FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI


SCUOLE PER I GENITORI di Umberto Tenuta
Iniziative di informazione e formazione di cui all'art. 9 del Regolamento dell'autonomia.

Il Regolamento dell'autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999 dà pieno riconoscimento al sistema formativo integrato.
L’educazione è sempre il frutto di un complesso di istituzioni educative: educa la famiglia, educano le istituzioni religiose, educano i contesti sociali, educano le agenzie formative appositamente create (scuole di danza, scuole di musica, palestre, piscine ecc.), educa la scuola.
Il Regolamento dell'autonomia scolastica vuole armonizzare le diverse agenzie formative, all'insegna della coerenza e della continuità, attribuendo alle istituzioni scolastiche il compito del coordinamento nel Piano dell'offerta formativa, che è formulato dalla scuola, ma comprende anche gli ampliamenti dell'offerta formativa di cui all'articolo 9 del Regolamento(1).
Sono previsti ampliamenti a favore dei propri alunni, ma anche ampliamente a favore della popolazione giovanile in genere e degli adulti.
In questa sede a noi interessano le iniziative rivolte a coltivare la genitorialità, comprendendo in questa tutti gli atteggiamenti, le competenze e le conoscenze che sono propri dei genitori.
Al riguardo, è appena il caso di evidenziare che ogni istituzione educativa, scolastica ed extrascolastica, contribuisce a migliorare le competenze genitoriali.
Tuttavia, è possibile prevedere apposite iniziative rivolte specificamente a questo scopo. In merito, si può rilevare che finora, almeno a livello ufficiale, pochissime sono state le iniziative che si sono proposte di coltivare le problematiche della genitorialità in generale, in quanto i corsi per genitori hanno affrontato la problematica sempre da specifiche angolazioni, che di solito erano quelle della devianza, della tossicodipendenza, della dispersione scolastica ecc.
A noi interessa invece la genitorialità in generale, relativamente al compito complessivo dei genitori di istruire e di educare i propri figli peraltro previsto anche dall’art. 30 della Costituzione (<<È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio>>).
Intendiamo porre l’attenzione sulla formazione integrale della personalità (formazione motoria, sociale, emotivo-affettiva, morale, civile, cognitiva, linguistica, scientifica, matematica ecc.) che i genitori curano e possono favorire sin dalla nascita dei bambini, ed anche da prima della nascita, già durante la gestazione, in modo estremamente incisivo.

GLI AMPLIAMENTI DELL’OFFERTA FORMATIVA
L’art. 9 del Regolamento dell’autonomia scolastica prevede ampliamenti dell’offerta formativa rivolti:
a) ai propri alunni;
b) alla popolazione giovanile in generale;
c) agli adulti in generale;
d) ai genitori degli alunni.


Al nostro scopo interessano specificamente le iniziative rivolte a coltivare la genitorialità e, pertanto, interessano le iniziative b), c) e d).
Interessano le iniziative rivolte ai giovani, perché saranno questi i futuri genitori, ma interessano le iniziative rivolte agli adulti tutti, e non solo ai genitori degli alunni, in quanto tutti gli adulti sono potenziali genitori.
Tuttavia, l’interesse specifico è rivolto agli adulti che sono già genitori, non necessariamente degli alunni della scuola che promuove le iniziative, ed è rivolto forse soprattutto ai futuri genitori.
In merito, riteniamo opportuno evidenziare che il limite degli attuali corsi per i genitori discende dal fatto che essi intendono affrontare le problematiche specifiche (devianza, droga, dispersione scolastica ecc.), quando ormai è troppo tardi. Occorre invece che, non solo questi problemi siano prevenuti, ma che i genitori svolgano pienamente i loro compiti di istruzione e di educazione nei confronti di tutti i bambini.
In tal senso, le scuole interessate ai corsi per genitori sono tutte le scuole, comprese le scuole secondarie.
Le scuole interessate sono tutte le scuole, perché anche i risultati formativi delle scuole superiori discendono, non solo dal curriculum scolastico, ma anche dal contesto educativo extra scolastico, costituito soprattutto dalle famiglie, le quali peraltro poi gestiscono anche le altre agenzie formative (scuole di musica, scuole di danza, attività sportive, frequenza di istituzioni religiose ecc.).
È interesse di tutte le scuole, delle scuole di ogni ordine e grado, che i bambini vivano esperienze altamente formative nei loro contesti di vita, familiari ed extrafamiliari.
È perciò opportuno che tutte le scuole, auspicabilmente in rete, promuovano e organizzino iniziative per gli adulti nella prospettiva dell’esercizio del loro ruolo genitoriale.
Anche laddove, nel Regolamento dell’autonomia scolastica, si parla semplicemente di giovani e di adulti, si può pensare alla loro dimensione genitoriale. La genitorialità è uma dimensione della personalità che va coltivata in forma intenzionale e programmatica.

LE TEMATICHE
Quali le tematiche?
Oggi le ricerche scientifiche più avanzate riconoscono che la formazione della persona umana si attua soprattutto nei primi tre anni di vita su tutti i piani, da quello linguistico(2), che è il più appariscente e che peraltro condiziona anche gli altri, a quello motorio e cognitivo (educazione psicomotoria)(3), a quello espressivo-artistico (mimica, danza ecc.), a quello logico-matematico ecc.
Pertanto, si può pensare ad iniziative per i genitori che si pongano come tematiche:

1) La formazione motoria, compresa quella ritmica, in stretto collegamento con quella musicale;
2) La formazione linguistica: come i genitori incidono sull'acquisizione del linguaggio verbale sin dalla nascita dei bambini, soprattutto nei primi tre anni di vita, e come possono migliorarla? Quali atteggiamenti, quali comportamenti, quali tecnologie, quali strategie possono utilizzare?
3) La formazione cognitiva: si pensi ai giochi di relazione, di classificazione, di seriazione (dai bicchieri ad incastro per le seriazioni ai puzzle dei colori, delle forme ecc.);
4) La formazione musicale: afferma uno studioso americano che la formazione musicale dei bambini si decide nei primi tre anni di vita e che dopo è troppo tardi per intervenire;
5) La formazione grafico-pittorico-espressiva: i bambini scarabocchiano e utilizzano penne e matite. Ma possono utilizzare anche colori a pastello ed a tempera, plastilina, argilla ecc.;
6) La formazione logico-matematica: raggruppare, seriare, classificare e contare, con i giochi più vari;
7) La formazione emotivo-affettiva: non si tratta solo di educare a controllare le emozioni, quanto di promuovere la valorizzazione di atteggiamenti positivi nei confronti di se stessi e del mondo umano, naturale e artificiale. Come far nascere e coltivare l'amore per gli animali, le piante, il paesaggio geografico, il mondo astronomico (luna, stelle, sole ecc.)
8) La formazione geografica: come far nascere atteggiamenti positivi nei confronti del paesaggio geografico: orientarsi, muoversi nel quartiere, farsi una rappresentazione di luoghi vicini e lontani ecc.
9) La formazione storica: attività relative alla dimensione temporale, dal tempo dei giochi al tempo della televisione, all'età dei genitori, al corso della propria vita ecc.

METODOLOGIA
Le tematiche esemplificate potrebbero indurre a pensare che si vogliano anticipare alla scuola del “grembo materno” le tematiche della scuola dell'infanzia o, peggio, della scuola elementare. Se si fa riferimento ai contenuti, l'orientamento è complessivamente positivo. Il “distinguo” nasce sull’impostazione metodologica.
Sappiamo che proprio il Comenio, sostenitore della scuola del “grembo materno”, afferma che tutto dev'essere insegnato a tutti: tutto nella adolescenza, tutto nella fanciullezza, tutto nella seconda infanzia e tutto, perché no, nella prima infanzia, secondo un’impostazione ciclica o, meglio, a spirale. La formazione motoria, sociale, emotivo-affettiva, linguistica, cognitiva, matematica ecc. comincia sin dalla nascita e poi si va continuamente approfondendo.
Ma comincia sin dalla nascita. Non ci sono periodi vuoti: non c'è un infanzia, nel senso letterale di un bambino che non parla, in una determinata tappa della sua vita, ma il bambino parla sempre, sin dalla nascita, esprimendosi col pianto, con i gesti, con la mimica. Poi il suo linguaggio si va sempre più approfondendo, allargando, arricchendo. Nasce il linguaggio verbale e questo si sviluppa, si struttura, si arricchisce.
Questo avviene per ogni aspetto della personalità.
Perciò, risulta quanto mai opportuno offrire tutto a tutti, come diceva Comenio e come Bruner ritiene sia possibile, nel momenti in cui afferma che tutto può essere insegnato a tutti in una forma onesta(4).
Evidentemente, occorre individuare le modalità dell’apprendimento che sono proprie dei bambini nella prima infanzia, nella seconda infanzia, nella fanciullezza ecc.
Occorre ricercare la forma onesta di cui parla Bruner.
Al riguardo, prima di pensare ai genitori dobbiamo pensare ancora alle modalità dell’apprendimento e dell'insegnamento che sono proprie della scuola elementare e della scuola dell'infanzia, che vanno perfezionate.
Per quanto riguarda la scuola dei primi tre anni (“scuola del grembo materno”), anticipiamo che tutti gli apprendimenti debbono avvenire in forma ludica, funzionale, informale.
Più che organizzare determinati apprendimenti, occorre creare situazioni, contesti, ambienti di apprendimento. ricco di suggestioni, di occasioni, di strumenti che consentano di fare determinate esperienze apprenditive.
Si pensi alla lingua italiana. Se il bambino non ha la possibilità di ascoltare persone che parlano la lingua italiana e non ha la possibilità di parlare, evidentemente non impara a parlare, come avviene purtroppo ai figli dei genitori sordomuti.
Allora educa linguisticamente la mamma che parla al figlio in ogni occasione, che accompagna le azioni con le espressioni verbali. Educa linguisticamente la mamma che racconta e legge fiabe, che interloquisce continuamente col figlio.
Si pensi ancora all'educazione grafico-pittorico-plastica. Se al bambino non viene data la possibilità di scarabocchiare, di utilizzare i pastelli, i gessetti colorati, i pennelli ecc., evidentemente il bambino non ha la possibilità di sviluppare le sue competenze.
Evidentemente, la mamma non assegna i compiti, non stabilisce le ore delle attività grafiche e delle attività musicali, ma offre stimoli, occasioni, strumenti, incoraggiamenti.
Non è stato proprio lo Spitz (5) a denunciare gli effetti nefasti di un ambiente deprivato di ogni stimolo nel primo anno di vita del bambino?
Come ha evidenziato il Fröbel, il gioco costituisce l'attività propria del bambino.
L'educazione nella “scuola del grembo materno” è un’educazione che si ispira alla ludicità, che rifugge da ogni impostazione rigida, sistematica, ma che non per questo non è programmatica, progettata, in un certo senso intenzionale.
Le scuole (corsi o iniziative) per i genitori dovrebbero servire a far capire questo ai genitori ed a far fornire loro tutti gli aiuti necessari da parte esperti qualificati, quali i Sociologi, gli Psicologi, i Pedagogisti.

I corsi vanno preceduti da lezioni introduttive sullo sviluppo psicomotorio dei bambini, evidenziando l'importanza che i primi tre anni di vita hanno nel processo di formazione della personalità.
Occorrono, poi, interventi semplici, scientificamente fondati, estremamente esemplificativi, documentati, in modo da lasciare in mano agli adulti orientamenti semplici, lineari, aperti ad ogni integrazione e soprattutto occorre saper far nascere l'interesse per le problematiche.
Si può pure promuovere un’elementare alfabetizzazione informatica e telematica nella prospettiva di un’educazione permanente anche in questo campo. Recita il quarto comma dell'articolo 9 che <>.
Le due cose non si escludono. Ai corsi in presenza, magari ripetuti, con frequenza annuale, possono affiancarsi supporti telematici e informatici (CD-ROM, DVD).

ENTI ORGANIZZATORI
L’art. 9 del Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999 prevede quali sono i destinatari, quali le modalità dell'organizzazione educativa e didattica e quali gli organizzatori dei corsi di ampliamento dell’offerta formativa.
I predetti ampliamenti di iniziative di informazione e di formazione possono essere promossi dagli Enti locali, ma anche dalle Istituzioni scolastiche, accordandosi con eventualI iniziative promosse dagli Enti locali.
C’è, da una parte, un ruolo promozionale delle Istituzioni scolastiche, ma c’è anche, bene espresso, il ruolo di promozione degli Enti locali, che forse potrebbe essere assolto in forma ottimale delle Comunità montane, per conto dei Comuni.
In termini estremamente esemplificativi, si può pensare all’organizzazione da parte delle Comunità montane, d’intesa con i Comuni, di Corsi rivolti ai giovani, prossimi alla genitorialità, oltre che agli adulti, indipendentemente dalla loro essere genitori.
Nessuno si interessa del ruolo genitoriale, se non in vista delle problematiche della devianza, delle tossicodipendenze, della dispersione scolastica ecc.
Occorre invece organizzare Corsi di informazione e di formazione per i giovani e per gli adulti, prossimi genitori o già genitori di bambini piccoli, perché essi diventino pienamente consapevoli dell’importanza del loro ruolo sul piano dell’educazione e dell’istruzione e acquistano le necessarie competenze per scolgerlo.
Necessita spostare l’accento sui primi tre anni di vita dei bambini, gli anni più significati nel processo di formazione della personalità, ma purtroppo i più trascurati, anche quando i bambini vengono inviati agli asili-nido, ancora più della scuola dell’infanzia condizionati dal pregiudizio del loro ruolo custodiale e assistenziale.
Evidentemente, connesso alla rivalutazione del ruolo genitoriale, v'è il discorso della rivalutazione, oltre che della scuola dell’infanzia, del ruolo degli asilo-nido, da considerare anch’essi come vere e proprie scuole, senza dicotomie con le scuole dell’infanzia e tanto meno con le scuole primarie, pur senza che nessuna di tali scuole cada nello scolasticismo.
Non si tratta di scolasticizzare anche i primi tre anni di vita dei bambini, ma di valorizzarne il grande apporto al processo della piena formazione della personalità dei bambini, senza lasciare andare dispersi i periodi sensitivi di cui parlava la Montessori(6), i tempi giusti(7), i tempi ottimali per la formazione della personalità.
È, questo, un discorso nuovo, che le neuroscienze(8) fanno ogni giorno di più emergere nella sua importanza, che occorre valorizzare e che può divenire uno dei fondamentali campi di impegno, non solo delle Istituzioni scolastiche, ma soprattutto delle Comunità montane e dei Comuni.

NOTE
1) Art. 9-(Ampliamento dell'offerta formativa) -1. Le istituzioni scolastiche, singolarmente, collegate in rete o tra loro consorziate, realizzano ampliamenti dell'offerta formativa che tengano conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali. I predetti ampliamenti consistono in ogni iniziativa coerente con le proprie finalità, in favore dei propri alunni e, coordinandosi con eventuali iniziative promosse dagli enti locali, in favore della popolazione giovanile e degli adulti. -2. I curricoli determinati a norma dell'articolo 8 possono essere arricchiti con discipline e attività facoltative, che per la realizzazione di percorsi formativi integrati le istituzioni scolastiche programmano sulla base di accordi con le Regioni e gli Enti locali. -3. Le istituzioni scolastiche possono promuovere e aderire a convenzioni o accordi stipulati a livello nazionale, regionale o locale, anche per la realizzazione di specifici progetti. 4. Le iniziative in favore degli adulti possono realizzarsi, sulla base di specifica progettazione, anche mediante il ricorso a metodi e strumenti di autoformazione e a percorsi formativi personalizzati. Per l'ammissione ai corsi e per la valutazione finale possono essere fatti valere crediti formativi maturati anche nel mondo del lavoro, debitamente documentati, e accertate esperienze di autoformazione. Le istituzioni scolastiche valutano tali crediti ai fini della personalizzazione dei percorsi didattici, che può implicare una loro variazione e riduzione. 5. Nell'ambito delle attività in favore degli adulti possono essere promosse specifiche iniziative di informazione e formazione destinate ai genitori degli alunni.
2) VYGOTSKY L.S., Pensiero e linguaggio, Giunti-Barbèra, Firenze, 1967
3) VAYER P., Educazione psicomotoria nell’età scolastica, Armando, Roma, 1977; MAIGRE A., DESTROPERE J., L’educazione psicomotoria , Ed. Paoline, Bari, 1978.
4) <> (BRUNER J. S., Dopo Dewey, Armando, Roma, 1970, p. 27.)
5) SPITZ R. A., Il primo anno di vita del bambino, Giunti-Barbèra, Firenze, 1962. ma vedi anche: BOWLBY J., Cure materne e igiene mentale del fanciullo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1975; AINSWORTH M.D., La carenza di cure materne, Armando, Roma, 1966; RUTTER M., Cure materne e sviluppo psicologico del bambino, Il Mulino, Bologna, 1973; BERNSTEIN B., Struttura sociale, linguaggio e apprendimento, in PASSOW A., L'educazione degli svantaggiati, Angeli, Milano, 1972.
6) MONTESSORI M., L’autoeducazione nelle scuole elementari, Garzanti, Milano, 1962; MONTESSORI M., Come educare il potenziale umano, Garzanti, Milano, 1970; MONTESSORI M., La scoperta del bambino, Garzanti, Milano, 2000.
7) PFLIEGER R., Il giusto momento, La Scuola, Brescia, 1955.
8) KANDEL E.R., SCHWARTZ J.H, JESSELL T.M... Fondamenti delle Neuroscienze e del Comportamento. Ambrosiana, Milano, 1999.