METODOLOGIE E TECNOLOGIE

Unità di apprendimento come confluenza di  saperi di Laura Alberico

Negli ultimi anni si è passati dalle unità didattiche alle unità di apprendimento. Le prime erano incentrate sull’insegnamento e quindi sul trasferimento di conoscenze dal docente agli alunni, un percorso univoco e rigido che poneva in primo piano le attività proprie degli insegnanti con i relativi metodi e contenuti specifici disciplinari, i quali rimanevano sempre nell’ambito ristretto della programmazione singola dei docenti. Questi itinerari erano quasi sempre paralleli, il loro svolgimento era mirato esclusivamente al raggiungimento degli obiettivi specifici di ogni singola materia di studio. Con le unità di apprendimento si è verificata una specie di rivoluzione copernicana, non più il docente al centro del processo educativo ma l’alunno con le proprie potenzialità, i propri interessi. Per questo motivo l’attività educativa si è necessariamente adattata e modellata su un tipo di insegnamento individualizzato e personalizzato. Uno scenario multiforme nel quale l’apprendimento e le sue dinamiche si sono trovati a rivestire un posto privilegiato ma anche più impegnativo per i docenti. Il tecnicismo didattico ha cambiato pian piano il suo linguaggio diventando flessibile ai vari contesti educativi in cui le “educazioni” hanno consentito una sorta di “osmosi” cognitiva, un passaggio e uno scambio di informazioni e conoscenze che hanno trovato una propria definizione e collocazione nell’ambito più generale della crescita integrale della personalità di ogni alunno. I percorsi paralleli di cui sopra sono diventati corsi d’acqua confluenti tutti in un bacino più ampio nel quale le pietre miliari di ogni insegnamento  (obiettivi, metodi, contenuti, valutazione) si sono integrati a vicenda promuovendo  conoscenze, abilità e competenze  non più settoriali ma di più ampio respiro. L’unità di apprendimento si inserisce nel piano organizzativo dell’autonomia di ogni singolo istituto e ne rappresenta il valore educativo inteso come costruzione del tessuto sociale in cui le risorse ( insegnanti, alunni, territorio) si attivano in sinergia per una didattica orientativa intesa come formazione che consenta ad ogni alunno di assumere scelte autonome e consapevoli per il futuro. “E’ compito esclusivo di ogni scuola autonoma e dei docenti, nel concreto della propria storia e del proprio territorio, assumersi la libertà di mediare, interpretare, ordinare, distribuire ed organizzare gli obiettivi specifici di apprendimento negli obiettivi formativi, nei contenuti, nei metodi e nelle verifiche delle Unità di Apprendimento, considerando, da un lato le capacità complessive di ogni fanciullo che devono essere sviluppate al massimo grado possibile e, dall’altro, le teorie pedagogiche e le pratiche didattiche più adatte a trasformarle in competenze personali. Allo stesso tempo, tuttavia, è compito esclusivo di ogni scuola autonoma e dei docenti assumersi la responsabilità di “rendere conto” delle scelte fatte e di porre gli allievi, le famiglie e il territorio nella condizione di conoscerle e di condividerle” ( U. Tenuta ).