FONDAMENTI

ORIENTARSI NELLE CONTRADDIZIONI DELLE RIFORME E CONTRORIFOME DELLA SCUOLA DEI NOSTRI GIORNI
di Umberto Tenuta

Dopo il 1923, la scuola è rimasta sostanzialmente immutata fino alla Legge 1859 del 1962, quando fu creata la Scuola media unica.
Poi è arrivata la Legge 444 del 1968 che ha istituito la Scuola materna statale.
Gli anni ’70 sono cominciati con la Legge 820 del 1970 che prevedeva il Tempo Pieno ed il Tempo Lungo, con la Legge 118/1971 che prevedeva l’integrazionedegli alunni portatori di handicap, con il D.P.R. 970del 1975 che disciplinava i Corsi biennali di specializzazione per gli alunni portatori di handicap.
Ma il cambiamento radicale si è avuto con i Decreti delegati del 1974: Organi collegiali; Stato giuridico del personale della scuola; Sperimentazione, ricerca e aggiornamento…
Tuttavia, una Legge altrettanto significativa sembrava essere la Legge 517/1977: Scheda personale degli alunni; individualizzazione dell’insegnamento ecc.
Nel 1979 si hanno i Nuovi Programmi per la Scuola media unica, nel 1985 i Programmi della Scuola primaria; nel 1990 la Legge 148 dei Moduli della Scuola primariaed i nuovi Orientamenti per la scuola dell'infanzia.
Occorre arrivare al D.P.R. 275/1999 (Regolamento dell’autonomia scolastica) per avere la riforma più radicale della scuola italiana.
Poi subentra la confusione.
Prima la Legge 30/2000 (Riforma della scuola) e la Legge 53/2003 (Controriforma della scuola)!
Infine arrivano i decreti, controdecreti, circolari, comunicati stampa… della Gelmini!
La confusione è totale!
Ora nessuno sa nulla di nulla.
Quali gli ordinamenti, quali i programmi, quali le metodologie…?
Nessuno li conosce con certezza!
Eppure la scuola continua il suo tran tran: va, non va, si ferma; chi si organizza in un modo, chi in un altro!
Che importa?
Tanto, mica sono i treni o gli autobus che non camminano!
È la scuola e della scuola si può disporre a piacimento dei Ministri di turno.
Però, ogni mattina milioni di alunni e di docenti si recano nelle aule, anch’esse fatiscenti!
Intanto, Giovanni Floris ha scritto il libro La fabbrica degli ignoranti – La disfatta della scuola italiana, Rizzoli, 2008.
I Dirigenti e i docenti sono ormai assuefatti: aspettano. Che cosa? Non lo sanno.
Forse qualcosa avverrà.
I genitori si agitano nelle Associazioni, nei Comitati, nei gruppi.. ma disordinatamente.
Comunque nessuno li ascolta!
I Dirigenti e i Docenti sono stati spesso ascoltati, sempre al ribasso: immissione in ruolo senza concorsi, nessun premio per chi lavora di più, carriere per anzianità (più si invecchia e più si guadagna!).
C’è una ragione: pagano la tessera dei sindacati e i sindacati sono costituiti da docenti che non fanno scuola! Qualcosa debbono pur fare e dare ai docenti perché continuino a pagare le tessere!
Ma i genitori, dispersi nelle varie associazioni o in angosciata solitudine, subiscono la sorte che viene continuamente prevista per i loro figli.
Tanto, nessuno ricorda l’art. 30 (<<È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio>>)., ma tutti fanno riferimento all’art. 33 (<<La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali>>): <<La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione edistituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi>>.
Era il 1947 ed il Fascismo non era stato dimenticato: chi volete che pensasse alla contraddizione tra l’art. 30 e l’art. 33 laddove stabilisce che <<Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato>>.
Lo Stato, lo Stato che per venti anni era stato al di sopra dei cittadini, al di sopra dei genitori, al di sopra di tutti, sancisce, sì, che <<Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione>>, ma <<senza oneri per lo Stato>>.
Come si concilia con il <<senza oneri per lo Stato>>il dovere e il diritto dei genitori di cui all’art. 30 nessuno riesce a spiegarlo.
Ma soprattutto nessuno riesce a spiegare come i genitori hanno il dovere e il diritto di educare e istruire i propri figli quando <<La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione edistituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi>>: che diritto è quello dei genitorise essi debbono educare e istruire i propri figli nelle scuole istituite dallo Stato e secondo le norme stabilite dallo Stato?
I genitori pagano le tasse, che servono anche per l’istituzione ed il funzionamento delle scuole statali, ma poi, se vogliono educare ed istruire i propri figli secondo le loro vedute, debbono pagare le scuole non statali!
La conseguenza dolorosa di una tale situazione è che lo Stato stabilisce, non solo programmi ed ordinamenti, ma anche le metodologie, violando la libertà di insegnamento di cui al Decreto legislativo 297/94 che così la definisce: <<Art. 1 - Formazione della personalità degli alunni e libertà di insegnamento 1. Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dal presente testo unico, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente. 2. L'esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni. 3. E' garantita l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attività didattica, scientifica e di ricerca>>.
Ma già la Costituzione aveva stabilito, all’art. 33: <<L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento>>.
Ma quale libertà, se lo Stato detta i Programmi, le norme sui libri di testo, ora finanche le metodologie e le tecnologie didattiche?

LA SITUAZIONE CAOTICA ATTUALE
Programmi delle scuole secondarie di secondo grado che non si sa quali siano, Indicazioni didattiche per le scuole secondarie di primo grado, la scuola primaria e la scuola dell'infanzia che nell’ultimo decennio sono cambiate ad ogni mutar di Ministro della Pubblica Istruzione.
Ora si è toccato il fondo: i cambiamenti avvengono non solo con icambiamenti politici ma anche con il cambiamento dei Ministri della PU.


La Moratti aveva introdotto le unità di apprendimento, una rivoluzione epocale, nata con le Case dei bambini della Montessori nel 1907, che dava senso alla centralità degli alunni e dei processi di apprendimento secondo le metodologie educative e didattiche più aggiornate del cognitivismo costruzionistico.
La scuola cambiava volto; al posto delle fila di banchi ereditate dalla cattedrale medioevale ora nella scuola c’erano i tavoli intorno ai quali stava seduto un gruppo di studenti intento a inventare, scoprire, costruire concetti attraverso l’utilizzazione di idonei materiali didattici concreti, virtuali, iconici, simbolici.
I vantaggi:
a) si rispettavano le caratteristiche personali dei singoli alunni (livelli di sviluppo e di apprendimento; ritmi e stili apprenditivi; motivazioni). In tal modo era assicurato il successo formativo a tutti i singoli alunni attraverso la personalizzazione formativa,chesuperava l’individualizzazionedell’insegnamento(1), perché, mentre questa riguardava solo i percorsi apprenditivi, la personalizzazione formativa(2) riguarda anche le mete formative (Obiettivipersonalizzati), realizzando così il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità dei singoli alunni (<<riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo>>) (Art. 4, D.P.R. 275/1999);
b) gli alunni comprendevano quello che apprendevano attraverso le operazioni concrete, virtuali, iconiche e simboliche (learning by doing): era finalmente superato l’apprendimento meccanico, ripetitivo, verbalistico:
c) l’apprendimento avveniva in forma personalizzata, non solo nel rispetto dei livelli di sviluppo e di apprendimento, degli stili e dei ritmi apprenditivi, ma anche nel rispetto delle motivazioni ed aspirazioni dei singoli alunni.
Finalmente la scuola, con l’autonomia ed il ricorso alle metodologie educative e didattiche più aggiornate, sembrava avviata a dare attuazione al dettato costituzionale di cui all’art. 3(3).
Ma l’avvento della Gelmini al Ministero della pubblica istruzione, anziché continuare l’opera della sua collega di corrente politica, l’ha stravolta: il segnale più significativo sono le LIM che ripristinano la lezione espositiva con la falsa immagine della informatizzazione della scuola e l’implicito ripristino della lezione espositiva che certamente è più gradita ai docenti delle unità di apprendimento, le quali richiedono maggiore impegno e più adeguati materiali didattici.
Si lamenta che più del 90% della spesa della scuola è destinata al personale, ma non si prende atto che la scuola è fatta solo di lezioni e di libri di testo, ora con la buggeratura dei testi digitali, anziché degli strumenti virtuali. Hascritto U. Eco <<Nel momento in cui ci sarà il banco a due piazze, dovranno esserci dei CD-Rom nultimediali capaci di insegnare la lingua, la matematica, la storia e così via. La situazione attuale dell’editoria multimediale in Italia è la seguente. Un disco didatticamente ben fatto e capace di sostituire l’insegnamento orale costa moltissimo lavoro ed ha un prezzo elevato. Pertanto l'editoria multimediale produce materiale di tipo ludico, a livello di divulgazione elementare, pieno di immagini bellissime, didatticamente nullo… In America ci sono dei dischi da 30 dollari ma sono appunto delle bufale. Se nasce il banco a due piazze, gli editori si metteranno a produrre materiale a prima vista gradevole ma didatticamente insufficiente>>(4).

ALLORA CHE FARE?
Invocare con forza, non le quisquilie organizzative della scuola, ma:

Mi fermo qui, ma riprenderò il discorso al più presto.

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(1)In merito cfr.:UMBERTO TENUTA, Individualizzazione – Autonomia e flessibilità nell’azione educativa e didattica, La Scuola, Brescia, 1998.
(2) In merito cfr.: FLORES D'ARCAIS G., Le "ragioni" di una teoria personalistica della educazione, La Scuola, Brescia; FLORES D'ARCAIS G., Pedagogie personalistiche e/o pedagogie della persona, La Scuola, Brescia, 1994; GARCíA HOZ V., L’educazione personalizzata. Individualizzazione e socializzazione nell’insegnamento, Le Monnier, Firenze, 1982; RUSKIN R.S. (a cura di), Il sistema di istruzione personalizzata, Giunti e Lisciani, Teramo, 1982; DAZZI D., La personalizzazione dell’insegnamento, DE AGOSTINI, 1999.
(3) <<È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese>> (Art. 3, Cost.)
(4) Ministero della pubblica istruzione, Documento dei saggi sui saperi essenziali, Roma, 1998.
(5) ZAVALLONI R., Valutare per educare, La Scuola, Brescia, 1961.
(6) In merito cfr.: UMBERTO TENUTA, La flessibilità nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2002;UMBERTO TENUTA, Il Piano dell’offerta formativa ¾ Moduli e unità didattiche – La programmazione nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2001, con CD-ROM.

11 dicembre 2008

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