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METODOLOGIE E TECNOLOGIE

 

LA FAD A CHIETI (2001/2004): RIFLESSIONE, PROGETTUALITA’, ESPERIENZA di Franco Blezza

 (Facoltà di Scienze Sociali – Università “G. d’Annunzio” – Chieti)

 

  

L’Università “Gabriele d’Annunzio”, il campus universitario e la città di Chieti

L’Università di Chieti, intitolata a Gabriele d’Annunzio, è stata istituita nel 1965 come “Libera Università”, ed è stata statalizzata  dal 1982. Il rettorato, le segreterie, gli uffici amministrativi, le strutture sanitarie e il grosso delle Facoltà e dell’offerta didattica sono concentrati del campus sito in località “Madonna delle Piane” a Chieti Scalo, costruito in più lotti a partire dagli anni ’60. Nella vicina Pescara, nel frattempo, hanno trovato sede le Facoltà di Economia e Commercio e di Architettura; talune attività didattiche e di ricerca, inoltre, erano state decentrate in località delle due province (Lanciano, Torre dei Passeri, Torrevecchia Teatina, Vasto) ed ulteriori decentramenti sono stati messi allo studio negli ultimi anni.

Nel 2001/02, l’ateneo teatino annoverava 21.793 iscritti (per circa 2/3 femmine); la Facoltà di Lettere e Filosofia, con i suoi 4.534 iscritti, era la più numerosa tra quelle ospitate nel campus, di poco inferiore solo ad Economia e Commercio. Del resto, Chieti ospitava la gran parte degli studenti pur essendo una cittadina di poco più di 50.000 abitanti.

Va tenuta attentamente presente, fra l’altro, la particolare conformazione territoriale della regione Abruzzo, fortemente montuosa e con la popolazione ampiamente diluita. A questi problemi corrisponde una fondamentale inadeguatezza dei collegamenti ferroviarii, tutti risalente all’Ottocento e non sostanzialmente modificati, salvo che sulla linea costiera, rispetto alla quale Chieti è discosta. La linea ferroviaria Pescara-Roma, in particolare, è stata completata nel tratto Sulmona-Roma nel 1889, mentre il tratto Pescara (già Castellammare Adriatico) – Sulmona, parte della linea diretta a Napoli che passa per Chieti, è di costruzione ancora precedente; essa è tutt’ora a binario unico; questa linea passa relativamente vicino al campus, ma i lavori per istituire una fermata in corrispondenza, rispetto alla stazione ferroviaria di Chieti Scalo che è relativamente distante, sono ancora oggi allo stato di progetto.

Fattori contestuali come questi rendevano assai più gravi i problemi di frequenza che si registrano in tutte le sedi accademiche italiane presso le Facoltà di Scienze dell’Uomo e della Cultura, che sono ben noti, come il complesso delle numerose e diversificate cause, e come il complesso delle conseguenze negative circa le effettive possibilità degli studenti di fruire di quanto l’Università ha da offrire.

La risposta a questi problemi è stata data, in un numero di casi crescente e che in alcune sedi tende a generalizzarsi, in termini di numero programmato. Questa metodica di linitazione degli accessi può essere riferita al mercato del lavoro, per lo meno nei casi nei quali vi sia una corrispondenza operazionalizzabile tra i titoli di studio e determinate professioni strutturate o, meglio, ordinate; oppure a limiti ben precisi delle strutture  accademiche, in tutti i casi, Ma una tale limitazione degli accessi, operante da anni in particolare nella Facoltà di Medicina e Chirurgia, non è mai stata adottata nella Facoltà di Lettere e Filosofia teatina, neppure nell’unico corso corrispondente ad una professione ordinata vale a dire il D.U., poi laurea triennale, in Servizio Sociale.

Comunque, era politica di tutto l’Ateneo un investimento potente nelle nuove tecnologie per la formazione a distanza e per la differenziazione dell’offerta didattica. L’Università “d’Annunzio” aveva da anni in alta cura il sito Internet, presso il quale erano già allora (e da tempo) disponibili molti servizi agli studenti, tra i quali cospicui materiali on-Line provenienti da tutte le Facoltà e di diversa tipologia mediatica. Essa inoltre, non aderendo al Consorzio Nettuno, aveva stipulato una convenzione con i Network regionali “Telemare” e “Rete 8” per la trasmissione di lezioni televisive. Ed ancora, aveva in corso di rafforzamento delle strutture specifiche per l’E-Learning presso il Palazzo dei Baroni, nel vicino paese di Torrevecchia Teatina, sede del centro di ricerca C.Edu.C. (Continuing Education Center) e di varie altre iniziative di ricerca e di didattica, compreso il Dottorato d’Ateneo in E-Learning Developement and Delivery.

 

I precedenti immediati (a.a. 2001/2002)

Nel quadro del potenziamento dell’offerta didattica, e della sua migliore articolazione anche con riferimento ai settori di ricerca di pertinenza diversificata, la Facoltà di Lettere e Filosofia deliberava per l’a.a. 2001/2002 ogni disponibilità per favorire la nascita di una nuova Facoltà di Scienze Sociali. Da questa Facoltà lo scrivente è stato chiamato il 1° novembre di quello stesso anno.

La nuova Facoltà è stata fondata il 6 febbraio 2002 per autonoma decisione di sette strutturati (cinque docenti, i proff. Fornaro, Cascavilla, Tuozzolo, Sciarra che venne eletto Preside e il sottoscritto, e i due ricercatori dott. Spedicato e Perrucci) con l’offerta didattica di due corsi di laurea nuovo ordinamento, secondo la legge la legge 370 del 19/X/99: Servizio Sociale, trasformazione del preesistente D.U. avente la nota storia dei corsi di formazione iniziale degli Assistenti Sociali, e Sociologia di nuova istituzione, anch’essi precedentemente riferiti alla Facoltà di Lettere e Filosofia.

Nello stesso anno accademico, e per vie e con motivazioni largamente analoghe, anche le altre due Facoltà ad alto numero di iscritti gemmavano altrettante Facoltà: da Medicina e Chirurgia si staccava Scienze dell’Educazione Motoria, e da Economia e Commercio Scienze Managerali, portando il numero complessivo delle Facoltà dell’Ud’A nelle due sedi ad undici.

Il ricorso a strumenti della formazione a distanza era quindi nei fatti, come convergenza delle risorse già al tempo attivate da quell’Ateneo, e come risposta alla ridotta frequenza da parte degli studenti, specialmente delle Facoltà di lettere e Filosofia ed ora di Scienze Sociali.

Il problema era particolarmente acuto in corrispondenza del corso di laurea in Servizio Sociale il quale, oltre a non applicare il numero programmato per precisa scelta preesistente e più volte riconfermata, era fatto oggetto di una richiesta cospicua di riconversione di crediti formativi, nella prima applicazione della nuova disciplina dei titoli accademici secondo la citata legge 370/99, da parte di Assistenti Sociali iscritti all’ordine e in servizio in quanto tali, una richiesta che si è ritenuto deontologico onorare in modo sostanziale. All’accesso a tale operazione di riconversione sono state ammesse le figure professionali già in possesso di diploma di Assistente Sociale rilasciato dalle Scuole Dirette ai Fini Speciali dell’Università o di Diploma Universitario in Servizio Sociale, ma anche di un Diploma di Assistente Sociale di altra tipologia, nei confronti del quale fosse già intervenuta la convalida universitaria, ai sensi della vigente normativa, in particolare dagli aventi titolo ai sensi del D.P.R. 14/1987, che fossero comunque in possesso anche di Diploma di Scuola Secondaria Superiore secondo i requisiti di Legge.

Per tutti questi soggetti, già in regola con i requisiti per l’accesso all’Ordine Professionale e fossero già in servizio in quanto tali, fu subito presa in esame la possibilità di una alternativa on-Line rispetto alla offerta didattica tradizionale, nel quadro di un’operazione che si configurava de facto come un’offerta didattica comunque diversificata. Questo, da un lato, tendeva ad agevolare quanti fossero nell’impossibilità materiale di frequentare e, dall’altro, si coniugava con la previsione di una disciplina che consentisse un esonero adeguatamente regolato e condizionato dal Tirocinio sulle materie professionali.

A questo specifico fine, la prima risposta impegnò tutti i docenti (strutturati e non). Essa si tradusse nel fornire in rete in modo testo materiali didattici, Test di autovalutazione, e bibliografie per tutti i corsi attivati. Si previdero, peraltro, anche lezioni orali dei docenti, e tutto quanto servisse a consentire il completamento dei previsti 180 C.F.U.: questo costituiva: il massimo consentito, tenuto conto anche dei limitati tempi disponibili e delle vicende evolutive della struttura accademica. Non si nasconde che la procedura di ricostruzione del curriculum in termini di C.F.U., anche se erano state stabilite delle norme generali piuttosto chiare e rigide, ha comportato un impegno pesante a causa di una tipologia molto diversificata nei decenni dei titoli presentati per la riconversione.

Ma altri materiali in rete, anche di tipologia più evoluta e con ricorso ad più medialità, furono resi disponibili sia per gli studenti del medesimo corso di laurea, sia per gli studenti del corso parallelo in Sociologia, come veniva già fatto un po’ in tutte le Facoltà.

L’accesso a tutti questi materiali era assolutamente libero: questo fece registrate un notevole successo, e un alto numero di accessi e di Download anche da parte di studenti di altri atenei o di persone comunque interessate.

 

Per un impiego didattico più pieno delle risorse della rete

Ovviamente, non sfuggiva a nessuno (né in Facoltà, né in Ateneo) che la modalità puramente testuale costituiva solo una risorsa di ordine pratico, che non consentiva di sfruttare che in minima parte le enormi potenzialità della didattica on-Line, come ad esempio quelle riferite all’interattività, alla multimedialità, alla modularità, alla gestibilità da parte dello studente-utente, e a tutto quanto da anni è studiato e codificato nei testi di tecnologia didattiche ed educazionali.

Per questo si costituì un Commissione d’Ateneo competente per tutto quanto fosse comunque pertinente alla Formazione a Distanza con l’impiego delle nuove tecnologie, presieduta dal pro-rettore Fabio Capani e composta da un rappresentante per ciascuna delle 11 Facoltà. In quest’ambito, si studiò uno Standard di Ateneo per la didattica on-Line, a valere anche come base per le previste evoluzioni successive.

Vennero stanziati, nel bilancio 2002, 200 milioni di lire complessivi per applicare questo Standard in non più di quattro corsi, onde poter offrire a tutto l’Ateneo i risultati di una prima e significativa sperimentazione. La scelta cadde prioritariamente su corsi che fossero post-lauream, comprendendo in questo novero anche quelli di riconversione creditizia riservati a chi fosse già in possesso di un titolo equipollente all’accademico D.U.

Il progetto relativo alla seconda tornata di riconversione crediti per Servizio Sociale, stilato dallo scrivente ed approvato dalla Facoltà, prevedeva l’espressione da parte di strutturati e la messa in rete di corsi completi per l’equivalente di 16 C.F.U. nella aree Metodologica, Sociologica, Psicologica e Pedagogica, nonché di un ammontare congruo di didattica on Line di materie professionali da parte di non strutturati. Questo progetto è stato tra i quattro ammessi al finanziamento sopra descritto dalla competente commissione di Ateneo, rispetto ai 21 presentati.

Solo a questo punto venne fissato il numero programmato degli iscritti a cinquecento unità, senza previsione di un esame d’ammissione, bensì stabilendo l’accoglimento delle domande in ordine cronologico d'iscrizione. La previsione si sarebbe rivelata “virtuale”, in quanto quel numero non fu raggiunto, neppure con le numerose proroghe dei termini di scadenza fissati originariamente.

Assieme a questo progetto, ne vennero accolti altri due di riconversioni creditizie: quello relativo alle Scienze Infermieristiche (Facoltà di Medicina e Chirurgia), e quello relativo a Scienze Motorie (Facoltà di Scienze dell’Educazione Motoria, anch’essa di nuova fondazione, come si è detto).

Ha completato il quadro il progetto relativo al Corso di perfezionamento postuniversitario (D.P.R. n. 162 del 10 marzo 1982) “Ecoscape - Valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico” proposto dalla Facoltà di Architettura, che avrebbe costituito di fatto la sperimentazione più autorevole e più ricca di indicazioni generali per il futuro.

Mentre i primi tre progetti si presentavano come un raccordo tra la preesistente disciplina e la nuova per l’accesso a professioni ben strutturate e riconoscibili, due delle quali ordinate, varrà la pena di dedicare qualche parola al quarto. Quel corso in E-Learning era mirato alla formazione della figura professionale di “Esperto in valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico”, che assumeva come sfondo la domanda di nuove competenze in materia di paesaggio conseguenti all’adozione delle proposte della Conferenza Europea sul Paesaggio 2000 e dell’Accordo Stato-Regioni del 19 aprile 2001. Esso constava in 12 crediti formativi universitari, ed era rivolto a partecipanti già in possesso di laurea in Architettura, Ingegneria o titoli universitari equivalenti. Le lezioni on-Line hanno avuto inizio nel II semestre dell’anno accademico 2003-2004. Gli esami finali necessari al conseguimento del titolo sono stati effettuati a partire dalla sessione estiva 2004.

 

La didattica on Line dell’Ateneo “d’Annunzio” (a.a. 2002/2003)

Il primo standard d’Ateneo

L’esperienza compiuta dall’ateneo teatino negli anni aveva portato a considerare Internet come una risorsa e un’occasione in più e non un semplice mezzo per la diffusione di informazioni, come pure era avvenuto in particolare per i materiali in modo testo, sfruttando le enormi possibilità che essa offriva sotto il profilo quantitativo.

Di conseguenza, anche l’insegnamento on-Line è risultato rappresentare un modo nuovo di fare lezione. Il problema si spostava sul come svolgere effettivamente un insegnamento on-Line che fosse qualitativamente differente, attraverso un adeguato sfruttamento delle risorse peculiari: e questo è anche un problema specificamente pedagogico.

L’attenzione va immediatamente sul fatto che, con l’insegnamento on-Line più direttamente e necessariamente che non con altre forme di didassi, il discente è chiamato ad esercitare la prassi su sé stesso, senza alcun residuo, con la ricollocazione del ruolo e delle funzioni del docente su un altro livello, un livello di mediazione tra quella prassi, da un lato, e tutto quanto è teoria, norma, programma, cultura, sapere, ricerca, processualità, dall’altro. Il docente ritrova, quindi, una sua professionalità sul “piano di mezzo”, sul piano che noi riconosciamo essere quello che si chiama con proprietà della “mediazione pedagogica”; e lo studente, vero e proprio utente della didassi, è sottratto ad ogni e qualsivoglia eventualità di essere ridotto a “materia prima” per un prassi didattica che abbia in altri il soggetto, l’autore, l’operatore pratico.

La funzione del docente si ridefinisce con un’altra locuzione e un’altra strumentalità concettuale che ci è familiare, quella di “relazione d’aiuto”. Questa, come noto, ha avuto origine nella Psicologia Clinica, ed è attualmente coltivata presso gli Assistenti Sociali e i Pedagogisti di professione come modalità di esercizio.

L’avviso convergente dei docenti impegnati nella commissione d’Ateneo e nelle Facoltà e nei Corsi di Laurea comunque interessati alla F.a.D., fu che un efficace corso on Line dovesse presentare le seguenti caratteristiche minimali:

 

a)                       la multimedialità, che integrasse ad un impiego dell’immagine comunque congruo alla disciplina insegnata la voce del docente;

b)                      una piena fruibilità da parte dello studente delle singole lezioni (variamente considerate: unità didattiche, Learning Objects, trattazioni tematiche, …), anche nel senso di accessibilità diretta a ciascuna di esse:

c)                       la piena modularità del corso;

d)                      la possibilità di autovalutazione in corrispondenza di ogni unità didattica, nonché la possibilità di approfondimenti;

e)                      la fornitura comunque anche di congrui materiali originali in modo testo;

f)                        la fruibilità anche da parte di studenti in possesso della sola connessione analogica, e quindi la relativa “leggerezza” dei materiali in scarico, nonché la limitata durata delle lezioni che richiedessero la fruizione on Line; questa esigenza si coniuga bene con quella di limitare la durata di ciascuna unità elementare d’insegnamento in misura compatibile con l’alta attenzione richiesta

 

La fornitura di materiali on Line, che nelle precedenti esperienze di ateneo poteva essere episodica o comunque ristretta ad alcuni campi e settori di approfondimento o di particolare interesse, doveva comunque riguardare corsi interi, senza residui.

Lo studente-utente doveva essere messo in grado, anche con ogni aiuto da parte dei docenti, di programmare il proprio impegno secondo le proprie condizioni contestuali, e di individuare, fin dall’inizio del corso, una ragionevole previsione di date e tempi di svolgimento attraverso un’apposita agenda on-Line con cui gestisce il proprio ritmo di studio, contenuti e prove di valutazione.

Poi, anche attraverso un testo scritto, lo studente avrebbe completato l’apprendimento; ed ancora, attraverso appositi Test, avrebbe valutato il livello di comprensione della lezione.

Oltre a queste attività, dette “asincrone” (che possono cioè essere svolte senza interazione tra le parti), si sono state previste anche alcune attività “sincrone”, che prevedono cioè l’interazione tra studente e docente: sono stati sperimentati strumenti come la videoconferenza, la videochat, la cosiddetta “aula virtuale” in cui ci si incontra su appuntamento, oltre alla comunicazione per posta elettronica, per SMS ed, ovviamente, alla normale comunicazione telefonica.

Tra queste attività “sincrone”, da svolgersi insieme al docente (e “in diretta”, per così dire), vi erano quelle rientranti nella tipologia “di laboratorio”, che invece avrebbero potuto essere svolte solo on-Line o con frequenza fisica di un Workshop; e quelle di Tirocinio là dove non fosse intervenuto un esonero normato per chi già lavorasse nello specifico, come si è accennato.

 Il tutto sarebbe stato infine coronato dall’esame, necessariamente in presenza, per il quale non si prevedeva una scelta obbligata, od una alternativa esclusiva, tra le prove scritte, quelle mediante Test, e la prova orale più tradizionale, una vera e propria discussione faccia a faccia: ferma restando la finalità di una misurazione sommativa e d’uscita del lavoro svolto in rete

Lo studente, ancora, ha sempre a disposizione il Web Call Center dell’Ateneo per ogni servizio utile (tra cui assistenza tecnica, rilascio di certificati, servizio antivirus ecc.). Ancora, egli è stato assistito da Tutors on-Line, anche appositamente formati dall’Università attraverso incontri frontali, lezioni on-Line e Stage presso aziende del settore ICT (Information and Communication Technology), con i quali egli ha potuto interagire attraverso Chat, Forum ed E-mail.

Dopo attento studio, e considerate diverse tipologie di Software, la scelta per la produzione del materiale didattico on-Line è caduta per l’a.a. 2002/2003 (e quindi per i primi quattro corsi finanziati) sul Software Microsoft Producer, allora disponibile nella prima Release. Esso presentava, tra i numerosi pregi, quello di essere pienamente integrato con il pacchetto Office, e di essere Freeware; tra i limiti, richiedeva sia il sistema operativo Windows sia il pacchetto Office minimo nella versione XP, e quindi processori che fossero di versione adeguatamente aggiornata.

Nell’impiego che divenne quello più comune, questo programma consentiva di produrre lezioni in formato HTML integrando diapositive MS Power Point dalle dimensioni rinormalizzabili con la voce del docente registrata in formato *.wav; ma erano possibili numerose altre combinazioni dei due Media immagine-sonoro. L’interfaccia era impostata in modo tale da poter essere impiegata estremamente user-friendly, sia per il docente che allestiva il corso che per lo studente che ne fruiva on-Line.

Per quel che riguarda i Test di autovalutazione, si sperimentavano diversi Software (il particolare il cosiddetto Quiz Faber), ma senza che nessuno soddisfacesse appieno le esigenze; per cui si è ripiegato sulla consueta scrittura MS Word.

Gli argomenti di tutte le lezioni si avevano a video come indice, e la modularità e la fruibilità on demand erano pieni.

Si stabiliva che la durata ottimale per ciascuna lezione fosse indicabile in 15 minuti circa, e che ad ogni C.F.U. corrispondessero circa 10 lezioni.

Ogni docente era impegnato ad offrire:

 

il prodotto in HTML, nonché i singoli componenti (vale a dire la voce in formato *.wav, le diapositive Power Point, e il progetto Producer) lezione per lezione, anche per l’eventuale riprocessamento da parte dei tecnici prima della messa in rete;

                                     I.      una dispensa in modo testo, completa nel programma del corso, e suddivisa in lezioni come per il materiale multimediale di cui al punto precedente;

                                   II.      un questionario di autovalutazione preferibilmente con test a scelta multipla, anche in questo caso lezione per lezione:

                                III.      una bibliografia d’approfondimento lezione per lezione;

                                IV.      le necessarie indicazioni generali iniziali;

                                  V.      una bibliografia generale finale.

 

Ogni docente era inoltre impegnato per l’assistenza studenti, nelle varie forme e medianità cui si è accennato, per gli esami e per ogni altro compito d’ufficio. Allo scopo di agevolare quegli studenti on-Line, che avevano oggettive difficoltà di frequenza e di raggiungimento della sede universitaria per ogni necessità non onorabile a distanza, si prevedevano sia l’accesso diretto on Line al docente, sia l’istituzione di seminari intensivi in alcuni Week End nel corso dell’anno.

Per il primo servizio si sono attivati gli indirizzi accademici di posta elettronica di ogni singolo docente, e  si sono sperimentate le diverse modalità interattive.

Per il secondo, si sono messi allo studio la fruibilità specifica tanto delle strutture nel Campus centrale, quanto quella di Palazzo dei Baroni a Torrevecchia Teatina.

L’esperienza si è chiusa, in particolare, con un bilancio di 139 laureati in Scienze Infermieristiche e in Scienze Motorie, studenti che avevano conseguito in precedenza diplomi da infermiere o il D.U. dell’ISEF. Si tenga presente che l’esperienza della Laurea on-Line in Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano, molto reclamizzata nei Media, ha consentito ai primi studenti di laurearsi solo nel luglio del 2003.

 

La riconversione crediti di Servizio Sociale – Seconda tornata

Per il progetto finanziato di riconversione crediti on Line nell’ambito del corso di laurea in Servizio Sociale, i docenti strutturati sono stati chiamati ad allestire secondo gli Standard prefissati i materiali on Line relativi ai corsi seguenti:

 

Ø      Metodologia delle Scienze Sociali (4 C.F.U.);

Ø      Sociologia (2 C.F.U.)

Ø      Psicopedagogia dell’educazione (6 C.F.U.)

Ø      Criminologia (2 C.F.U.)

Ø      Lingua inglese (2 C.F.U.).

 

Inoltre, si sono acquisiti analoghi materiali da parte di tre docenti non strutturati, relativi alla materia professionale e ad alcuni settori di approfondimento.

Per quel che riguarda, in particolare, il corso di Psicopedagogia dell’Educazione affidato allo scrivente, esso è risultato composto da 60 lezioni di una durata complessiva di 14h 40m, di una dispensa di quasi 900 Kbyte complessivi divisa per parti e per lezioni, nonché dei materiali di autovalutazione, di bibliografia specifica, di bibliografia generale e di indirizzo, come previsto dal progetto.

A titolo d’esempio, trattandosi del corso più ampio e completo, e per meglio illustrare il concetto di unità-base della didassi esplicata da concretizzarsi in una lezione, se ne fornisce di seguito l’articolazione, lezione per lezione:

 

Prof. F, Blezza

 

 

PSICOPEDAGOGIA DELL'EDUCAZIONE FAMILIARE

Sezione/

Subdirectory

File HTML Starter avvio della lezione

Titolo della lezione

Argomenti della lezione

 

 

 

 

Introduzione generale

1 Obiettivi.htm

Obiettivi

Obiettivi formativi del corso. Un nuovo campo di studio

 

2 Formazione.htm

Il ruolo della Psicopedagogia dell’Educazione familiare

Cultura generale, e formazione iniziale, dell’Assistente Sociale come professionista

 

3 Programma.htm

Programma

Programma del corso / Sintetica presentazione del docente

 

4 Testi.htm

I testi

I due volumi e la dispensa indicati per uil corso

 

5 Scansione.htm

Scansione

Le tre (o sei) parti del corso

 

 

 

 

Fromm

1Fromm.htm

Erich Fromm

Erich Fromm: primi elementi biografici. Il contesto di riferimento: la Scuola di Francoforte e la Kritische Theorie. La Psicanalisi come strumento delle Scienze Sociali

 

2Fromm.htm

L'arte di amare

Presentazione del classico L’arte di amare, e Parte I

 

3Fromm.htm

II - La teoria dell'amore

1 - L’amore come risposta al problema di fondo della solitudine umana

 

4Fromm.htm

II - La teoria dell'amore (seguito)

2 – L’amore tra i genitori e il bambino

 

5Fromm.htm

II - La teoria dell'amore (conclusione)

3 – Gli oggetti d’amore

 

6Fromm.htm

III – L’amore e la sua disintegrazione nella società contemporanea

Contestualizzazione storica e culturale . La società occidentale contemporanea

 

7Fromm.htm

III – L’amore e la sua disintegrazione nella società contemporanea (seguito)

Offerta di casistiche – L’abduzione

 

8Fromm.htm

IV – La pratica dell’amore

Le premesse per una pratica dell’amore compiuto

 

 

 

 

Libro X-I

1 BlezzaI.htm

Pedagogia della vita quotidiana

Presentazione generale del testo

 

2 BlezzaI.htm

Presentazione

Alcune avvertenze preliminari, non solo formule di rito

 

3 BlezzaI.htm

Contestualizzazione storica

In quale secolo, e in quale periodo, stiamo vivendo

 

4 BlezzaI.htm

Lo spirito borghese (Bürgergeist)

Quale modo di pensare si è reso egemone nell’Evo trascorso, con un investimento educativo potentissimo

 

5 BlezzaI.htm

La famiglia “nucleare” la coppia “a sovrapposizione”

La famiglia e la coppia dei due secoli trascorsi

 

6 BlezzaI.htm

Contro i giustificazionismi psicologici

Il piano della natura e, sopra, il piano della cultura

 

7 BlezzaI.htm

Un contributo dalla Polemologia

Che cosa può essere maschile

 

8 BlezzaI.htm

I paradigmi alternativi

La coppia “ad intersezione” e la famiglia “poli-nucleare”

 

9 BlezzaI.htm

Prime indicazioni, primi suggerimenti

Avvio all’esercizio professionale in materia di Pedagogia della famiglia

 

 

 

 

Libro X-II

1 BlezzaII.htm

I generi nella difficile transizione corrente

Violenza di genere, violenza nella coppia, professionalità

 

2 BlezzaII.htm

Programma Programmazione, Curriculum

Dalla Pedagogia scolastica alla Pedagogia professionale

 

3 BlezzaII.htm

L’interlocuzione Pedagogica - Generalità

Una tecnica, e un paradigma di relazione d’aiuto

 

4 BlezzaII.htm

L’Interlocuzione Pedagogica – Prima parte

La problematizzazione e l’aiuto a problematizzare

 

5 BlezzaII.htm

L’Interlocuzione Pedagogica – Seconda parte

Dialogo, inter-locuzione, clinica

 

6 BlezzaII.htm

L’Interlocuzione Pedagogica – Terza parte

Il Setting .- Il problema della documentazione

 

7 BlezzaII.htm

L’Interlocuzione Pedagogica – Quarta parte

Le “visioni in gioco” – Gli imperativi

 

8 BlezzaII.htm

L’Interlocuzione Pedagogica – Quinta parte

Destinatario la “persona” e l’indicazione dell’“apertura”

 

9 BlezzaII.htm

L'Interlocuzione Pedagogica - Sesta parte

I tanti modi di manifestarsi della “non apertura”

 

10 BlezzaII.htm

L'Interlocuzione Pedagogica - Settima parte

Il ricorso alla Einfühlung e il reindirizzamento

 

11 BlezzaII.htm

L'Interlocuzione Pedagogica - Ottava parte

Sintesi e completamento dell’esposizione

 

12 BlezzaII.htm

Verso l’esemplificazione

Fonti artistiche ed esperienza fatta

 

 

 

 

Libro X-III

1 BlezzaIII.htm

Lo studio e il trattamento pedagogico di casi

Generalità, e la casistica del “don Giovanni” al maschile

 

2 BlezzaIII.htm

La casistica del “don Giovanni” al femminile

La casistica del “don Giovanni” al femminile

 

3 BlezzaIII.htm

Le madri “latine”

Maternità e non indipendenza dei figli

 

4 BlezzaIII.htm

Madri latine

Alcuni casi clinici

 

5 BlezzaIII.htm

Mogli – Casi clinici

La Partnership come investimento

 

6 BlezzaIII.htm

Insuccessi “latini” al femminile

La donna del “figlio latino” e le sue traversie

 

7 BlezzaIII.htm

L’affidabilità e l’“affidabilità”

Una forma di copertura dei fallimenti di coppia, e lo studio di un caso molto particolare

 

8 BlezzaIII.htm

Alcune osservazioni di carattere generale

Un confronto con la Medicina e con la Psicoterapia

 

9 BlezzaIII.htm

Studi pedagogici

Due riferimenti letterari, ed altro

 

10 BlezzaIII.htm

Due casi clinici

Lo studio dei casi di Giordano e di Ludovico

 

11 BlezzaIII.htm

I tanti problemi della famiglia oggi