet.
Grazie a Internet le scuole, e le altre agenzie, sono più “vicine” fra loro: gli studenti collaborano a distanza, i genitori comunicano on-line con i docenti, esperti esterni portano il loro contributo di esperienza e conoscenza alle attività personalizzate di approfondimento.[5]
Sarà opportuno che l’insegnante progetti un itinerario didattico che ipotizzi i vari raccordi disciplinari, la possibilità di disporre del software specifico, di utilizzare lezioni frontali o attività di ricerca a piccoli gruppi, il tipo di verifica da predisporre, naturalmente in aderenza agli obiettivi da perseguire e alla flessibilità dei ritmi di apprendimento.
La scuola primaria prepara le basi cognitive, sociali, affettive e relazionali necessarie per una partecipazione consapevole alla vita culturale e sociale dell’individuo, rendendolo sempre più cosciente del rapporto che intercorre fra se stesso e un’enorme quantità di relazioni e scambi. I fondamenti essenziali a cui provvede la scuola primaria sono: l’acquisizione dei tipi di linguaggio, la padronanza dei concetti, la maturazione delle capacità di ricerca essenziali per conoscere il mondo umano, naturale e artificiale.[6]
Ruolo importante per raggiungere tali obiettivi è quello dell’insegnante, che con strategie adeguate deve coinvolgere gli alunni nel lavoro di gruppo, spronare all’aiuto reciproco favorendo l’iniziativa e la responsabilità personale, in un clima di serenità nella vita quotidiana della classe.
L’organizzazione didattica spetta agli insegnanti sia collegialmente che individualmente. In una programmazione si stabiliscono le modalità per conseguire gli obiettivi fissati nelle Indicazione nazionali, si prevede la possibilità di ampliamento dei percorsi formativi con l’inserimento di nuove attività, di nuovi strumenti di lavoro, di nuove strategie; l’insegnante sceglierà i percorsi e le procedure di intervento più idonei per lo svolgimento dell’attività didattica, assicurando i risultati formativi, qualunque sia l’itinerario metodologico scelto. Nei processi di apprendimento risulta molto utile la collaborazione tra informatica e didattica, estremamente favorevole all’innovazione, anche negli ambienti scolastici, nel momento in cui la classe, l’insegnante e la scuola si aprono a una comunicazione ricca di informazioni medializzate.[7]
La multimedialità favorisce la sintesi e obbliga a riorganizzare ambienti, modi e metodi di insegnamento e apprendimento. Dentro questo nuovo ambiente di lavoro è possibile definire “tematiche portanti”, le discipline che possono passare attraverso l’elaborazione elettronica, gli standard formativi validi per tutto il territorio nazionale, favorendo, in definitiva, anche attraverso l’uso di queste tecnologie, la crescita di una identità che coincida con i fini previsti dalle Indicazione nazionali.[8]
Il salto qualitativo della formazione multimediale è dato non solo dalla flessibilità della programmazione, ma anche dalla possibilità di instaurare un’efficace comunicazione a più livelli. La frequente interazione fra Indicazione nazionali, alunni e docenti permette a questi ultimi di monitorare quasi in tempo reale sia lo stato di avanzamento dell’intero percorso formativo sia il processo di acquisizione delle conoscenze da parte di ogni singolo alunno. Questo consente la valutazione in itinere dei percorsi di apprendimento degli alunni, permettendo di modificare, rinforzare e modellare l’intervento formativo alle esigenze di ciascun alunno, esigenze che giornalmente possono essere rilevate dalle discussioni che si sviluppano sul messaggio appreso.[9]
Attraverso le tecnologie multimediali l’alunno è protagonista dei processi di apprendimento e autore del suo processo di formazione, trasformando le informazioni ricevute in una pluralità di input per meglio organizzare e collegare le diverse discipline e l’opera dell’insegnante sarà sempre più quella di motivare, di stimolare gli alunni e di coinvolgerli nella progettazione dell’attività di ricerca, oltre che in quella di verifica dei risultati conseguiti. Già oggi gli alunni cominciano a sfruttare i vantaggi delle nuove possibilità formative e di comunicazione offerte dalle tecnologie multimediali.
L’apprendimento computerizzato favorisce enormemente l’intuizione, che si verifica ad esempio quando un problema viene risolto dal soggetto con una rapida intuizione (insight) che gli permette di afferrare contemporaneamente tutti i dati dal problema. Anche attivare la memoria con le tecniche multimediali è quasi automatico. I dati vengono fissati nella mente, conservati in attesa di essere utilizzati, subiscono delle modificazioni nel processo di consolidamento e come atto finale vengono rievocati perché riprodotti o ricordati spontaneamente.[10]
Tali tecnologie offriranno sempre più un contributo decisivo, essenziale, insostituibile per il processo di formazione nell’ambito scolastico, assicurando l’efficienza dell’azione didattica nei confronti di tutti gli alunni, sia di quelli meno dotati che di quelli più dotati, consentendo loro di seguire con successo gli itinerari formativi più rispondenti alle proprie reali esigenze, ai propri livelli, ai propri tempi, ai propri modi di apprendimento.
Antinucci F., Con il computer nelle scuole stimolando si impara, Telema, 1999.
Herz J. C., Il popolo del joystick, Feltrinelli, 1998.
Laeng M., I nuovi programmi didattici della scuola elementare, Giunti e Lisciani, 1986.
Maragliano R., Nuovo manuale di didattica multimediale, Editice Laterza, 2000.
Notti A. M., La valutazione della scuola dell’autonomia, Edisud, 2000.
Papart S., I bambini e il computer, Rizzoli, 1994.
Richmond K. W., La rivoluzione nell’insegnamento, Armando Editore, 1985.
Rivista Tuttoscuola, n. 391, anno 1999/2000
Vanni A., La didattica dell’informatica, Edisud, 1987.
29 aprile 2004
[1] Laeng M., I nuovi programmi didattici della scuola elementare, Giunti e Lisciani, Firenze, 1986.
[2] Rivista Tuttoscuola, n. 391, anno 1999/2000
[3] Papert S., I bambini e il computer, Rizzoli, Milano,1994.
[4] Antinucci F., Con il computer nelle scuole stimolando si impara, Telema, 1999.
[5] Herz J. C., Il popolo del joystick, Feltrinelli, Milano,1998.
[6] Richmond K. W., La rivoluzione nell’insegnamento, Armando, roma, 1985.
[7] Vanni A., La didattica dell’informatica, Edisud, Salerno, 1987.
[8] Maragliano R., Nuovo manuale di didattica multimediale, Laterza, Bari-Roma, 2000.
[9] Notti A. M., La valutazione della scuola dell’autonomia, Edisud, Salerno, 2000.
[10] Rivista Tuttoscuola, n. 391, anno 1999/2000.