HUMOUR

 

HALLOWEEN O DELLE ZUCCHE VUOTE di Renato Nicodemo

Resa alle invadenti espressioni colonizzatrici della globalizzazione

 

 

I vampiri si risvegliano, i licantropi ululano,

 le streghe inforcano scope:

 la notte di Halloween è tornata.

(Pubblicità per un Halloween party)

 

 Sconosciuta fino a pochi anni fa, si è ormai diffusa nel paese e nelle scuole la festa di Halloween che alcune Amministrazioni hanno addirittura istituzionalizzata organizzandola a loro spese nelle piazze.

 I locali notturni fanno affari d’oro e persino la Televisione le ha dedicato una puntata speciale di Sarabanda.

 Poiché siamo certi che tra i molti giovani che la seguono pochi o nessuno sa di cosa si tratti vogliamo ricordare che la festa nasce da un rito pagano celebrato nelle isole britanniche sin dai lontani tempi dei Celti: la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, chiamata la notte di Samhaim, “il Signore della morte, il Principe delle Tenebre” che umilia il dio Sole, sanciva col passaggio dall’estate all’inverno l’inizio dell’anno e con esso le anime dei morti, secondo la credenza dei Druidi (casta sacerdotale presso i Celti), tornavano sulla terra per rientrare nei corpi dei vivi, e per allontanare “gli spiriti cattivi” si vegliava mascherati con pelli di animali uccisi. Il mattino, dopo avere acceso il fuoco nuovo, i Druidi facevano il giro delle case portando le ceneri ardenti del fuoco presso le famiglie affinché tutti potessero riaccendere il focolare familiare e, in quell’occasione, chiedevano delle offerte per il loro dio e proferivano maledizioni in caso di rifiuto (Dolcetto o scherzetto?).

 Per quanto riguarda la zucca, la leggenda racconta che un avaro irlandese, tale Stingy Jack, invitò Satana a bere, offrendogli l’anima in cambio di uno scellino. Presa la moneta, la pose accanto ad un crocifisso e ciò impedì al diavolo di prendergli l’anima. Ma una volta morto, al povero Jack fu impedito non solo di accedere al paradiso ma anche all’inferno tanto che il diavolo lo colpì al volto con un tizzone ardente e lo condannò a vagare per la terra con il volto in fiamme. La zucca vuota illuminata ricorda dunque il povero Stingy Jack.

 La Chiesa tentò nel Medioevo di sradicare la “festa degli stregoni”, spostando nell’834 la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre e nel X secolo aggiunse il 2 novembre, la festa della commemorazione dei defunti.

 Ma la Riforma protestante – alterando la concezione della fede e sopprimendo molte feste cattoliche (tra le quali la festa di Ognissanti) – aveva scatenato la ribellione contro le giuste tradizioni della Chiesa e aveva creato le condizioni favorevoli al ritorno di tali cerimonie sacrileghe.

 La zuccomania odierna è dunque un rinnovato tentativo di sostituire le feste cristiane con feste neopagane e a trasformare i comportamenti dei nostri ragazzi tramite il gioco (vedi Pokemon) e nuovi eroi-modelli legati al mondo dell’esoterismo e della stregoneria (come Herry Potter).

 E’ evidente che Halloween, i Pokemon e Herry Potter hanno lasciato la scia del “fantastico” classico, per trasmettere la conoscenza dei misteri e poteri magici.

 Halloween (da All Hallow Even, ovvero vigilia di tutti i Santi) ci riporta perciò in pieno paganesimo.

 I giovani, felici di dare il loro contributo al rimbambimento nazionale, non si pongono problemi, tanto meno teologici e a nessuno dei liceali viene in mente per associazione la satira menippea dall’oscuro significato, Apokokyntosis di Seneca sulla sorte di Claudio (la Zucca) nel regno dei morti.

 Per molti questa festa è una strana epidemia, conseguenza del buco di ozono o dell’effetto serra che ha trasformato la zucca (Cucurbita maxima, ma anche moschata e, nel caso, Cucurbita pepo) da gustoso vegetale in festosi riti tribali.

 Trattasi cioè di un’ultima mattana di un popolo che privo d’identità e probabilmente di carattere ed ignorante (come una zucca), acchiappa or qui or là, s’appropria di foresti usi e costumi, mode e tic. (Paolo Granzotto).

 Si tratta, in altre parole, di festini vampireschi che rappresentano un Natale rovesciato, il Mortale, visto che celebrano il passaggio degli zompi (M. Veneziani)

 Per altri, invece, Halloveen è una grande festa-esorcismo della paura e dei fantasmi e per la scuola - dove si è introdotta con l’insegnamento dell’inglese – ciò ha un significato educativo per i bambini.

 Per noi è una carnevalata priva di significato, una festa del nulla estranea alla nostra cultura e alle nostre tradizioni che rischia di fare concorrenza alle belle e consolanti feste cristiane del 1° e 2 novembre.

 Se ha preso piede è perché attorno alla zucca e agli zucconi vi è un business incredibile; il mercato specula su queste feste, pubblicizzando le maschere, teschi, zucche, mantelli e cappellacci.

 Bisognerebbe perciò riscoprire il senso cristiano delle nostre feste con visite di gruppo ai cimiteri e considerando che i Santi vanno non solo commemorati, ma anche e soprattutto imitati nella vita di tutti i giorni.

 Condividiamo, perciò, gli anatema della Chiesa contro questo rito consumistico e carnevalesco che costituisce un’offesa all’autentica pietà verso i defunti e una resa alle invadenti espressioni conolizzatrici della globalizzazione.

 

 

 Il nostro destino è quello di essere lentamente erosi da radici attaccate alla linfa dell’essere a favore del non senso.

(Halloween party look, da Zombie e Vampiri)