FILOSOFIA E BAMBINI

SCUOLE APERTE 2007-2008 - "UNA SCUOLA A PIU' VOCI"
II Circolo Didattico "G.Mazzini" Frattamaggiore (NA)

II C.D. “G.Mazzini” Frattamaggiore
I partner del Progetto: Scuola Secondaria di I grado “M.Stanzione” Frattamaggiore / Scuola Secondaria di I grado “Novio Atellano” Frattaminore / Scuola Secondaria di I grado “ M.Stanzione” Orta di Atella / Istituto Studi Atellani / Legambiente –“Pianeta Atella” ONLUS, C.E.A (Centro di Educazione Ambientale) “Il Pino” / Unicef Campania / Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta / Circoscrizione Campania di Amnesty International/ Cooperativa Sociale ONLUS Cantiere Giovani di Frattamaggiore / Centro Astalli Sud ONLUS / Amici del presepe / Mille Soli ONLUS / Archeoclub Sede di Atella / Parrocchia Madonna del Carmine Frattamaggiore / Parrocchia S.Simeone Frattaminore / Comune di Frattamaggiore - Centro Sociale anziani / Presidenza del Consiglio del Comune di Frattamaggiore / Comune di Frattaminore / Comune di Orta di Atella

"Come il filo di Arianna…un filo che libera legando, che fa stare bene, che costruisce promesse, che si fa progetto. Un filo che sa farsi tempo nel tempo. Filo-so-fare. Seguire il filo…quello della canapa.  Fare pratica di legami."

La coordinatrice Pina Montesarchio

Premessa del progetto "Una scuola a più voci" II Circolo Didattico "G.Mazzini" Frattamaggiore

Una breve riflessione, in apertura, per dire cosa ha significato per noi lavorare alla stesura del progetto Scuole Aperte. Si è trattato di andare a ricercare le condizioni perché tutta la comunità potesse abitare la scuola e la scuola abitare il territorio. Ciò che "di altro" abbiamo ipotizzato, nell'ambito del progetto, assume per noi i caratteri di un qualcosa di straordinario. Eppure frequentare un Museo, assumerlo come luogo dove poter attivare momenti laboratoriali con gli alunni, non ha nulla di eccezionale, è invece la normalità sana. Impegnare i giovani in ricerche su possibili scoperte di reperti archeologici da parte di privati, mai partecipate al pubblico, per avviare una possibile azione di recupero e valorizzazione, nella consapevolezza che l'arte e la storia sono un bene comune, non è straordinario. Dare la parola agli anziani perchè riportino a noi il loro tempo, pensare di costruire ponti tra le diverse età ed etnie; riferirci al nostro territorio, al di là dei confini comunali e provinciali per ritrovare oltre questi confini l'antica Atella che è la nostra terra, non è straordinario. C'è una strada che traccia il  confine, qui sul territorio atellano, tra Frattaminore – provincia di Napoli- e Orta di Atella –provincia di Caserta-. A chi appartiene quel pezzo di cielo, oppure quel coccio ritrovato in uno scavo, o anche quel fumo che offusca ogni cosa, quando i cassonetti vengono dati alle fiamme? Sconfinare vuol dire anche ritrovarsi in un comune impegno per l'ambiente, per l'arte, per la storia. Pensare a un luogo dove noi adulti si possa, insieme ai ragazzi, dissequestrare le parole della politica, perché siano sempre declinate secondo la voce "bene comune", e indagare la realtà complessa che si nasconde dietro il degrado ambientale del nostro territorio, luogo dove i ragazzi possano mettere in pratica la cultura della legalità e della convivenza democratica, attraverso una partecipazione attiva alla vita sociale, non è straordinario, gli abbiamo un nome: Consiglio di Comunità dei Ragazzi e Osservatorio Ambiente-Legalità. Abitiamo un territorio offeso e tradito, invaso da cumuli di immondizia, disturbato dal rumore della violenza. Qui la comprensione coincide col modo di umanizzare, attraverso la parola, un ambiente che spesso è ostile. Andare in cerca della bellezza come il solo sentimento capace di destare gli animi dall'indifferenza, l'abbiamo trovata nella storia lontana di Atella e in quella più vicina della canapa. Costruiamo insieme un inizio, facciamo squadra noi scuole di un territorio il cui nome si perde nella storia, noi cittadini tutti per una rinnovata alleanza educativa, diamo voce al "posso anch'io" per dire di una volontà di esserci in modo attivo, per dire di una consapevolezza da promuovere nei bambini, per dire di una possibilità. Dal pensiero nasce un altro mondo, non un mondo ideale, ma un mondo nel quale siamo già in altro modo. Scuole Aperte ha rappresentato per noi il possibile. Sta a noi ora riportare ciò che abbiamo tracciato come cosa straordinaria, nella vita ordinaria della scuola e del paese. Sul nostro territorio il passato non è "passato" ma rivive nel presente. E' recente la scelta dell'amministrazione comunale di Frattamaggiore di porre il bronzo di una canapina (operaia della canapa) nella costruenda rotatoria di Piazza Carmelo Pezzullo (ricco industriale della canapa). "Sta campagna nun è a' nosta comm'è nosta sta fatica!" Cantavano le canapine. Ogni luogo ha un nord e un sud. Occorre la cura dello sguardo per vedere ciò che altrimenti non si vede. Capire il sud/le periferie del proprio territorio, del tempo presente e/o passato equivale a capire le periferie del mondo. La canapina, tra le figure più importanti della realtà lavorativa del territorio fino alla prima metà del '900, diventerà, nell'ambito del progetto "Una scuola a più voci" la pigotta canapina Unicef, nella cui realizzazione saranno impegnati bambini di Scuola Primaria e Secondaria di I Grado e genitori e nonni e cittadini immigrati, tutti insieme a vivere, in questo gesto simbolico, un comune impegno per la scuola e per il sociale.

Modulo I - Ricostruire legami… ripartire dai luoghi…

“Posso anch’io” - laboratorio di legalità
Viviamo legami ingabbiati dentro i confini geografici politico-amministrativi dei paesi dell’area atellana.Con la voce “Sconfiniamo” ci riferiamo all’impegno e alla cura quotidiana dei legami, oltre un tempo e un luogo dato.Sconfinare vuol dire anche ritrovarci in un comune impegno per vivere l’ambiente, l’arte e la storia come bene comune.Riprendiamo il valore della legalità secondo un piano più alto, indefinito, dove di ciò che si deve fare e/o non fare sembra non dover rispondere nessuno.Eppure è proprio lì, in quel luogo indefinito che c’è la persona con i suoi bisogni. C'è un blocco da vincere: il pensare di non potere niente.Occorre farci promotori di una coscienza di responsabilità larga.La nostracomunità umana può molto: può farsi soggetto di relazioni umane, di dialogo, di incontro, di scambio e di pace.Pensiamo a un luogo dove noi adulti si possa, insieme ai bambini, dissequestrare le parole della politica, perché siano sempre declinate secondo la voce "bene comune“.

Progettazione partecipata
I bambini e le bambine rappresentano i futuri cittadini della nostra città. Diventa importante, quindi, promuovere nei piccoli la capacità di essere “protagonisti di cambiamenti", attraverso attività che favoriscano le capacità di operare scelte. Gli spazi ristrutturati con il contributo dei bambini risulteranno più riconosciuti, rispettati e difesi sia dai bambini che da noi tutti(li hanno fatti i nostri figli/i nostri alunni). Il lavoro mira a valorizzare l'originalità delle proposte infantili rese fattibili dalla competenza di untecnico adulto, il cui compito non è quello di insegnare ai bambini come si progetta, ma come rendere realizzabili le loro idee, specie quelle più innovative.

Trenino eco-logico
Il trenino eco-logico realizzerà le condizioni perché si possa cominciare a parlare di un presidio permanente sul territorio atellano, "osservatorio ambiente legalità“, che veda uniti nello stesso impegno giovani, adulti, immigrati.Tutti gesti compresi in un’azione di “osservatorio” rimandano ad un’opera di “manutenzione” ambientale nonché culturale. L’azione dello sguardo nel momento in cui si “mette a vedere” perde la sua innocenza. Chi vede non è più innocente di fronte al visto.

II Modulo – A scuola nel museo
"A scuola nel museo" non esaurisce la sua funzione in attività laboratoriali all'interno del museo. Sarebbe riduttivo. Fa da sfondo una sensibilità da promuovere: parliamo di volontariato culturale. Il progetto avvia non solo un percorso di conoscenza archeologica, alternando momenti di laboratorio con visite guidate sul territorio.Ci si impegna noi tutti sul territorio ad avviare ricerche di possibili scoperte di privati, mai partecipate al pubblico, al fine di elaborare valide ipotesi di recupero e valorizzazione, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta.

III Modulo – Voci e movimenti della canapa

Laboratorio teatrale
Ispirati da forme di danza collettive e da rituali tradizionali che hanno radici nella coltivazione della canapa e nel legame archetipico uomo/natura, ripercorrere insieme gli eventi che hanno caratterizzato la coltivazione della canapa: corteggiamento e lotta, semina e raccolto, nascita e morte, vittoria e sconfitta. Riaccendere la "memoria spenta" della coltivazione e lavorazione della canapa, utilizzando voci e movimenti. I gesti, dalla semina alla lavorazione del prodotto. Le voci che accompagnavano quei gesti. Per ricostruire e far rivivere memorie e storie. Non esiste forma sociale umana che non abbia prodotto forme di danza o di ritualizzazioni tramite il movimento. Il corpo diventa luogo da cui partire per scoprire, incontrare e apprendere. Il ritmo scandisce la vita di ogni cosa e di ogni creatura. L’incessante alternarsi delle stagioni, della notte e del giorno, della vita e della morte. Il ritmo del respiro, il battito del cuore, il ciclico procedere della vita.  

Laboratorio creativo
Rievocazione di mestieri e figure dei luoghi della canapa attraverso la realizzazione in scala ridotta degli attrezzi del tempo.

IV Modulo La “Bottega del fare”

La pigotta canapina
….Sul nostro territorio il passato non è “passato” ma rivive nel presente. La canapina, tra le figure più importanti della realtà lavorativa del territorio fino alla prima metà del ‘900, diventerà, nell’ambito del progetto “Una scuola a più voci” la pigotta canapina Unicef, nella cui realizzazione saranno impegnati bambini di Scuola Primaria e Secondaria di I Grado e genitori e nonni e cittadini immigrati, tutti insieme a vivere, in questo gesto simbolico, un comune impegno per la scuola e per il sociale.

Laboratorio di autobiografia
Il piacere di ricordare e di raccontare di sé fa parte da sempre della natura umana e del resto, “…anche la vita più piccola ha una storia da raccontare…”. In questo laboratorio si cercherà  di dar “forma” alla memoria della canapa attraverso la scrittura, rivisitando emozioni, volti, luoghi, sensazioni…e “voce” alle storie di chi ha lasciato, per scelta o necessità, la propria terra diventando straniero e migrante in terra atellana. (Pietre sul cammino? Le custodisco tutte, un giorno ci costruirò un castello...-Fernando Pessoa)

V Modulo L’immaginereciproca perunareciprocacomprensione – Incontri intergenerazionali
Il modulo si propone di ristabilire una cornice educativa che consenta di elaborare incontri e scambi tra generazioni. Ciò che ci preoccupa è la distanza, l’incomprensione, l’incomunicabilità, l’indifferenza reciproca tra generazioni. Pensiamo che la scuola debba interrogarsi sulle ragioni di questa frattura per ricostruire un ponte comunicativo tra le generazioni. Noi viviamo dentro pratiche dialogiche. Le parole che usiamo costruiscono la realtà, e non viceversa. Questo ci dà una grande libertà perché con le parole possiamo giocare. Possiamo anche decidere che la parola generazione va de-costruita, scavata, per vedere cosa c’è dentro. Allora potremmo scoprire che il bisogno di autonomia è del bambino ma anche dell’anziano. Che la solitudine è anche dei giovani, non solo dei genitori quando i figli si fan grandi e vanno via. Gli incontri laboratoriali verteranno sui temi: la solitudine, la libertà.Ovvero “Sentirsi soli”, “Sentirsi autonomi”

T-Essere in rete
Un blog come luogo di incontro tra quanti vivranno l’esperienza di Scuole Aperte, per condividere. Quasi un diario di bordo per informare in modo più efficiente e continuo su argomenti iniziative-esperienze legati al progetto “Una scuola a più voci”. L’impegno è di favorire una maggiore interazione tra docenti, non docenti, partecipanti tutti delle nostre attività e diffondere e valorizzare l’uso didattico del blog a scuola. 

Spazio e tempo di ascolto
E’ un tempo di cura finalizzato alla promozione alla prevenzione di forme di disagio psicologico e alla costruzione di rapporti positivi tra docenti, alunni e genitori, nonché all'accrescimento della fiducia e della solidarietà nella scuola.

18 aprile 2008