FAMIGLIE, ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI

SPORTELLO DI ASCOLTO NELLE SCUOLE
di Maria Rosaria Tenuta, psicologa clinica e di comunità

In una scuola sempre attenta alla formazione della personalità dei suoi allievi, lo Sportello di Ascolto si inserisce fra le più significative iniziative a favore della crescita armoniosa e serena dei ragazzi che la frequentano.
Nel progetto dello Sportello di Ascolto, che deve essere permanente, è importante dare prioritamente sostegno alle figure dei genitori.
Questa scelta sembra essere quanto mai opportuna, non solo in ossequio alla vigente normativa, che peraltro prevede la cooperazione tra scuola e genitori, ma soprattutto se si riflette sulla complessità delle dinamiche che caratterizzano il rapporto tra l'adolescente ed i propri genitori.
Peraltro, la stessa Anna Freud, nei suoi studi sull'età evolutiva(1), sosteneva che, in adolescenza, fossero soprattutto i genitori ad avere bisogno di un supporto psicologico, proprio per l'alta conflittualità ed oppositività vissuta dai figli nei loro confronti. Infatti è, questo, un momento della crescita delicato, durante il quale l'adolescente si oppone alle figure genitoriali per emanciparsi dalla forte dipendenza psicologica che ha caratterizzato la sua infanzia e per cercare una propria autonomia ed individuazione.
La ricerca della propria identità nel gruppo dei pari spesso avviene attraverso comportamenti trasgressivi e di rottura rispetto ad un prima in cui si era dei bambini obbedienti verso i propri genitori.
I cambiamenti fisici, cognitivi e psicologici che caratterizzano questa età sono notevoli, e non è facile trovare un nuovo equilibrio, sia in termini intrapsichici che relazionali. È lo stesso adolescente, come si evince dai colloqui con i più diversi soggetti, a non riconoscersi più ed a chiedersi il perché di certi suoi comportamenti, anche nel contesto scolastico, comportamenti che, persino ai suoi occhi, risultano strani o poco accettabili.
L’adolescenza, pertanto, risulta essere un’età molto delicata e complessa, del “non più e non ancora” !
Infatti, all'adolescente noi adulti spesso ricordiamo che non è più un bambino, ma, nel contempo, semmai, gli neghiamo delle libertà in virtù del fatto che non è ancora un adulto.
Ai genitori, quindi, viene chiesto di accogliere le istanze di crescita, ma, nel contempo, di dare punti fermi di riferimento, con risolutezza, ai propri figli, per aiutarli nella complessa ricerca della propria autonomia.
Pertanto, è opportuno che essi lascino ai figli la possibilità di <<fare la spola>> fra loro che rappresentano un “grembo sicuro” e l'esterno.
Anche all'esterno, ed in particolare a scuola, le dinamiche intrapsichiche si riflettono sulle dinamiche relazionali, sia con gli adulti, cioè i docenti, che con i pari, i compagni di classe.
Proprio per questo è importante che la famiglia e la scuola, in quanto prima e seconda agenzia di formazione della personalità, cooperino e collaborino in un clima di fiducia e di serenità reciproche, per realizzare una continuità educativa che aiuti i ragazzi, in questo momento che è anche di disorientamento, a crescere secondo valori che li guidino verso l'autorealizzazione.
In questo senso, lo Psicologo, all'interno dello Sportello di Ascolto, offre la propria consulenza e si propone di favorire lo scambio continuo ed efficace, costruttivo, tra alunno, famiglia e scuola, rimandando eventualmente ad un contesto terapeutico di altro tipo tutte quelle situazioni che richiedono un intervento più approfondito e mirato, in termini riabilitativi.
Pertanto il suo è un lavoro finalizzato a creare una rete che coinvolga diverse istituzioni e persone la cui ineludibile sinergia può valorizzare l'apporto dei singoli.

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(1) FREUD A., Opere di Anna Freud, Boringhieri, Torino, 1978-1979, 3 voll.

21 aprile 2008

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