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FILOSOFIA E BAMBINI

 

frattamaggiore 05 convegno filosofia coi bambini relazione di Umberto Tenuta

 

Città di Frattamaggiore - Provincia di Napoli

Con il patrocinio di:

·        AMICA SOFIA, FILOSOFIA CON I BAMBINI E CON I RAGAZZI - articolazione interna della Società Filosofica Italiana, sezione di Perugia

·        Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli

·        RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA, MAGGIOLI, RIMINI: www.rivistadidattica.com

 

Convegno DI STUDIO

Pina Montesarchio

Esperienze di filosofia con i bambini: il senso del possibile

II Circolo Didattico “G.Mazzini” Frattamaggiore (Na)

22 giugno 2005 – ore 10.30

 

Schema della relazione dell’isp. Umberto Tenuta, Direttore della RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com)

 

v     Riteniamo che La sperimentazione della filosofia coi bambini[1], Più che uno spazio didattico aggiuntivo, quasi una nuova disciplina,  si configuri come la caratterizzazione di un modello di scuola di spirito filosofico dotata[2], una scuola che privilegia….

 

v     Sappiamo che il limite di fondo della scuola, nata dall’enciclopedismo illuministico, è il nozionismo: il sapere come accumulo di nozioni e le nozioni come <<retorica delle conclusioni>>, dice lo Schwab[3]

 

v     Non sono mancati le reazioni a questo tipo di scuola, molto criticata emessa sotto accusa, e non sono mancati, insistenti e forti,  ad una scuola della riflessione, della scoperta, del problem solving[4], nella consapevolezza  che il problema nasce dalla domanda

Ø      <<L'istruzione non dà risposte senza domande>> (Relazione Fassino del 1982, Par. XXVI).

Ø      <La domanda, in effetto, costituisce formalmente il discepolo: egli è colui che non sa e vuole sapere, e che pone i suoi interrogativi a chi sa, o almeno sa come si può sapere>> (LAENG M., L'educazione nella civiltà tecnologica, Armando, Roma, 1970, p. 100).

 

v     SAPPIAMO CHE LA FILOSOFIA SI PONE COME DOMANDA

Ø      Scrive Platone nel Teeteto: <<Ed è proprio del filosofo essere pieno di meraviglia, né altro cominciamento ha il filosofare che questo essere pieno di meraviglia>>[5]

 

v     E SAPPIAMO O, MEGLIO, DOVREMMO SAPERE CHE IL BAMBINO SI PONE COME FILOSOFO

Ø      <<Lo stupore per il mondo, ciascuno lo ha conosciuto in una fase della prima infanzia. Ciò che per un adulto è già diventato abitudine e normalità, per il bambino è fonte di meraviglia. Il domandare radicale è proprio del bambino, così come della filosofia>>[6].

Ø      Tuttavia, questa meraviglia, che è innata nei bambini[7], viene presto distrutta e non si ritrova più né in essi né negli adulti.

§          <<I bambini crescono e imparano a… non trarre più domande>>[8]

 

v     Primo compito della filosofia coi bambini, quindi, è l'esigenza di coltivare la curiosità dei bambini

Ø      <<Già da piccolo il bambino si pone tutte le questioni filosofiche che sono dotate di senso: intorno alla vita, alla morte, all'amore, al tempo, al pensiero[9]. I bambini interrogano il mondo molto precocemente, ed è qui il punto di partenza della pratica filosofica. Il metodo della filosofia con i bambini prende le mosse da questo interrogare per iniziare con loro questo percorso. Si tratta, quindi, di non scansare queste domande. La filosofia è intesa qui come questione, e non come sapere, che accompagna la meraviglia e lo stupore di fronte al mondo>>[10]

 

v     IN EFFETTI, IL FARE FILOSOFIA COI BAMBINI NON è UN OPTIONAL, MA IL MODO CORRETTO DI FARE SCUOLA: NON SI FA SCUOLA SE NON PARTENDO DALLE DOMANDE DEI BAMBINI, CIOè DAL LORO FILOSOFARE

 

v     ORA DOMANDIAMOCI SE NELLE NOSTRE SCUOLE I BAMBINI SONO INCORAGGIATI A PORRE DOMANDE

Ø      Sappiamo invece che molto spesso le domande, non solo non sono incoraggiate, ma sono vietate: gli alunni hanno il dovere di ascoltare i docenti che fanno lezioni. In questo modo, la scuola viene meno al suo compito fondamentale che è quello di far nascere l’amore del sapere, come testimonia la parola studente (colui che ama il sapere), sinonimo di filosofo.

 

v     NELLE CLASSI DELLA MONTESARCHIO I BAMBINI PONGONO DOMANDE

Ø      La Montesarchio stimola, sollecita, favorisce le domande dei bambini: la sua è la scuola della domanda, delle domande che i bambini  pongono in ordine ad ogni questione, quale che sia l’ambito disciplinare di pertinenza (scuola di spirito filosofico dotata)[11]

§          Scuola della domanda, nel rispetto della psicologia dei bambini

§          Scuola, quindi, dei problemi (Problem solving)[12] che sempre nascono dagli interrogativi

§           Come scrive il Ferrari, <<invece di iniziare la trattazione di un argomento con una serie di defi­nizioni, di teoremi e di corollari, si parte da problemi la cui… risoluzione porta alla scoperta di un concetto o allo sviluppo di una teoria>>[13].

 

v     Ma la Montesarchio non dà risposte

Ø       la Montesarchio non si limita a promuovere le domande dei bambini  ma favorisce, orienta, guida anche la ricerca delle risposte da parte dei bambini secondo la metodologia del dialogo[14]

 

v     LAMETODOLOGIA DELLA MONTESARCHIO

§          Dalla Mostra che abbiamo visitato, dalla Relazione della Montesarchio e dalle sue pubblicazioni[15] ci sembra che sia possibile enucleare alcuni orientamenti metodologico-didattici che possano costituire il punto di riferimento di quanti vogliano incamminarsi sulla strada di una scuola di spirito filosofica dotata.

 

v     MANIFESTO DI UNA SCUOLA DI SPIRITO FILOSOFICO DOTATA

Ø      Ecco perché da questo incontro vogliamo far nascere un Manifesto

§          perché le scuole, in particolare quelle dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado che a questo Manifesto si ispireranno, possano trovare nella MONTESARCHIO un punto di riferimento, personale, concreto, reale, nella loro azione e nella loro organizzazione educativa e didattica, oltre che  nel loro impegno di formazione in servizio

 

v     CIPPO: a Frattamaggiore oggi abbiamo piantato un cippo

Ø      Perciò riteniamo che oggi a Frattamaggiore abbiamo idealmente posto un cippo

§          l’augurio è che intorno a questo cippo ideale si ritrovi il maggior numero possibile di docenti delle scuole della Campania in particolare, ciascuna per apportare il suo contributo di idee e di esperienze

 

v     NON UNA MA DIECI CENTO MILLE ESPRIENZE

Ø      ci auguriamo che qui si ritrovino nei prossimi incontri non una ma dieci cento mille esprienze per far crescere la scuola campana e nazionale, anche tramite il contributo di AMICA FILOSOFIA e della RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA che cureranno la pubblicazione del MANIFESTO DI FRATTAMAGGIORE  e di tutte le esperienze che vengono realizzate (sono in via di pubblicazione gli atti delle esperienze di Frattamaggiore e di Cava dei Tirreni)

 

v     GRAZIE

Ø      Convinti come siamo di avere lavorato per la crescita della scuola campana e nazionale, diciamo grazie:

§          alla Prof.ssa Pina Montesarchio

§          al Dirigente scolastico del II Circolo di Frattamaggiore, Dott. Antonio Pomponio

§          al Dirigente scolastico del I Circolo di Afragola, Dott. Antonio Gambuti

§          A tutti coloro che hanno apportato i loro contributi

§          Ma soprattutto a tutti coloro che continueranno a lavorare in rete, secondo lo spirito di una scuola di spirito filosofico dotata



[1] Al riguardo si pone il problema terminologico: Filosofia per i bambini, come scrive il Lipman (Philosophy for Children) che potrebbe far pensare ad una filosofia minore, adatta ai bambini, oppure Filosofia coi bambini che lascia pensare alla filosofia con la guida del docente ed infine a Filosofia dei bambini che lascia pensare al filosofare autonomo dei bambini? Forse si potrebbe optare per l’espressione Filosofia dei e coi bambini che, nel mentre salvaguarda lo spirito filosofico col quali i bambini guardano il mondo, prevede anche l’immancabile guida del docente.

[2] TENUTA U., Una scuola di spirito filosofico dotata, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com

[3] SChwab J.J., Brandwein p.F., L’insegnamento della scienza, Armando, Roma, 1965

[4] In merito al Problem solving cfr.: MOSCONI G., D'URSO V. (a cura di), La soluzione di problemi. Problem-solving, Giunti-Barbèra, Firenze, 1973; KLEINMUNTZ B.(a cura di), Problem solving Ricerche, metodi, teorie, Armando, Roma, 1976; DUNCKER K., La psicologia del pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1969; WERTEIMER M., Il pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1965; DORNER D., La soluzione dei problemi come elaborazione dell’informazione, Città Nuova, Roma, 1988. Pe la problematica dell’ermeneutica, cfr: GENNARI M., Interpretare l’educazione. Pedagogia, semiotica, ermeneutica, La Scuola, Brescia, 1992; MALAVASI P., Tra ermeneutica e pedagogia, La Nuova Italia, Firenze, 1992.

[5] MONTESARCHIO P., La metafisica dei bambini paragonata a quella degli adulti, Morlacchi Editore, Perugia, 2003, p. 9.

[6] MONTESARCHIO P., La metafisica dei bambini paragonata a quella degli adulti, Morlacchi Editore, Perugia, 2003, p. 7. Le evidenziazioni sono nostre, in tutto i testi citati.

[7] HODGKIN R.A., La curiosità innata - Nuove prospettive dell'educazione, Armando, Roma, 1978.

[8] MONTESARCHIO P., Ivi, p. 17.

[9]Come si precisava nei PROGRAMMI DIDATTICI del1985,<<Il programma, necessariamente articolato al suo interno, mira ad aiu­tare l'alunno, impegnato a soddisfare il suo bisogno di conoscere e di comprendere, a possedere unitariamente la cul­tura che apprende ed elabo­ra>>.

[10] RIEMMA M., MONTESARCHIO P., Vedi alla voce “dialogo”, Morlacchi Editore, Perugia, 2004, p. 31.

[11] TENUTA U., Una scuola di spirito filosofico dotata, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com

[12] In merito cfr.: AEBLI H., Didattica psicologica, Giunti-Barbèra, Firenze, 1968; BROWN S.I., WALTER M.L., L’arte del problem posing, SEI, Torino, 1988; CLAYTON T.E., Insegnamento e apprendimento, Martello, Milano, 1965; DE BENI M. (a cura di), Costruire l’apprendimento, La Scuola, Brescia, 1994; DUNCKER K., La psicologia del pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1969; GARDNER H, Educare al comprendere, Feltrinelli, Milano, 1994; GIUNTI A., La scuola come "centro di ricerca", La Scuola, Brescia, 1973; GOSTINI G., L’apprendimento euristico per unità didattiche, La Scuola, Brescia, 1969; KLEINMUNTZ B.(a cura di), Problem solving Ricerche, metodi, teorie, Armando, Roma, 1976; Laeng M., «Strategie didattiche», in Enciclopedia pedagogica, La Scuola, Brescia, 1989-1994; MOSCONI G., D'URSO V. (a cura di), La soluzione di problemi. Problem-solving, Giunti-Barbèra, Firenze, 1973; TENUTA U., L'attività educativa e didattica nella scuola elementare ¾ Come organizzare l'ambiente educativo e di apprendimento, La Scuola, Brescia, 1989; Trentin G., Insegnare e apprendere in rete, Bologna, Zanichelli, 1998.; Vertecchi B., La didattica tra certezza e probabilità, La Nuova Italia, Firenze. 1990; WERTHEIMER, Il pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1976.

[13] FERRARI M., L'educazione matematica dai 13 ai 18 anni, in L'educazione Matematica, C.R.S.E.M., CAGLIARI, Suppl. I, 1980, p. 45.

[14] In merito cfr.: Johnson, D.W. et al., Apprendimento Cooperativo in Classe, Edizioni Erickson, Trento, 1997; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCHERMAGLIO C., Discutendo si impara. Interazione sociale e conoscenza a scuola, NIS, Roma, 1991; PONTECORVO  C. (a cura di), La condivisione della conoscenza, La Nuova Italia, Firenze, 1993; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., (a cura di), I contesti sociali dell’apprendimento. Acquisire conoscenze a scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana, LED, Milano, 1995;. Ligorio M.B., Apprendimento e collaborazione in ambienti di Realtà Virtuale. Teoria, metodi, tecniche ed esperienze, Garamond, Roma 2002 

[15] Tra le pubblicazioni della Montesarchio si citano: RIEMMA M., MONTESARCHIO P.,  Vedi alla voce “dialogo”, Morlacchi Editore, Perugia, 2004; RIEMMA M.,MONTESARCHIO P., Lungo i sentieri del tragico, Edizioni PHOEBUS, Casalnuovo (NA), 2004; MONTESARCHIO P., La metafisica dei bambini paragonata a quella degli adulti, Morlacchi Editore, Perugia, 2003; MONTESARCHIO P., Il simposio – Un pretesto per ragionar d’amore, Edizioni PHOEBUS, Castelnuovo (NA), 2000; MONTESARCHIO P.,Educazione Interculturale e processi di integrazioni e interazioni, la comunità zingara,Ed. Imbarco 1989; Montesarchio P., La metafisica dei bambini, in AA.VV.(a cura di Galeazzi G. e Ventura B.M. Filosofia e scienza nella società tecnologica. Alcune questioni epistemologiche, etiche e didattiche, , Franco Angeli, Milano 2004, pp. 341 – 350: MONTESARCHIO P., Discutendo si impara, in Scuola Italiana Moderna, La Scuola, Brescia, n.15, Aprile 2005, pp.13-16; MONTESARCHIO P., L’esperienza estetica nel dialogo filosofico con i bambini, sezione Fondamenti, in www.rivistadidattica.com; MONTESARCHIO P., Di quanta filosofia ha bisogno la tecnologia, sezione Metodologie e Tecnologie, in www.rivistadidattica.com;  MONTESARCHIO P., Discutendo si impara, sezione Filosofia e Bambini, in www.edscuola.it; MONTESARCHIO P., Filosofia con i bambini , in www.neuroscienze.net; MONTESARCHIO P., Pratiche filosofiche dentro le mura, in www.neuroscienze.net; MONTESARCHIO P., La natura dell’io tra psicologia e filosofia, in www.neuroscienze.net.

 

 

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