METODOLOGIE E TECNOLOGIE

CHIMICA NELLA SCUOLA MEDIA
di Laura Alberico

L’insegnamento delle scienze chimiche ha come presupposto “l’acquisizione del linguaggio specifico” mediante “ l’elaborazione di modelli” di un mondo microscopico che non è possibile osservare ad occhio nudo.
La chimica è fondata su un tipo di “linguaggio simbolico” e convenzionale che avvia lo studente verso un processo di astrazione necessario allo sviluppo cognitivo. Proprio per questo l’insegnamento della disciplina ha bisogno di veicolare una comunicazione didattica parallela all’insegnamento della lingua italiana.
Nella metodologia scientifica è molto importante “rilevare analogie e differenze”e per fare questo bisogna sempre fare riferimento a contesti diversi in cui l’argomento trattato ha lo stesso significato ma viene espresso con una “terminologia” diversa. Gli elementi costitutivi della materia, cioè gli atomi, si prestano bene ad una “modellizzazione” perché possono essere visualizzati mediante disegni o semplici costruzioni (uso di plastilina o lego).
Gli alunni potranno comprendere in modo semplice e immediato come gli atomi si “danno la mano”, cioè si uniscono con un legame chimico ma possono anche “separarsi” rompendo l’unione che li teneva vicini. Per ogni atomo si può scegliere un colore diverso che sarà facilmente ricordato perché la memoria visiva, soprattutto oggi, ha il potere di coinvolgere e rendere più interessante la trasmissione delle informazioni.
La chimica, a differenza dalla fisica, studia le trasformazioni della materia e qualche semplice esperimento può rendere più semplice la comprensione di alcuni fenomeni. Si inizia sempre dall’osservazione e dalla descrizione di un fenomeno: cosa avviene nelle piante durante la fotosintesi? Si farà notare agli alunni che ogni esperimento deve essere condotto in condizioni diverse affinché si possano mettere in relazione le cause e gli effetti di un determinato fenomeno; per questo motivo, ad esempio, una pianta verrà posizionata alla luce ed un’altra al buio. La clorofilla non si forma nella pianta sistemata in assenza di luce. Ma cosa c’è di diverso nelle foglie di queste piante? Qualche goccia di tintura di iodio determina una colorazione blu nelle prime mentre le altre non assumono nessuna colorazione. La tintura di iodio si è trasformata in un’altra sostanza che è l’amido prodotto dalla pianta durante la fotosintesi.
L’insegnamento della chimica in questa fascia di età ha l’obiettivo di scoprire, oltre le apparenze, le relazioni tra mondo fisico e biologico, sviluppare la riflessione e lo spirito critico sottolineando come nella vita quotidiana i cambiamenti e le trasformazioni sono continuamente sotto i nostri occhi. I ragazzi saranno guidati inizialmente ad esprimere le loro idee e i loro pensieri, a formulare ipotesi su un determinato fenomeno chimico. Le risposte potranno essere in seguito vagliate, approvate o scartate, passando dalla lezione teorica alla fase pratica in cui l’esperimento conferma o smentisce le ipotesi formulate.
Altrettanto importante è sottolineare i riferimenti storici, considerando le scoperte scientifiche e gli scienziati che hanno condotto gli esperimenti più significativi. La collocazione storica della scienza è un altro obiettivo dell’insegnamento delle scienze: far comprendere agli alunni che la conoscenza è in continua evoluzione, che il passato e il futuro sono inscindibilmente legati al presente e che lo studio supportato da interesse e curiosità per il mondo che ci circonda lascia sempre una traccia nella storia dell’uomo.

19 ottobre 2009

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