METODOLOGIE E TECNOLOGIE |
TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE TRA DILEMMI ETICI E GIURIDICI
di Calogero Platia
Il problema etico
La continua evoluzione tecnologica, correlata con forti mutamenti sociali, caratterizza indubbiamente il mondo contemporaneo. I numerosi cambiamenti delle abitudini di uso dell’informazione, sia a livello individuale che sociale, sono dovuti ad almeno tre tendenze ineludibili ed ormai radicate:
Queste ultime introducono nella vita quotidiana tutta una serie di opportunità e di minacce, sulle quali è bene dedicare qualche momento di riflessione. Le opportunità sono sotto gli occhi di tutti. Tra le “minacce” sono da menzionare almeno le seguenti: scaricare gratuitamente prodotti coperti da copyright, penetrare nei database aziendali per sottrarre dati e informazioni … ma anche digitalizzare le impronte degli immigrati o dei ROM …, comportamenti discutibili sul piano etico prima ancora che sul piano giuridico. È assodato che eventuali tentativi di fermare la tecnologia sarebbero inevitabilmente fallimentari: si ritiene più utile invece una sua più adeguata disciplina.
La nostra epoca, etichettata come società dell’informazione, conosce una serie di dilemmi etici (o etico-giuridici) sui quali si discute ormai da anni per la difficoltà di trovare una soluzione accettabile. La tecnologia, difatti, con il suo evolversi, vanifica o rende scarsamente efficaci i tentativi di intervento normativo, richiedendo tra l’altro una continua rincorsa normativa che stia al passo con il cambiamento tecnologico.
Gould e Gruben (1996) hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione positiva tra tutela del capitale intellettuale e dell’informazione e crescita economica e culturale. Si tenga conto però di quanto il capitale intellettuale sia particolarmente vulnerabile: la pirateria musicale rappresenta un caso paradigmatico.
Gould e Gruben sintetizzano i più importanti problemi etici con l’acronimo PAPA: Proprietà, Accessibilità, Privacy, Accuratezza.
Un primo dilemma etico concerne la proprietà dell’informazione; esso richiede che si dia una soluzione a questioni emergenti del tipo: a chi compete il compenso per la cessione dell’informazione?; quale può essere il “giusto” prezzo dell’informazione?; quanto può durare l’esclusiva della proprietà dell’informazione?; come rendere più efficaci gli strumenti sanzionatori per l’appropriazione indebita della proprietà intellettuale?
Un secondo problema etico è quello dell’accessibilità, o digital divide, il problema della distribuzione dell’informazione tra aree geografiche del mondo. La locuzione è utilizzata per indicare la distanza tra Nord e Sud del mondo, tra chi beneficia dell’informazione e delle tecnologie e chi ne rimane fuori. E le differenze tecnologiche sono un fattore ulteriore della crescente distanza tra regioni geografiche.
Un terzo dilemma etico è quello della privacy, l’uso pubblico di immense banche dati: si tratta di collocare una linea di confine tra la classe delle informazioni che possono essere rese di pubblico dominio e la classe delle informazioni che devono invece considerarsi riservate.
Un quarto dilemma etico è l’accuratezza, ovverossia la questione del discernimento, nel serbatoio-marasma delle informazioni accessibili, tra informazioni autentiche, genuine, fedeli, ed “informazioni” sulle quali non bisogna fare affidamento, tra informazioni “aggiornate” ed informazioni “obsolete”.
Proprietà e pirateria
La World Intellectual Property Organization, nel definire la pirateria, enfatizza lo scopo commerciale dell’atto, considerando il reato tecnicamente coincidente con la contraffazione. Si tratta di un fenomeno sovranazionale. La protezione elettronica dei contenuti si è dimostrata scarsamente efficace, a causa della capacità degli hacker di escogitare tecniche di “forzatura” e di accesso.
Un caso emblematico di pirateria può essere considerato quello relativo al sito Napster: gli utenti di tutto il mondo si collegavano al suo server centralizzato per scaricare files coperti da copyright, fino a quando non intervennero le autorità USA antipirateria. La tecnologia è riuscita però a bypassare gli interventi legislativi attraverso la tecnica del peer-to-peer, che non prevede un server centralizzato e riesce a sfuggire alle autorità di controllo.
Le reazioni sulla eticità della pirateria sono contrastanti: da un lato, i fautori della tutela dei diritti di proprietà, dall’altro, coloro che giustificano gli atti di pirateria con le argomentazioni più varie, quali il diritto alla prova prima dell’acquisto, il diritto di libero accesso alle informazioni.
8 febbraio 2010