METODOLOGIE E TECNOLOGIE

STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER NUOVI BISOGNI FORMATIVI
di Daniela Maria Graziano

Non scholae, sed vitae discimus Seneca

La società attuale in continua evoluzione impone alla scuola l’esigenza di radicali trasformazioni nel campo dei saperi e delle metodologie didattiche per mettere in atto strategie di intervento concrete e più adeguate alle abilità e alle capacità di ciascun alunno e al contesto socio-culturale di provenienza.

<<Il traguardo finale può ritenersi raggiunto se le conoscenze disciplinari ed interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative (il fare) apprese ed esercitate nel sistema formale, non formale ed informale siano diventate competenze personali di ciascuno (1) >>..

Se importante è definire le finalità dell’insegnamento altrettanto necessario è delineare i percorsi formativi. All’insegnante è richiesto, dunque, di coniugare la cultura scientifica generale e specifica (le discipline del proprio insegnamento) con quella professionale (il modo e i mezzi per tradurla in condizioni di sviluppo). Una programmazione curriculare all’interno di un progetto educativo-didattico deve fondarsi su tre fasi: diagnostica, prescrittiva e valutativa, considerate elementi di un unico processo in rapporto diretto con gli obiettivi prefissiti. Dall’individuazione della situazione di partenza (conoscenze, attenzione, impegno, metodo di lavoro) e del contesto socio-culturale di provenienza (I fase) sono articolati gli obiettivi immediati, intermedi e finali che riguardano l’area cognitiva e psico-sociale, i nodi disciplinari significativi e problematici dal punto di vista dell’apprendimento, i metodi e gli strumenti (II fase). La terza fase deve giudicare l’efficacia degli interventi operati. E’ un feedback diagnostico nella misura in cui l’insegnante informato da questa onda di ritorno riesca a comprendere la valenza e la fruttuosità della propria azione didattica e a eventualmente correggere e rivedere il suo rapporto didattico.

Fondamentale compito del docente è sollecitare l’attenzione e gli interventi degli allievi, individuando i bisogni manifestati sia attraverso la comunicazione verbale sia non verbale, per realizzare una lezione dialogica e partecipata mediante il problem solving, e verificare eventuali difficoltà riscontrate, adottando all’occorrenza piani di studio individualizzati, secondo la metodologia del mastery learning.

I procedimenti individualizzati per favorire il processo di apprendimento e di maturazione sono strategie di: sostegno/consolidamento delle conoscenze e delle abilità mediante attività guidate a crescente livello di difficoltà e inserimento in gruppi lavoro più motivati; recupero delle conoscenze e delle competenze mediante unità didattiche individualizzate e studio assistito in classe; potenziamento/approfondimento con rielaborazione e problematizzazione dei contenuti e impulso allo spirito critico e alla creatività.

Pertanto fondamentale per un buon insegnante risultano: l’osservazione dei bisogni e delle capacità degli allievi, la definizione dei contenuti, l’articolazione degli obiettivi e l’individuazione dei nodi disciplinari significativi e problematici dal punto di vista dell’apprendimento. Da questa riflessione deriva inoltre la capacità di ricorrere a diverse strategie d’insegnamento, di esaminare criticamente gli strumenti didattici e di fornire modalità di valutazione chiare e trasparenti.

(1) PECUP I ciclo D.L. vo n.59/2004

30 marzo 2010

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