FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI


ENTI LOCALI E SCUOLA: QUALI RAPPORTI? di Renato Nicodemo
Non sempre facili i rapporti tra scuole ed enti locali

“Siccome sono democratico, comando io”.

(Totò)

Un aspetto non secondario della riforma generale dell’intero pianeta Scuola è quello relativo ai rapporti traquesta e gli Enti locali.

Il Prof. Bertagna ha già opportunamente evidenziato come, a seguito dellamodifica del Titolo V della Costituzione, si sia passati da un modello “gerarchico”, statale, a un modello “poliarchico”, nel quale interagiscono una pluralità di soggetti (Stato, Regioni, Enti locali, Scuole) con responsabilità specifiche e talvolta concorrenti.

Fu ancherilevata da un’attenta lettura del D.Lgv. 112/98(artt.138,139)una forte incidenza degli EE.LL. su alcune materie che erano di competenza dell’Amministrazione centrale e periferica del Ministero della P.I.; incidenza che fu subito ritenutaun vero azzardo, in quanto basata su un presupposto, tutto da dimostrare, di una buona intesa tra amministratori e scuole.

Lo stesso Prof. Bertagna non si nasconde i rischi derivanti da una mancata chiara individuazione di sfere di competenze specifiche di ogni soggetto.

Se si considera, poi, cheben 9 su 17 gli articoli del Regolamento dell’autonomia(D.P.R. 275/99)fanno riferimento a rapporti tra EE.LL. e Scuola ci sirende facilmente conto cheal Dirigente scolastico si affianca finanche nella programmazione integrata dell’offerta formativa e per l’utilizzo ottimale delle risorse locali disponibili il sindaco.

E meno male che di recente son passati allo Stato almeno i collaboratori scolastici ed altro personale dei Circoli didattici, degli Istituti magistrali e tecnici e Licei scientifici, personale fornito sì dai Comuni e dalle Province, ma assegnato alle Scuole che dovevanogestirlo, come qualsiasi comandato presso altra Amministrazione. E invecevi è stata una tracotante invasione, soprattutto disindaci, a dare continui ordini e direttive non solo a detto personale ma anche agli stessi Capi d’Istituto che non di rado venivano anche convocati in Comune. A tal proposito il Provveditore di Salerno fu costretto, anni fa, ad inviare un’apposita circolare nella quale, tra l’altro, si leggeva: “Al riguardo, lo scrivente fa presente alle SS.LL.:

a) – per quanto si attiene alle convocazioni, non aderiranno assolutamente all’invito (dei responsabili degli enti locali)…”.

Parlo del Sindaco più che del Presidente della Provincia o della Regione, per il semplice fatto che più vicino è il potere e più si avverte la sua presenza e più piccole sono le realtà locali e, qualche volta,più piccoli anche gli uomini che le rappresentano, i qualispesso hanno visto la scuola ai tempi del liceo ( e verso la quale nutrono forse ancora sentimenti di rancore per qualche salutare bocciatura o espulsione) e a volte privi anche della più elementare correttezzasi comportanocome tanti padroncini assoluti.

Chi dirige una scuola datempo sa che vi erano Circoli didattici comprendenti fino ad 8 Comuni: 8 Comuni uguale 8 sindaci! Se si sfoglia qualche vecchia Rivista scolastica si possonotrovare le lamentele di questi sfortunati colleghi.

E veniamo ad una incompleta ma significativacasistica dei comportamenti più ricorrenti di questi piccolidittatorelli locali:

1)        Non attuano o attuano con notevole ritardo, senza nemmeno preavvisare, gli interventi richiesti;
2)        Attuano interventi mai richiesti;
3)        Non rispondono alle note inviate dalla Scuola;
4)        Entrano negli edifici e perfino nelle aule senza nemmeno bussare;
5)        Convocano il Dirigente scolastico, come qualsiasi impiegato comunale;
6)        Ogni intervento ha, deve avere, un ritorno elettoralistico, anche se la scuola non è fonte di voti, ma può comunque concorrere in alcuni momenti e per alcune opere;
7)        Vogliono presenziare anche alla festicciola di compleanno di un alunno;
8)        Ogni somma o servizio erogato per obbligo di legge è inteso come una generosa elargizione personale.

A conclusione di queste brevi note, vorrei riportare tre significativi episodi accaduti di recente: due conosciuti a livello nazionale in seguito alla pubblicazione di altrettanti commenti alle sentenze del tribunale di Milano edel TAR Veneto, e un terzo, verificatosi in piccolo centro, noto solo a livello di stampa locale.

Nel primo caso un Dirigente scolastico è stato condannato a 30 giorni di reclusione (sostituiti da una pena pecuniaria di 1.140 euro), perché, malgrado le reiterate e inutili richieste al sindaco di sostituire una gratasituata all’esterno dei locali cucina di una scuola, questa è caduta ferendo un dipendente. La sciagurata norma che attribuisce aidirigenti scolastici la posizione di datori di lavoro mentre, si sa, i proprietari degli edifici scolasticisono Comuni e Province cui spettano gli interventi di manutenzione produce, purtoppo, questi effetti quando i sindacitrascurano la scuola.

Nel secondo un sindaco di un comune del Veneto, vestendosi da Ufficiale di governo, ha emanato un’Ordinanza contingibile e urgente, perché il Dirigente scolasticogarantisse “ con personale della scuola il servizio di accoglienza degli alunni trasportati in conformità a quanto stabilito dalle leggi e dal Contratto di lavoro del comparto scuola”. C’è voluta una sentenza del TAR per impedire“ una inammissibile ingerenza nell’autonomia dell’istituzione scolastica” imponendo l’effettuazione coattiva di prestazioni extraistituzionali per un periodo di tempo indefinito”.

Il terzoriguarda anch’esso un eccesso di potere commesso da un sindaco con la stessa arma impropria dell’Ordinanza contingibile e urgente per annullare un’Ordinanza della Polizia Municipale (il cui comandante aveva vinto un ricorso al TAR contro l’Amministrazione) che avevaregolamentato l’accesso delle macchine negli ampi spazi dell’ edificio scolastico; ma, rispetto al precedente, risulta molto più squallido e inquietante, perché ha le aggravanti del motivo ( meschina rivalsa personale), del pretesto (la tragedia del terremoto in Molise che ha colpito proprio una scuola)e della professione dell’autore (un exprofessore).

Stando così le cose, e cioè se gli EE.LL. (sindaci, uffici scuola e assessori ) non si equipaggeranno culturalmente e strutturalmente alle nuove responsabilità, se ne vedranno delle belle a livello di rapporti interistituzionali.