FILOSOFIA E BAMBINI


COMPUTER: POSSONO PENSARE? di Concetta Di Palo

Filosofia e PC

                                                                                                        

Tutti quanti siamo presi nella rete del pensiero. Questo è un fatto che non può essere messo in discussione. È così. Gli esseri umani sono intelligenti. Una caratteristica che nessuno osa mettere in discussione. Eppure, se ci si chiede che cosa vuol dire 'essere intelligenti’ si scopre facilmente che le risposte sono le più diverse. E in molti casi questa caratteristica, a prima vista tutta umana, non sembra più così esclusiva. Gli animali, per esempio, sono intelligenti? E le piante? Siamo stati programmati a livello biologico, fisico, e anche a livello mentale, intellettuale. Dobbiamo renderci conto di essere stati programmati come dei computer. E perché non trovare l'intelligenza anche in un computer, un robot, una macchina?
Insomma, le macchine possono pensare?

È questa, schematicamente, la domanda al centro di una disciplina di Thomas Hobbes il quale sosteneva che ragionare non è nient'altro che calcolare: la mente umana sarebbe dunque il prodotto di un complesso insieme di calcoli eseguiti dal cervello.

La teoria dell’intelligenza artificiale/debole, sostiene che un computer non sarà mai in grado di essere equivalente a una mente umana, ma potrà solo arrivare a simulare alcuni processi cognitivi umani senza riuscire a riprodurli nella loro totale complessità.

Ma i calcolatori lavorano semplicemente su simboli privi di significato. Non conoscono e non associano nessun senso ai segni che manipolano.

 Le menti sì.

Gli specialisti programmano i computer in base ai risultati che vogliono ottenere. E queste macchine supereranno l'uomo nella capacità di pensare.

I computer possono accumulare esperienza, imparare dall'esperienza raccolta, e quindi essere programmati in base alla conoscenza che hanno immagazzinato.

A poco a poco supereranno in accuratezza e velocità la nostra capacità di pensare.

Naturalmente non potranno mai comporre come Beethoven o scrivere come Keats; tuttavia sorpasseranno la nostra capacità di pensiero. Pensare è un’attività della mente che ci permette di interrogarci su ciò che ci circonda e, soprattutto, su ciò che riguarda la nostra esistenza. Nel pensare risiede la dignità degli esseri umani e il pensiero padre di tutti gli altri è quello filosofico poiché tenta di interpretare la realtà, nella quale a pieno titolo rientrano tutte le altre forme di pensiero (la matematica, la fisica, la storia, ecc.).

La filosofia è al di sopra di ogni altro pensiero perché non si limita al tentativo di illustrare il funzionamento della realtà, ma tenta anche di spiegare perché la realtà procede in quel modo piuttosto che in un altro.

 

Nel Grande Dizionario italiano dell'uso curato da Tullio De Mauro pensare vuol dire : "raffigurare con la mente, esaminare con il pensiero, anche escogitare, inventare" .

 Mi piace citare e concludere con il pensiero di un alunno “ Giocare è pensare e pensare è espressione della vita stessa” (Luca S. 4^).

 

Ciò vuol dire che potrà essere intergrato con ulteriori “ provocazioni” proprio come il pensiero che pur essendo finito ……. è infinito.