FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI


GENITORI E CORSI PER GENITORI di Umberto Tenuta
La funzione educativa dei genitori deve essere supportata da adeguate iniziative di informazione e formazione 

Le discussioni, se non diventano polemiche, ma si fondano su competenze professionali maturate in lunghi anni di studio, sono sempre utili. La discussione sui genitori educatori è molto importante, stante la consapevolezza oggi emergente che la formazione dei bambini si attua soprattutto nei primi anni di vita, per cui gli educatori più significativi dei bambini sono i genitori.
Siccome l'educazione è il processo attraverso il quale si diventa uomini e siccome l'uomo non è un animale dotato di istinti che gli assicurano la sopravvivenza (Kant), egli ha bisogno di educazione: uomini si diventa solo attraverso l'educazione (Kant), perchè al momento della nascita il bambino è solo un candidato alla condizione umana (Pieron), ma uomo diventa solo attraverso l'acquisizione della cultura (bildung). L'uomo è un essere culturale (Cassirer): è la cultura che fa l'uomo.
Senza cultura non c'è umanità, ma solo bestialità, che peraltro nell'uomo non è fornita di quegli istinti che fanno del leone un leone e del coniglio un coniglio. Senza cultura l'uomo non sopravvive, a meno che non venga allevato dagli animali, come si è verificato spesso (Cfr. Victor, il selvaggio dell'Aveyron).
Ovviamente, la cultura può essere quella orale o quella scritta (Ong). Anche gli analfabeti sono dotati di cultura, acquisita nei rapporti sociali, innanzitutto coi genitori che, seppure analfabeti, sono sempre portatori di cultura, a cominciare dal possesso del linguaggio, anche dialettale, che è un fatto culturale.
Mentre il pulcino nasce con l'istinto che gli consente di pigolare, il bambino ha bisogno delle interazioni linguistiche coi genitori per apprendere un linguaggio, quale che esso sia.
Non si nasce uomo e non si nasce genitore, ma lo si diventa attraverso l'acquisizione della cultura, orale o scritta.
Ora, nessuno disconosce che la cultura scritta è più ricca di quela orale, perchè si fonda su una memoria più potente (libri, opere d'arte, tecnologie digitali ecc.). Il genitore analfabeta o alfabetizzato ha acquisito anche quelle competenze che gli consentono di allevare i figli e di educarli, però nella forma che gli è suggerita dalla sua povera cultura orale.
Indubbiamente, esiste un istinto materno, nella bestia e nell'uomo, che consente all'uno e all'altro di allevare la prole e all'uomo di educarlo attraverso la cultura orale, che è molto povera. PESTALOZZI, soprattutto in Madre e figlio, ha cantato l'istinto educativo della madre.
Ma oggi l'educazione non avviene più attraverso le conoscenze orali, ma tenendo presenti le risultanze della cultura scritta, che si trovano espresse nei saggi di Psicologia, Pedagogia, Sociologia, Antropologia ecc.
Peraltro, oggi sappiamo che i bambini nei primi tre anni di vita acquisiscono anche i fondamenti delle diverse scienze, dalla Matematica alla Musica.
Può un genitore che non ha le competenze sociopsicopedagogiche e disciplinari educare al meglio i propri figli?
Certamente no. Le statistiche ci dicono che i quozienti di intelligenza, per quanto essi possano valere, sono strettamente correlati ai titoli di studio dei genitori. E Don Milani lamentava che il figlio del dottore non aveva i cromosomi più potenti ma aveva avuto un'educazione migliore. Ora, noi vorremmo che i tutti i genitori acquisissero quelle competenze più evolute di quelle acquisite attraverso la loro inculturazione elementare (anche se laureati in Matematica, i genitori non conoscono la Pedagogia, come non la conosce il Professore di Matematica nato dalla Riforma Gentile, per cui molto spesso l'insegnamento della Matematica è fallimentare).
I Genitori e i Professori di Matematica, di Scienze, di Storia, di Lingua ecc. hanno bisogno di una competenza pedagogica che purtroppo nemmeno la scuola dà, se non si tratta di un istituto magistrale, fino a ieri, o dell'Università, oggi.
Che significa questo? Significa che i docenti debbono acquisire una competenza, non solo disciplinare, ma anche pedagogica.
Siccome i genitori sono chiamati a educare i propri figli nei primi anni di vita ed a cooperare coi docenti, durante la frequenza delle scuole, così come prevede l'art. 1 della Legge 53/2003 (ma già l'art. 1 della Legge 30/2000), è quanto mai opportuno che, non solo i docenti, ma anche i genitori acquisiscano competenze più elevate in ordine all'educazione. Da questa esigenza, nell'art. 9 del Regolamento dell'autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999, sono stati previsti iniziative di informazione e formazione anche per i genitori.
Cooperare bene coi docenti si può solo se dotati, non solo di competenze giuridiche, ma anche di competenze pedagogiche. Si tratta degli elementi essenziali delle scienze pedagogiche: nessuno vuole che i genitori diventino dei docenti specializzati, quali sono i veri e propri docenti. Ma nessun genitore può presumere di svolgere i suoi compiti genitoriali, educando i bambini in famiglia, nei primi anni di vita e dopo, cooperando coi docenti nelle scuole, senza adeguate competenze, ma solo sulla base degli istinti genitoriali, che peraltro, a differenza dagli animali, nell'uomo non esistono.
L'art. 9 del D.P.R. 275/1999 offre la possibilità alle scuole di organizzare corsi di aggiornamento anche per i genitori, ai quali possono partecipare anche docenti e dirigenti. Non sollecitare questi corsi significa non avvalersi di uno strumento che è fondamentale per essere genitore nel migliore dei modi possibili.
La RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com) offre alcuni progetti di corsi di aggiornamento per genitori, nell'intento di assicurare ai giovani le migliori competenze anche da parte dei genitori per la migliore formazione della loro personalità. Lo scrivente, vox clamans in deserto, era convinto che i genitori avrebbero accolto con grande soddisfazione queste proposte. Sentire invece che anche i genitori si oppongono a tali iniziative non è certamente incoraggiante. Ma lo scrivente non ha ancora perduto la speranza: vi sono molti genitori che già nel passato hanno fatto richieste del genere. Peraltro, lo scrivente si accinge a tenere dei corsi per genitori all'Università della Terza età di Salerno.
Spes, ultima dea!
Umberto Tenuta
 24 ottobre 2005

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