FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI


CORSI PER I GENITORI di Umberto Tenuta
Le iniziative di informazione e di formazione per i genitori di cui all’art. 9 del D.P.R. 275/1999
 

Recita il comma 5 dell'articolo 9 del Regolamento dell'autonomia scolastica DI CUI AL D.P.R. 275/1999 che <<Nell'ambito delle attività in favore degli adulti possono essere promosse specifiche iniziative di informazione e formazione destinate ai genitori degli alunni>>.

Taliiniziative, a nostro parere, assumono una fondamentale importanza e dovrebbero essere meglio valorizzate attraverso una più adeguata disciplina sul piano normativo ed una più sistematica organizzazione sul piano attuativo.

Innanzitutto, si impone un’approfondita riflessione in merito. La problematica è estremamente vasta ed è stata largamente affrontata, su diversi piani, senza però pervenire ad una focalizzazione approfondita ed organica dei temi specifici in cui la problematica stessa si articola.

Se, a cominciare dagli anni 50, si è pensato all'attuazione di corsi per gli adulti e, in particolare, per i genitori, in vista soprattutto della loro alfabetizzazione, e se poi, nei decenni successivi, la problematica dei corsi per i genitori è stata affrontata con specifico riferimento alla lotta alla dispersione scolastica e alla devianza, tuttavia non si è pervenuti ad una approfondita analisi della problematica ed alla formulazione di proposte sistematiche.

Nelmomento in cui, con il Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999e conseguentemente con le leggi di riforma degli ordinamenti scolastici, si è posta con maggiore peso la problematica del sistema formativo integrato, il problema della formazione dei genitori si è posto e si pone con maggiore urgenza.

Accantoal ruolo formativo della scuola e delle altre agenzie educative del territorio, occorre ripensare soprattutto il ruolo educativo della famiglia, e quindi, in particolare, dei genitori.

Ilpunto di riferimentopuò essere l'articolo 30 della Costituzione: <<è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio>>.

Non intendiamo affrontare il problema sul piano degli adempimenti dei genitori nei riguardi dell'obbligo scolastico, quanto di prendere in considerazione e di approfondire la vasta e complessa problematica del ruolo che i genitori svolgono nel processo di formazione dei giovani.

Necessita prendere in esame quale rilievo i genitori assumono nel processo di formazione dei giovani.

Per affrontare la problematica, occorre riflettere sui fattori che incidono sulla formazione della personalità (<<pieno sviluppo della persona umana>>).

Alriguardo, l'attenzione va rivolta innanzitutto ai fattori genetici ed al loro rapporto con i fattori ambientali.

Innanzitutto, occorre fare luce sui rapporti tra fattori genetici e fattori ambientali: in quale rapporto si pongono? Quantoincidono i fattori genetici? Come interagiscono i fattori genetici con i fattori ambientali, comprendendo tra questi l'intero sistema formativo integrato, costituito non solo dalle scuole e delle famiglie, ma anche dai contesti di vita e dalle molteplici agenzie educative che in essi operano?

Dopo di che occorre puntare l'attenzione specifica sulla problematica dell’eugenetica, non perché si vogliano riesumare le concezioni razziste, ma perché si svolga un’opportuna azione di informazione dei genitori in ordine alle circostanze che possono incidere sui fattori genetici: si pensi alle tare genitiche, all'incidenza di fattori quali l'alcolismo, il tabagismo, l'assunzione di farmaci, le condizioni di vita della madre ecc.

Attraversoun’opportuna azione di informazione forse si possono evitare danni consistenti al patrimonio genetico e quindi al processo di formazione della personalità dei giovani.

Temi importanti da approfondire sono le condizioni personali dei genitori al momento del concepimento, ma sono anche le condizione di vita della madre durante la gestazione.

Nel momento in cui si è presa consapevolezza che incidono sullo sviluppo del feto le condizione di vita della madre e le stimolazioni che al feto pervengono dal mondo esterno, occorre delineare un codice deontologico della gestante (diritti delle gestanti).

Poioccorre prendere in attenta considerazione il quadro complessivo delle condizioni di vita del bambino sin dal momento della nascita, con particolare riferimento:

a) all'alimentazione;

b) alle condizioni igieniche;

c) all'allevamento (con particolare riferimento alle cure materne e paterne);

d) alle condizioni educative (contesto educativo familiare e contesto socio ambientale).

La maggiore attenzione va rivolta:

a) al contesto educativo familiare
-relazionI madre, padre, bambino
-relazioni del bambino con gli altri componenti della famiglia (nonni, zii, sorelle, fratelli)
-ambiente di vita del bambino: esperienze, giochi, giocattoli...

b) contesto educativo socio-ambientale
-esperienze extra-familiari del bambino
-contesto ambientale e con particolare riferimento agli spazi attrezzati ed alle iniziative formativepromosse (la città per i bambini!).

I primi tre anni di vita debbono costituire oggetto di approfondita analisi in tutti gli aspetti che possano incidere sul processo di formazione della personalità: occorre scandagliare tutti i fattori che possano influenzare la formazione del bambino nelle sue diverse dimensioni (corporea, motoria, emotivo-affettiva, sociale, linguistica, cognitiva...).

Le esperienze formative nei primi tre anni di vita: questo potrebbe essere il campo di indagine, di una indagine, però, non fine a se stessa, ma al loro miglioramento, per valorizzare questi primi tre anni di vita nel processo di formazione della personalità.

A questa prima parte, rilevantissima, del discorso, segue la seconda parte, quella relativa ai rapporti tra le varie agenzie formative, compresi la scuola ed in particolare il ruolo che i genitori assumono nei processi di formazione della personalità che si attuano all'interno delle istituzioni scolastiche, processi ai quali essi sono chiamati a dare il loro considerevole contributo, anche se la maggiore responsabilità di questi processi ricade sul personale della scuola.