IL DIRIGENTE SCOLASTICO ZOPPO di Renato Nicodemo
Mala tempora currunt
Diciamo subito che la legge che protegge alcune categorie svantaggiate è una legge di civiltà. Vi sono infatti delle persone (invalidi di guerra, sul lavoro, invalidi in genere, orfani, vedove, profughi, etc.) che hanno bisogno di un aiuto per poter vivere dignitosamente. E questo aiuto c’è sempre stato a due condizioni: a) che si trattasse della prima sistemazione; b) che l’attività non fosse altamente qualificata. In altri termini, per chiarire il concetto, non si può essere primario di cardiochirurgia sol perché invalido od orfano di guerra.
Ma da quest’ anno la “riserva” è stata estesa – incredibile ma vero – agli aspiranti al conferimento dell’incarico di dirigente scolastico, per cui vi sono docenti che dirigono un istituto per aver dimostrato di essere invalidi o comunque di appartenenti ad una categoria protetta. Il che vuol dire che lo stato di claudicante abilita alla direzione di un istituto scolastico; che detta direzione non richiede poi tanta professionalità e che non è necessario l’iscrizione all’ufficio di collocamento, essendo l’incaricato un docente di ruolo da almeno sette anni. Premesso che l’invalidità non opera per il docente supplente temporaneo (sic) e che non ci risulta vi sia “riserva” per tutti gli altri dirigenti pubblici e privati, ci siamo meravigliati che un’aliquota di posti di Dirigente scolastico non sia stata riservata alle donne facendo prevalere anche “la farfalla” oltre che la minorazione sulle capacità. Una volta i Direttori didattici ed i Presidi avevano gli attributi; poteva qualcuno, è vero, essere anche zoppo ma veniva assunto per gli attributi non per l’invalidità.
Ma, a pensarci bene, è meglio che sia così, perché un Dirigente diversamente abile è forse più attento alle diversità e alle minorazioni in una scuola della piena integrazione!