FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI


SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO E COMUNITA' MONTANE di Umberto Tenuta
Il contributo delle Comunità montane alla realizzazione di un Sistema formativo integratoattraverso apposite iniziative di formazione

 

La cultura della formazione DEI GIOVANI

Si è troppo presi dalle esigenze della produzione.

Indubbiamente, l’economia ed il lavoro degli adulti costituiscono un’esigenza impellente, ma altrettanto impellente è la formazione delle nuove generazioni ad affrontare anche il problema del lavoro in una nuova prospettiva, che non dovrebbe essere più quella del posto di lavoro.

La formazione dei giovani, non la loro istruzione, come comunemente si afferma, costituisce forse il problema più rilevante che la società tutta dovrebbe impegnarsi ad affrontare, dedicando ad esso le maggiori risorse.

Ma quando si dice formazione dei giovani, non si dice necessariamente formazione professionale.

Purtroppo il lessico educativo è estremamente equivoco: si parla indifferentemente di istruzione, di educazione, di formazione, di sviluppo, a volte anche di orientamento.

La formazione professionale è un capitolo della formazione complessiva della personalità, che dovrebbe essere formazione integrale (“pieno sviluppo della persona umana”)(art.3 Cost.), pieno sviluppo di tutte le dimensioni della personalità, da quella fisica e motoria a quella sociale, a quella emotivo-affettiva, morale, linguistica, cognitiva ecc.

Ilproblema della formazione andrebbe visto in una prospettiva organica, sistematica, integrata: nell'ambito del sistema formativo integrato.

Se il problema della formazione assume rilevanza sul piano dell'attività produttiva e sul piano economico (formazione del lavoratore), essa assume preminente rilevanza soprattutto sul piano sociale, della convivenza democratica (formazione del cittadino), ma assume rilevanza ancora maggiore sul piano della vita personale (formazione dell'uomo).

La società ed il lavoro sono funzionali all'uomo, alla persona. Èla vita, è il benessere della persona umana, che costituisce il primum.

E, pertanto, la formazione che il sistema formativo integrato deve promuovere è innanzitutto la formazione dell'uomo, la formazione della persona umana, prima che la formazione del cittadino e prima che la formazione del lavoratore.

È tale il significato del dettato costituzionale: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese(art. 3 Cost.).

In tale prospettiva le Comunità montane e gli Enti locali dovrebbero farsi carico della formazione dell'uomo, ivi comprendendo la formazione del cittadino e del lavoratore.

Il ruolo che le Comunità montane potrebbero svolgere è innanzitutto un ruolo di approfondimento del problema, ma nel contempo un ruolo di sensibilizzazione di tutte le istituzioni, non solo degli enti locali.

Solo istituzioni consapevoli e sensibili possono impegnarsi a raccordare i loro interventi, superando l'attuale situazione di separatezza, frutto di una secolare impostazione delle problematiche che da una parte vedeva gli enti locali impegnati soprattutto sul piano dell'assistenza, della fornitura di servizi e delle attrezzature, e dall’altra le famiglie più o meno assenti, e come tali non riconosciute nel loro primario diritto e dovere educativo, e le scuole come titolari esclusive del ruolo di formazione e di istruzione.

Ragioni storiche, sociologiche, ideologiche, oltre che psicologiche e pedagogiche, hanno mantenuto questa separatezza per più di un secolo, dal 1860 fino ai nostri giorni.

Oggila situazione va cambiando.

Sono soprattutto i genitori che acquistano consapevolezza del loro ruolo formativo: se la dispersione scolastica nella scuola secondaria è una realtà che andrebbe meglio studiata ed approfondita per comprenderla, invece nella scuola media e soprattutto nella scuola elementare e nella scuola dell'infanzia il problema formativo è maggiormente sentito dai genitori. Ne è testimonianza la circostanza che la scuola dell'infanzia, pur non essendo scuola dell'obbligo, è frequentata da 90% della popolazione interessata.

Masi consideri, nel contempo, l'attenzione dei genitori alla formazione dei figli anche attraverso iniziative extrascolastiche, dalle palestre alle scuole di danza, di musica, di nuoto, degli sport più vari, come ad esempio il tiro all'arco.

Nelle famiglie è forte, impellente, dominante l’attenzione ai processi formativi.

Dopo quello dell'occupazione, non c'è problema che assilla di più le famiglie.

Gliamministratori degli Enti locali e delle Comunità montane ne dovrebbero avere consapevolezza. Il precipuo impegno dello Stato e degli Enti locali non è più l'ordine pubblico, ma è quello dell'occupazione ed è quello della formazione dei giovani.

Peraltro i tre problemi sono interconnessi.

Solo la formazione dei cittadini assicura l'ordine pubblico e solo la formazione dei lavoratori assicura le migliori condizioni produttive.

Ma l'una e l'altra sono esplicitazione della formazione dell'uomo: è la piena formazione della persona umana che consente “l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Possiamo perciò affermare senza tema di essere smentiti che il problema più urgente è quello formativo.

Gli amministratori più consapevoli e responsabili sono quelli che pongono al primo posto del loro impegno il problema della formazione dei giovani attraverso la promozione ed il coordinamento degli interventi formativi delle più diverse agenzie educative.

Nell’art. 139 del Decreto legislativo 31.3.998, n. 112 si parla di:
a) educazione degli adulti;
b) interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;
c) azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione;
d) azioni di supporto tese a promuovere e sostenere
la coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola;
e) interventi perequativi;
f)
interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica e di educazione alla salute”.

Noi riteniamo che il problema più urgente oggi è costituito dal raccordo tra le diverse agenzie formative e che il problema della continuità educativa vada visto in una prospettiva ampia, riferendosi a non solo alla coerenza ed alla continuità in verticale ed in orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuola, ma anche alle altre agenzie formative, con specifico riferimento al sistema formativo integrato ed alle iniziative di informazione e formazione dei genitori di cui all'articolo 9 del Regolamento dell'autonomia scolastica.

È in tale prospettiva che le comunità montane, d'intesa con gli enti locali, potrebbero promuovere la realizzazione di specifiche iniziative volte:

a) ad approfondire le problematiche educative (lettera a, comma 2, art. 139, D.lvo 31.3.1998, n.112), con specifico riferimento al concetto di successo formativo di cui all'articolo 1 del Regolamento dell'autonomia scolastica e del “pieno sviluppo della persona umana” (art. 3, Cost.); b) all'esigenza della creazione di un sistema formativo integrato, integrato, sia all'interno delle singole agenzie formative, in particolare all'interno delle singole istituzioni scolastiche (unitarietà educativa e didattica), sia tra le diverse agenzie formative, in particolare tra le istituzioni scolastiche, le famiglie, sia ancora tra i diversi ordini di scuola, in verticale (si pensi alla problematica del Fascicolo personale dell'alunno).

INIZIATIVE PROMOSSE DALLE Comunità montane

In tale prospettiva, sarebbe quanto mai opportuno promuovere:  

1) Seminari sulle tematiche della formazione dei giovani, che vedano impegnati i responsabili degli Enti locali e delle Comunità montane, i Dirigenti scolastici, i Presidenti delle Associazioni più diverse dei genitori e di tutte le altre Associazioni che comunque si fanno cenno carico dei problemi educativi;
2) Corsidi informazione e formazione per i genitori (comma 5, art. 9, D.P.R. 275/1999);
3) Seminari sulla continuità educativa, in verticale ed in orizzontale (lettera d, comma 2, art. 139, D.lvo 31.3.\998, n.112), che vedano impegnati gli Operatori scolastici dei vari ordini e gradi di scuola ed i Rappresentanti di tutti gli enti e le associazioni comunque interessati alle problematiche educative.