HUMOUR |
BADANTE di Renato Nicodemo
Il tutor o della badante
Ei dice cose e voi parole
(F. Reni sulle Rime di Michelangelo)
Che nella scuola ci fosse una giungla terminologica lo abbiamo sempre saputo; così come sappiamo dell’infoltimento di questa giungla con termini presi da altre culture e da altri contesti. Basti pensare che col Ministro Berlinguer anche qui si cominciò a parlare di crediti e di debiti (formativi); finora non abbiamo avuto, per la verità, i CCt, i BOT e BPt (sempre formativi).
A complicare le cose ci si son messe le riforme vere o tentate, perché queste, si sa, portano con sé anche un nuovo lessico e nuovi acronimi.
La cd Riforma Moratti non poteva fare eccezione e abbiamo avuto così il portfolio, l’ologramma, il PECUP, il PPAE, il PSP e via dicendo.
Aveva ragione Calvino quando diceva che una epidemia pestilenziale ha colpito l’umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè nell’uso della parola perdendo in immediatezza e livellando l'espressione sull'anonimo e sull’astratto.
Tra i nuovi termini della Riforma v’è anche il COORDINATORE TUTOR che, secondo le definizioni ufficiali, è il docente dell’équipe pedagogica di ogni gruppo classe che deve coordinare l’azione didattica dei colleghi e accompagnare ogni allievo per l’intera durata dei diversi gradi di scuola nella costruzione dei Piani di Studio Personalizzati. Come tutor svolge nei confronti degli allievi funzioni costanti di counselling, coaching e holding.
Capito? Io, NO.
Ho pensato però subito alla badante, e cioè alla collaboratrice domestica extracomunitaria che assiste anziani e malati. Questa provvede a tutto: li assiste, li sorveglia, li cura, li governa, coordina gli interventi di parenti ed infermieri. Insomma, per dirla in inglese e non in ucraino, polacco, russo o arabo svolgono, come il tutor per gli alunni, funzioni costanti di counselling, coaching, holding!
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