METODOLOGIE E TECNOLOGIE

GRAMMATICA PERCHÉ LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI NON CONOSCE LA GRAMMATICA
di Roberta Serra

Ipotesi di insegnamento
L’insegnamento della grammatica, nel nostro Paese, si fonda sulla mera trasmissione di contenuti e su interventi coercitivi che, il più delle volte, inducono l’allievo ad un rigetto per la materia. Le modalità alternative di insegnamento possono essere molteplici.
Si propone, qui di seguito, un percorso di avvicinamento(1) allo studio della grammatica(2), articolato in varie fasi, incentrato sulla motivazione.

Esperimento:
In un contesto di apprendimento, l’insegnante racconta, ai suoi allievi, una breve storia* (in cui i personaggi possiedono le caratteristiche degli elementi grammaticali dei quali si vogliono trasmettere le funzioni) da lui creata, dal contenuto stimolante. In una fase successiva, invita gli studenti a ricercare(3) il significato di ogni termine “grammaticale”; segue una fase di comprensione del racconto che, a sua volta,precede la conclusione dell’esperimento, in cui è proposta la scrittura collettiva di una nuova storia (ambientata in una altro contesto, ma con protagonisti, i medesimi personaggi della storia scritta dall’insegnante).

*Apocope.
Le notizie sulle vicissitudini della dea vocalica Apocope che, da sempre, gode di grande devozione nei dipartimenti più raffinati degli atenei, sono scarse tra i semi-illetterati.
Da taluni la sua storia è confusa con quella di Elisione, la quale, nel tentativo di sfuggire alle arpie vocali, cadde in un burrone perdendo foni che, fino ad allora, con ammalianti vibrazioni, avevano tenuto a bada le cattive acque che, di tanto in tanto, invadevano il Regno della Grammatica. I danni, in quella circostanza, furono ingenti anche per Elisione che, divenuta claudicante, decise di appoggiarsi al dio Apostrofo.
Apocope, invece, pur essendo sciancata, ha sempre rifiutato l’aiuto di chicchessia; non sopportava neppure la vicina delle affettuose pause, perché le reputava eccessivamente noiose.
Nel Quattrocento, Leonardo Giustinian obbligò Apocope a disporsi in fin di verso; subito le pause, risentite per il comportamento che la divinità aveva tenuto in passato, incominciarono a deriderla.
La poverinasi abbandonò , allora,ad un pianto irrefrenabile e , in poco tempo, allagò tutto il Regno della Grammatica.
Potete immaginare lo scompiglio: accordi che venivano a mancare, anacoluti che, non riuscendo a rimanere sospesi, si aggrappavano alla sintassi divenendo coesi.
Pensate che soltanto un centinaio di enunciazioni riuscì, ancorandosi alle deissi, a non riportare alcun danno. Il Consiglio degli dei decise, allora, di affidarsi a Carducci che, con la sua poesia, fece nascere un sentimento simile all’ amor fraterno tra Apocope e le pause, interrompendo, così, l’infausto pianto. Quasi tutti gli abitanti del luogo furono tratti in salvo, e, per un po’ di tempo, Apocope visse serenamente accanto alle pause. 

BIBLIOGRAFIA:
MARIA LO DUCA, Lingua italiana ed educazione linguistica, Carocci, Roma, 2003
MARIA LO DUCA, Esperimenti grammaticali. Riflessioni e proposte sull’insegnamentodella grammatica dell’italiano, Carocci, Roma, 2006
LORENZO RENZI, GIAMPAOLO SALVI, ANNA CARDINALETTI, Grande grammatica italiana di
consultazione,
Il Mulino, Bologna, 2001
LUCA SERIANNI, Grammatica italiana.Italiano comune e lingua letteraria, Utet, Torino, 1988
LUCA SERIANNI, Prima lezione di grammatica, Laterza, Roma-Bari, 2006

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(1) Di cui si riporta, qui, soltanto la prima fase.
(2) Rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado, mautilizzabile, con altri contenuti, agli studenti della scuola primaria e secondaria di secondo grado.
(3) Debbono essere messi a disposizione degli studenti sia strumenti in formato cartaceo sia in forma digitale

21 dicembre 2009

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