METODOLOGIE E TECNOLOGIE

TECNOLOGIE al sevizio dell’uomo
di
Teresa Nicolosi

Le nuove Tecnologie al sevizio dell’uomo nella “Vita Quotidiana”

“Colui che sa è padrone di se stesso
e può ben guidare gli altri alla loro meta”
Erasmo Rotterdam

Lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie si inserisce nella vita quotidiana in maniera profonda modificando l'atteggiamento dell'uomo verso cambiamenti radicali e aprendo davanti a lui nuovi sentieri.
Lo sviluppo e la diffusione delle nuove ICT hanno già determinato, e determineranno, dei cambiamenti radicali nell’organizzazione del lavoro, nella vita quotidiana, nella produzione e nella distribuzione di beni e servizi, nella cultura e soprattutto nei rapporti sociali.
Spesso, a termini come elettronica ed informatica è stato associato quello di rivoluzione; tale rivoluzione non si è fermata solo alle sfere della vita privata o della produzione, ma ha investito anche la sfera pubblica, le istituzioni, la politica e i suoi processi.
Le nuove tecnologie non sono solo nuovi strumenti da applicare, ma soprattutto nuovi processi da sviluppare.
La rivoluzione tecnologica ha fatto sì che le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione si diffondessero in tutto il globo con velocità fulminea in meno di due decenni, tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta. Ciò evidenzia una delle caratteristiche di questa rivoluzione, ossia l’immediata applicazione al suo sviluppo delle tecnologie da essa generate, collegando il mondo attraverso la diffusione dell’informazione.
L’informazione non rappresenta più soltanto la risorsa più importante nelle organizzazioni sociali, ma il dato che addirittura le caratterizza globalmente, tanto che si parla appunto di società dell’informazione.
L’informazione è parte integrante dell’intera attività umana, il nuovo sistema tecnologico incide profondamente su tutti i processi della nostra esistenza.
I cittadini devono essere protagonisti di questa società che si sta formando, cittadini ai quali l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948), riconosce il diritto di cercare, ottenere e diffondere informazioni. E, nel momento in cui la circolazione delle informazioni viene sempre più affidata alle tecnologie informatiche e telematiche, è su questa frontiera che deve essere cercata e costruita la nuova cittadinanza. Perché questo possa realizzarsi, sono necessarie politiche di alfabetizzazione per partecipare attivamente e con cognizione di causa al fenomeno telematico .
Per molti Internet , oggi, è diventato la naturale estensione della vita di tutti i giorni.  Così la pensano i circa mille intervistati dall’interland Nebroideo, dal sondaggio è emerso che « La rete Internet è profondamente concreta per le persone che la usano: si usa per la vita quotidiana, il lavoro, lo studio, il tempo libero, la comunicazione e le vacanze», ambiti dove spesso è necessario usare la propria identità reale.
Il 59% degli intervistati dichiara di usarla per coltivare i propri hobby, il 53% per comunicare con gli amici, il 42% per tenersi informato e il 34% per lo studio. Le attività che invece hanno con più probabilità utenti anonimi restano in fondo alla lista, come il download di musica (il 18% lo ha fatto almeno una volta alla settimana precedenti all’intervista), lo scaricare film (14%) o il giocare ai videogiochi online (10%).
Le tecnologie informatiche per la gestione dei dati e la loro visualizzazione hanno trovato il loro primo ambito di applicazione nel campo scientifico nel quale erano nate, ma nel corso degli ultimi 20 anni hanno trovato uno spazio crescente in diversi ambiti ed anche nei settore Beni culturali. Considerate dapprima con un certo grado di diffidenza, quasi come un elemento estraneo e colonizzatore, ma via via si è dimostrato la loro utilità di strumento polifunzionale, capace di far ripensare il modo di fare ricerca, o archiviazione o comunicazione, senza per questo snaturare il campo di applicazione.
Gli strumenti informatici hanno presto incontrato il favore dei divulgatori con le opportunità offerte innanzitutto dagli ipertesti multimediali, consentendo di presentare fonti di varia natura in maniera organica e interrelata e passando dal Cd-Rom alle produzioni più elaborate per postazioni fisse o, ultimamente, per i sistemi mobili, come palmari e cellulari. Con il trascorrere del tempo si è fatto ricorso alle nuove tecnologie anche per fare ricerca, per esempio in archeologia per registrare e studiare i livelli di scavo, o per incrementare la capacità di comunicare con paesi esteri da parte delle istituzioni culturali, ricorrendo anche a soluzioni ad elevato coinvolgimento ed impatto visivo, come la realtà virtuale o l’uso di scenografie virtuali per la realizzazione di documentari.
Le sperimentazioni proseguono i Beni culturali non possono più fare a meno di queste preziose risorse. Naturalmente ci possono essere problemi e rischi, come quello di affidarsi troppo allo strumento, inteso unicamente come un congegno dall’apparenza accattivante e che finisce con l’occupare la scena a detrimento dei contenuti e della loro scientificità, ma è innegabile il fatto che, se ben utilizzate, le nuove tecnologie possano essere molto utili, anche per affrontare e superare le tendenze alla specializzazione, le rigidità e i limiti dalla comunicazione culturale.
L’applicazione stessa delle nuove tecnologie della comunicazione permette anche a molte persone in condizione di svantaggio di partecipare attivamente a reti di relazioni sociali capaci di sviluppare e potenziare le loro capacità.
Il concetto della nuova cittadinanza che si crea con l’avvento delle ICT, non riguarda soltanto le nuove modalità d’azione dei cittadini, ma, in modo particolare, la necessità di realizzarle pienamente per tutti. E’ importante che sia realmente data a tutti la possibilità di creare nella rete vere e proprie aggregazioni “virtuali”, tra di loro diverse per natura e finalità, ma diverse anche dalle collettività che si individuano nella realtà, soprattutto per il fatto di essere caratterizzate dall’assenza di spazio e di tempo. In una situazione in cui i tradizionali soggetti politici sembrano essere in crisi, risulta fondamentale dare spazio a queste nuove forme di organizzazione sociale, utili per tutta la popolazione che abbia intenzione di prendere parte alla vita sociale e politica in maniera più attiva e partecipata.
La rete telematica può essere sfruttata lungo direttrici differenti, in base all’esistenza di profili organizzativi più o meno specifici, che consentono diverse forme di partecipazione. Le ICT possono essere utilizzate semplicemente come un nuovo canale informativo, oppure la rete può caratterizzarsi per un uso maggiormente legato all’iniziativa personale, soprattutto a livello locale, in difesa dei diritti e delle libertà di ciascun cittadino, favorendo la nascita di nuove relazioni sociali, volte a dar voce a chi nel mondo reale non riesce a farsi sentire, ad una pluralità di pensieri diversi, legati dalla condivisione di stessi ideali.
La rete virtuale determina un effetto di accelerazione nella costruzione di legami e cooperazione tra gruppi diversi, permettendo una riduzione delle distanze esistenti e favorendo la conoscenza reciproca.
Il termine “virtuale”, sempre più usato nel linguaggio di tutti i giorni, è diventato un momento di confronto e riflessione per molti studiosi. Se nel linguaggio comune il significato viene esteso fino ad includere qualsiasi surrogato della realtà in formato digitale, da un punto di vista tecnico con “realtà virtuale” ci si riferisce ad un particolare tipo di simulazione interattiva, nella quale lo spettatore, in interazione con un computer, può esplorare ed interagire con una rappresentazione tridimensionale di oggetti ed ambienti, provando la sensazione di essere nell’ambiente stesso che, pur non esistendo concretamente, può essere percorso ed osservato.
L’uso sempre più diffuso delle applicazioni tecnologiche stimola crescentemente il singolo cittadino alla riflessione e all’ analisi sulla società che sta cambiando……
La Scienza, la nuova Scienza al servizio dell'uomo, non può essere che una scelta, la nostra scelta responsabile per il futuro.
Potrei parla all’infinito su questo argomento, ma preferisco fermarmi qui, invitando il lettore a riflettere ed aggiungere del suo.

14 gennaio 2010

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