FAMIGLIE, ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI

COOPERAZIONE COOPERAZIONE ANCORA COOPERAZIONE
di Umberto Tenuta

L’araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.
Art. 1 della L. 53/2003 (ma anche della L. 30/2000): <<nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori>>.

La L. 53/2003 parla di cooperazione e quindi fa riferimento a tutti i genitori, nel rispetto dell’art. 30 della Costituzione del 1948) <<È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio…>>.
Dello Stato dice che istituisce scuole e che <<È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese>>.
La funzione dello Stato è quindi di supporto alla funzione dei genitori: <<rimuove gli ostacoli>>!
Ma la tradizione ha la sua forza e la scuola, istituita dallo Stato nel 1859, quando ancora non era stato sancito il diritto dei genitori e quando lo Stato riteneva necessaria l’istruzione per i suoi fini, continua a rimanere gestita dallo Stato senza tener conto dei principi affermati nel D.P.R. 275/1999 (REGOLAMENTO DELL’AUTONOMIA SCOLASTICA).
Resta in vigore la normativa del D.P.R. 416/1974 (ora nel T.U. 297/1994) sugli organi collegiali che prevede la partecipazione, ma non si dà attuazione alla L. 30/2000 ed alla L. 53/2003 che prevedono la cooperazione.
La partecipazione è caratterizzata da un’estrema debolezza: si pensi che la Giunta del Consiglio d’Istituto è presieduta dal Dirigente scolastico!
Tuttavia, i rappresentanti nei vari organi collegiali sono estremamente interessati alla loro carica che peraltro di solito non esercitano come buon senso vorrebbe, cioè sentendo prima delle riunioni tutti genitori rappresentati.
Comunque, essendo numericamente minoranza, non vengono presi in considerazione. Da qui le continue lamentale dei rappresentanti!
Ma sono lacrime di coccodrillo, perché sono essi i primi ad opporsi alla cooperazione di tutti i genitori.
Ebbene, la scuola non cambierà fino a quando non ci sarà la cooperazione di tutti i genitori!
Quando ad una norma emanata dal Parlamento, su proposta del Governo, si opporranno tutti i genitori, il Governo ci penserà dieci volte ad emanarla o a non revocarla!
Ora facciamo qualche esempio.

IL DOCENTE UNICO

Il docente unico è un’anomalia solo della Scuola primaria!
Non esiste nella precedente scuola dell'infanzia.
A casa normalmente i bambini hanno due educatori: padre e madre.
Il docente unico arriva nella Scuola primaria traumatizzando i bambini abituati a più figure educative!
Ma nessuno si oppone.
I docenti hanno sempre operato singolarmente: un docente, una classe, un’aula, un libro di testo, un programma…
Il D.P.R. 416/1974 introduce un principio di grandissimo valore pedagogico: il collegio dei docenti esamina i casi di scarso profitto prospettati dai vari docenti al fine di individuare i possibili rimedi.
Ma si è esercitata mai questa funzione nelle scuole?
Ogni docente deve affrontare da solo i problemi dei propri alunni.
Le delibere dei consigli di classe e del collegio dei docenti quali ripercussioni hanno avuto nell’azione dei singoli docenti?
Ogni docente è signore assoluto nella propria classe.
Piccola, povera, insignificante soddisfazione!
Ora, se non si accettano i pareri dei colleghi, volete che si accettino i pareri dei genitori?
Chi sono i genitori?
Una premessa: ogni docente, salvo eccezione, si ritiene un esperto, anche se dopo il diploma non ha letto più un libro di pedagogia e forse nemmeno una rivista, anche perché è sempre stato più agevole avvalersi del libro di testo esemmai della rivista didattica.

I genitori non sono pedagogisti!
Che importa che Pestalozzi abbia scritto “Come Geltrude istruisce i suoi figli” ed il meraviglioso “Madre e figlio”: che importa che il grande neuropsichiatra infantile Giovanni Bollea abbia scritto che le madri non sbagliano mai?
Che importa: il docente laureato e vincitore di concorso non ha bisogno più di nessuno; figurarsi poi dei genitori!
E i genitori stanno dietro la porta!

Gli Orientamenti educativi del 1991, non più in vigore, ma una bellissima pagina di pedagogia e didattica, illustrano come i genitori possano cooperare coi docenti (1).
Ma chi va a leggere gli Orientamenti?
Nella scuola entrano solo i rappresentanti, quando sono chiamati, convocati, con un preciso odg!
Poi i docenti decidono da soli, da soli, nemmeno collegialmente.
Parlare di cooperazione significa essere fuori della realtà.
È che lo scrivente lo sa ma si ostina a parlarne.
Si ostina perché sa che non c’è altra strada per riformare la scuola.

Il Convegno di TUTTOSCUOLA del 2004 ha pronosticato che la scuola morirà entro il 2015: previsione fuori della realtà, perché la scuola è già morta.
Ma è possibile che nessuno veda come sono pagati i docenti?
Ma è possibile che nessuno veda come la scuola sia stata strapazzata dagli anni ’80 in poi: niente concorsi, niente aggiornamenti, ma solo riforme; Indicazioni nazionali che si succedono a ritmo frenetico, tale da impedire a chiunque di sapere quali siano in vigore, che cosa si debba insegnare?
Protestano i docenti! Ma chi li ascolta?
Le statistiche dicono al Governo che il docente unico è migliore della pluralità dei docenti: ma non sono stati idocenti a dirlo ai genitori che ora creano le statistiche!
Il Governo che dovrebbe fare? Non tenere presenti le statistiche? E poi i voti chi glieli darebbe?
Il Governo saggiamente segue le statistiche e reintroduce il docente unico. Che importa che è contro tutti i principi psicopedagogici? Che importa se un alunno capita con una docente che crea disagio? Che importa che le discipline richiedono sin dalla scuola dell'infanzia una conoscenza approfondita?
Nessuno va dal medico generico se non per le ricette dello specialista degli occhi, del naso, dello stomaco, della rotula!
Ma nella scuola ritorna il docente onnisciente! Solo nella scuola si è onniscienti. E, quando, nella scuola secondaria, si è docenti di una disciplina, quando mai si sono visti il docente di Matematica lavorare d’intesa col docente di Filosofia e di Lingua?

Questa RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com) continua a chiedere imperterrita
le unità di apprendimento sul futuro anteriore, sul participio, sul gerundio, sulla scrittura posizionale dei numeri, su Carlo Magno… ma non ne riceve.
Non ne riceve.
Perché?
Ma perché stanno scritte sui libri di testo!
Forse è il caso di pubblicare gratis sulla RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com) i sussidiari!
Rivolgo l’invito a che ne vuole pubblicare qualcuno a farlo. Il Prof. Franco Blezza ha pubblicato interi volumi di pedagogia!

Quindi, niente pluralità dei docenti.

UNITA’ DI APPRENDIMENTO

Centocinquant’anni di lezioni!
Ora era arrivata la Moratti, donna intelligente, dirigente di azienda, che sapeva come avvalersi di esperti, e aveva introdotto ufficialmente le unità di apprendimento (2).
In fondo, non era che una riedizione delle Case dei bambini della Montessori, ma rappresentava la più grande riforma della scuola mai realizzata.
Ma chi ne ha parlato?
Ma chi le ha realizzate?
Ma chi le poteva realizzare?
Statistica alla mano, la Gelmini le abroga: lo fa intelligentemente, ma spende 20.000 euro per comprare le LIM (3) e per mandarle alle scuole.
Che importa che le LIM reintroducano le lezioni?
Non vuole questo la stragrande maggioranza dei docenti?
E chi mai ha detto che la maggioranza parlamentare segua il parere della minoranza degli elettori, ammesso pure che una minoranza a favore delle unità di apprendimento ci fosse.
Ma le LIM non si limitano a reintrodurre le lezioni, abrogando di fatto le unità di apprendimento della Moratti (e nessuno ha protestato!), ma, cosa più grave ─e nessuno ha protestato! ─ le LIM violano la libertà di insegnamento sancita dall’art. 1 del D.P.R. 297/1994 che pure prevede che ogni docente scelga di quali strumenti avvalersi.
No, la Gelmini è stata molto intelligente e diligente: le LIM le ha inviate direttamente alle scuole! Nessun fastidio!
Ora organizzerà, con gli esperti che Ella farà individuare, corsi per spiegare come si utilizzano le LIM.
Che importa che nessuno le utilizzerà?
Il Governo ha fatto il suo dovere: ha informatizzato le scuole!
Ma poi che importa che Umberto Eco abbia scritto: <<Nel momento in cui ci sarà il banco a due piazze, dovranno esserci dei CD-Rom nultimediali capaci di insegnare la lingua, la matematica, la storia e così via. La situazione attuale dell’editoria multimediale in Italia è la seguente. Un disco didatticamente ben fatto e capace di sostituire l’insegnamento orale costa moltissimo lavoro ed ha un prezzo elevato. Pertanto l'editoria multimediale produce materiale di tipo ludico, a livello di divulgazione elementare, pieno di immagini bellissime, didatticamente nullo… In America ci sono dei dischi da 30 dollari ma sono appunto delle bufale. Se nasce il banco a due piazze, gli editori si metteranno a produrre materiale a prima vista gradevole ma didatticamente insufficiente>> (4).
Lo scrivente ha messo a disposizione delle scuole, gratuitamente: l’ABBACo VIRTUALE di Arcisio Brunetti, la BILANCIA MATEMATICA ideata da Umberto Tenuta e realizzata da Arcisio Brunetti; il GIOCO DELLE REGIONI (idem), nella RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com.
Che importa?
Evviva. Son ritornate le lezioni, peraltro ipermediali!

Chi cambierà questa scuola?

Non certo i docenti che sono una minoranza.
Non certo i genitori, che potrebbero farlo, ma se cooperassero tutti (50 per ogni classe di 24 alunni).

La scuola morirà, ma immutata, qual era nel 1859, con la Legge Casati.

Una domanda viene, assillante, imperativa, tormentosa: ma è possibile che i genitori non chiedano di sapere da esperti come le scuola dovrebbero essere? (5)
Mi sembra che così i genitori ed i loro cosiddetti rappresentanti vengano meno a un dovere costituzionale: è dovere e diritto….
Tuttavia, la realtà è quella che è: i genitori non cooperano perché né i loro rappresentanti, che pure possono convocare le assemblee, né gli operatori scolastici si impegnano a farli cooperare!
Il risultato: la scuola resta quella che è da cento, centocinquanta anni fa.
E il successo formativogarantito a tutti gli alunni?
Bè, qui il discorso si fa più complesso e lo affronteremo un’altra volta.

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(1) In merito cfr l’articolo dello scrivente su RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(2) In merito cfr.: TENUTA U., Unità diapprendimento, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(3) TENUTA U., LIM, IN RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(4) Ministero della pubblica istruzione, Documento dei saggi sui saperi essenziali, Roma, 1998.
(5) Nella RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com è pubblicato un elenco di Corsi di aggiornamento, nella rubrica AVVISI. Evidentemente, li chiedono, ma nessuno li ascolta perché sono un numero insignificante. Solo se tutti i genitori cooperassero avrebbero voce in capitolo. Ma nessuno si batte perché cooperino, nemmeno i loro rappresentanti!

24 novembre 2008

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