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FILOSOFIA E BAMBINI

FILOSOFIA CON BAMBINI COME METODOLOGIA TRASVERSANTE E UNIFICANTE
di Elisabetta Sabatino

Progetto di continuità nella scuola Parini-Sesta di Torre Annunziata (NA)

Ricordati che ciO' che importa  E' scoprire anzichE' coprire.
cosi’  succederanno due cose stupende.

la prima E' che permetteremo a ciascun bambino di utilizzare

l'approccio più  adatto alla sua propria intelligenza.

la seconda E' che daremo a tutti la sensazione di aver capito,

di avere conquistato confidenza  con l'argomento,

di poterlo gestire senza paura in ogni momento e in ogni evenienza.”

(H. GARDNER)

Nell’azione didattica che caratterizza il Progetto di Continuità della scuola di mia appartenenza, la Parini-Sesta di Torre Annunziata, progetto coordinato nella sede succursale dalla prof.ssa Aurora Siciliani, si insiste sulla necessità di rendere visibile metodologie, strumenti, azioni progettuali che fanno l’identità della Scuola.Da un po’ di anni l’attività progettuale della Continuità è ruotante sulla centralità dell’ IO BAMBINO-ADOLESCENTE.
E quest'anno in particolare:

In tal senso si è reso necessario rendere noto alle maestre del III Circolo Didattico di Torre Annunziata, circolo appartenente al bacino di utenza della sede succursale di Rovigliano, un’iniziativa che stava prendendo corpo nella nostra scuola, PARINI-SESTA, la “filosofia con i bambini”. (Modulo IO PENSO)

In realtà da diversi anni ogni volta che ho interagito con i gruppi classe della Scuola Primaria ho insistito su attività incentrate sulla didattica metacognitiva, quali scrittura creativa, manipolazione, ecc.

Per l’anno scolatico 2006/07, nel concordare le attività con le docenti del plesso di via Pascoli siamo giunte a concordare una riflessione su un testo filosofico per eccellenza “IL PICCOLO PRINCIPE”.

Abbiamo concordato di lavorare sul testo attraverso il metodo proprio della filosofia con bambini:
1) creare una piccola comunità di ricerca;
2) stimolare domande, senza dare risposte precostituite,
3) utilizzare il mezzo informatico per attività creative.
L’attività programmata e concordata tra funzioni strumentali e docenti dei due ordini di scuole è stata preventivamente sottoposta al vaglio dei dirigenti scolastici Prof.re Nunzio Morabito e Prof.ssa Annamaria Papa e successivamente approvata dal Collegio dei docenti della “Parini-VI” e dal Consiglio di Circolo del 3° di T. Annunziata.

L’attività inizialmente si è svolta in orario extracurriculare.
Gli alunni delle due quinte classi sono stati divisi in due gruppi liberamente formatisi.
I gruppi alternativamente hanno formato 1) un momento di riflessione e 2) un momento di applicazione al computer.

1) Modulo “Io penso” comunità di ricerca: Gli alunni disposti in cerchio sono stati invitati a leggere passi scelti, tratti da “IL PICCOLO PRINCIPE”. Dal momento che il tempo a disposizione era limitato, inizialmente le domande stimolo sono state date e non fatte scaturire liberamente. In seguito gli alunni sono stati pronti a liberamente fermarsi e soffermarsi su punti da loro stessi scelti.
Nel primo incontro si è costituito un gruppo dialogante, che seguendo i criteri del circle time, si è presentato.
Si è passato poi alla lettura di un brano de “Il piccolo Principe”.
Il gruppo classe costituitosi in comunità di ricerca ha lavorato quindi su parole-chiave, tratte dal brano.
La domanda, l’interrogativo è divenuto il fondamento dell’incontro. Sono state quindi proposte una serie di esercitazioni, partendo da domande-stimolo. L’ascolto attivo, l’attenzione all’altro con cui si è in relazione sono i punti fondamentali degli incontri avuti con i ragazzi.
L’incontro de Il piccolo Principe con la volpe e la relazione con la rosa costituiscono i punti fondamentali della riflessione, riflessione che conduce a soffermarsi sul sentimento dell’amicizia.

2) Modulo “Io m’…informo” laboratorio informatico: Agli alunni impegnati nel laboratorio informatico è stata affidata una scheda contenente passi significativi su cui erano stati chiamati a riflettere, oppure le loro domande, risposte, i loro disegni e guidati dalla prof.ssa Marina Opromolla, per le competenze informatiche, hanno messo al computer, in modo creativo il materiale che apparteneva al laboratorio di ricerca.

Il modulo “Io penso” è stato coordinato dalla prof.ssa Elisabetta Sabatino, il modulo “Io m’informo” coordinato dalla prof.ssa Marina Opromolla. Le docenti della Scuola Primaria, Grazia Fecondo e Teresa Bellonesi.
Gli incontri tenuti da noi docenti della Scuola Secondaria di I grado,.con gli alunni delle quinte sono stati pochi, ma l’intento era consegnare alle docenti una metodologia, che in realtà già si confaceva con il loro modo di approcciarsi a tematiche e problematiche.
A distanza di qualche settimana sono quindi stata invitata a vedere il lavoro completato e a raccogliere il materiale prodotto.
E’ stato per me importante dare una sistemazione, per rendere visibile quanto è stato realizzato, dando spazio alla voce di tutti e di ognuno.

RICORDI QUALCHE OCCASIONE IN CUI HAI MOSTRATO QUALCOSA AD UN ADULTO E LUI NON HA CAPITO?

Daniele Prima di ogni cosa devo dire che questo disegno mi rattrista. Mi dispiace che un animale debba inghiottire un altro animale

Aldo: “Certo non è giusto che un animale venga mangiato da un altro, ma mi fa tristezza anche il fatto che le persone grandi non comprendono

Emilia: Perché qui è detto “I grandi non capiscono. Ma non è vero il contrario?”

Luisana: Ricordi che feci un gioco con mio fratello…prendemmo degli occhiali di carta e fingemmo di giocare a ragazze e ragazzi spaziali…facemmo un ballo strano ed i miei genitori credettero che ci sentivamo male…poi gli abbiamo spiegato che era tutto un gioco

Gennaro: “Si, loro capiscono più di noi, ma a differenza di noi bambini non hanno la fantasia. Noi siamo “più” per la fantasia, abbiamo una marcia in più.

Giuseppe Quando ho fatto vedere la playstation e loro non hanno capito

Raffaele: Una volta feci un disegno, ma la maestra non lo capi

Daniele: Si.. quando vidi mio zio che ha affidato la sua vita a Gesù fra le nuvole…mi dispiacqui perché mamma non capì.. allora andai da un amico al quale gli è morto il cane…gli dissi di guardare in cielo…lui ha guardato ed ha visto il suo cane fra le nuvole…allora rimasi soddisfatto

Sara: una volta ho disegnato un serpente, ma ai miei genitori sembrava un bruco…Da quel momento mi sono convinta che non avrei mai potuto fare la pittrice

Gennaro: ricordo quando ho detto ai miei genitori di guardare le nuvole, io vedevo una papera, ma loro non vedevano nessuna  papera

Aldo: Ricordo quando regalai a mia madre una collana, ma lei non credeva che ero riuscito a conservare i soldi. Ci rimasi molto male.

Francesca: Si, proprio facendo vedere ai miei genitori quello che ho disegnato. Come temevo non hanno capito di che si trattava. Invece di un serpente-boa che addenta la sua preda, hanno detto che erano due animali che si erano appena conosciuti.

Il Piccolo Principe si rivelera’ l’amico che ognuno di noi vorrebbe avere ed accompagnera’ il lettore attraverso un meraviglioso viaggio che lo porterà, con la semplice fantasia, a ritrovare “il bambino che e’ in noi”.

Tutti i grandi sono stati bambini ma, forse, non se lo ricordano più: lo sapevate?

Sara:  E’ vero….quando facciamo caos urlano e non pensano che in passato anche loro facevano  chiasso.

Annarita: I miei genitori non ricordano niente della scuola

Francesca:…ma io glielo ricordo sempre, che ognuno di noi scavando, scavando si ritrova un po’ bambino…

Aldo: i grandi diventano insensibili di fronte alle cose semplici

Raffaella: alcune persone parlano sempre della loro infanzia…altre no

Daniele: i grandi non pensano a noi…di conseguenza non ricordano quando loro erano bambini

Luca: i grandi non pensano che sono stati bambini…pensano solo al loro lavoro

I bambini devono essere indulgenti coi grandi.

Se vi ho raccontato tanti particolari sull'asteroide B 612 e se vi ho rivelato il suo numero, e' proprio per i grandi che amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali.
Non si domandano mai:
"Qual'e' il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?"

Ma vi domandano:
"Che eta' ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?"
Allora soltanto credono di conoscerlo.
Se voi dite ai grandi:
"Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto"" loro non arrivano a immaginarsela

Aldo: l’abbiamo già detto…i grandi non hanno fantasia

Francesca:  Io non è che voglio giustificarli, ci mancherebbe…ma tante volte i grandi non hanno tempo per fantasticare…hanno mille preoccupazioni.

Il primo asteroide è abitato da un re solitario che non tollera la disubbidienza ma allo stesso tempo da ordini ragionevoli in modo da essere sempre ascoltato.

Daniele: “ Non mi piacerebbe fare il re”

Perché bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare?
Se si esige di più che cosa accade? Se si esige di meno?

Francesca: dare un compito a chi ha maggiori capacità è giusto..ma dare un grande compito a chi non ha capacità è sbagliato!

Raffaella: se si esige di più va  a finire che non si viene ascoltati…invece se si esige di meno, si viene ascoltati

Gennaro: se si esigesse di più si vivrebbe in un mondo tutto “attorcigliato”…se si esigesse di meno si vivrebbe meglio

Aldo: ognuno deve dare ciò che può

Michele: non bisogna esigere quello che non si può dare!

Emilia: non posso decidere sempre i grandi!

Daniele: per esempio i grandi pensano solo al futuro, vogliono già decidere noi che faremo da grandi, io voglio sapere cosa farò da piccolo…cosa faccio ora

Francesca: Si deve esigere da ciascuno quello che può dare perché altrimenti quello che può fare non lo si fa

Un giorno il fiore aveva visto passare una carovana “ Gli uomini? Ne esistono, credo, sei o sette. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa dova trovarli. Il vento li spinge qua e là. Non hanno radici e questo li imbarazza molto”.

“ Gli uomini non hanno radici” Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi?

Annarita:…forse senza radici dovremmo essere più liberi…ma essere liberi nella nostra città non è molto facile

Francesca: gli uomini senza radici sono liberi, ma essere senza radici non sempre è bello…olte ho paura. meglio non sempre è facile, perché significa dover decidere tutto da soli…e io tante volte ho paura...

Giuseppe. Ti puoi muovere…ti puoi spostare…

Michele : Gli svantaggi sono che non provano sentimenti…i vantaggi sono che possono volare

Luca: Essere senza radici significa spostarsi…E’ molto bello perché puoi conoscere il mondo…ma non puoi fare amicizie

La volpe del deserto confessò al Piccolo Principe il suo desiderio di essere addomesticata. "Cosa significa 'addomesticare'?" "E' parola dimenticata da tempo. Significa 'creare dei legami”. Per ora tu sei per me un ragazzino uguale a molti altri... Anch'io sono per te una volpe uguale a molte altre. Non abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Però, se mi addomestichi, io avrò bisogno di te e tu avrai bisogno di me. Tu sarai unico per me e io sarò unica per te in tutto il mondo".

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose."Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse."Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente,, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e'' più importante di tutte voi perché e' lei che ho innaffiata..

La volpe insegna al Piccolo Principe che non importa se esistono centomila altre rose uguali alla sua, perché è solo la cura e il tempo che le ha dedicato a renderla unica al mondo.
Prova a pensare a ciò che ti circonda e disegna chi o che cosa per te è unico al mondo.

Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l' ora della partenza fu vicina:: "Ah!! " disse la volpe,, " "...... piangerò". "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..." "E' vero", disse la volpe. "Ma piangerai!" disse il piccolo principe. "E' certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?" "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano.
Ma allora molte volte gli adulti non hanno più fantasia, perché non vedono più i colori delle cose che stanno intorno a loro.

L’amicizia è la possibilità di aprire nuovi orizzonti, come aprire una porta.

L’incontro con la volpe permette al Piccolo Principe di scoprire l’importanza dei riti, dell’amicizia e del tempo che occorre per creare dei legami.
Alla fine dell’incontro, prima
della partenza del Piccolo Principe, la volpe si rivolge al giovane protagonista, confidandogli che piangerà la sua assenza.

Se all’ora della partenza si piange un amico, allora che cosa è per te l’amicizia?
- l’amicizia è un sentimento molto forte -

 

· Giuseppe: il piccolo Principe avevo lo stesso rapporto con la volpe e con la rosa…era profondamente legato. L’amicizia per me è un legame.

· Giuseppe :è una cosa importante che non si vede con gli occhi, ma con il cuore.

· Giuseppe: L’amicizia nasce  da un incontro e può essere un fatto transitorio

· Silvia : l’amicizia non può durare una vita…la rottura di un’amicizia significa che il rapporto era sbagliato..è successo anche a me di dover lasciare un’amica…ho provato molta nostalgia perchè con lei avevo trascorso momenti di gioia..

· Annarita: l’amicizia è tutto…

· Aldo: ..nasce al primo colpo

· Annarita: senza gli amici ti senti sola

· Emilia.: sono gli invidiosi a far rompere le migliori amicizie

· Luca:..richiede lungo tempo per nascere perché ci si deve conoscere meglio…poi un amico ti aiuta sempre

 

· Michele:..ho incontrato un amico in Emilia-romagna che non vedevo da tanto tempo…quando me ne sono andato ho pianto perché non volevo lasciarlo solo…l’amicizia è una cosa unica …è la cosa più bella che c’è…

Anno scolastico 2006/07
Prof. Elisabetta Sabatino

(6 maggio 2008)

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